I manoscritti della Vaticana ora in digitale

L e vele gonfiate dal vento; i remi; lo sguardo fiero di Enea. Un'immagine inestimabile e unica, anche perché sono rarissime le illustrazioni di testi classici in manoscritti antichi. Quello di cui parliamo è il cosiddetto Virgilio Vaticano. Del suo valore è superfluo dire. Per curiosità possiamo aggiungere che a suo tempo fu studiato da Raffaello ed è appartenuto alla famiglia Orsini fino al 1600, quando entrò a far parte della Biblioteca Vaticana. Rivederlo e sfogliarlo come fece Raffaello è ora possibile anche senza varcare il portone della Biblioteca Apostolica Vaticana. Basta entrare nel sito web della stessa e di lì accedere alla banca dati digitalizzata. Così che anche il semplice curioso potrà trovarsi di fronte a simili capolavori. Magari il semplice curioso non avrà i mezzi per capire il latino di Virgilio. E servirebbe, alla bisogna, un esperto di epigrafia latina per decifrare i caratteri sbiaditi dell'antico codice. Resta il fatto che quello della digitalizzazione e della conservazione in cloud (cioè nelle banche dati per il web) è non solo un sistema per diffondere la memoria della nostra civiltà ma anche per difendere al meglio il patrimonio librario.
Ed è da questi presupposti che è nata l'idea di scannerizzare gli oltre 80mila manoscritti contenuti nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Nei prossimi quattro anni la società giapponese NTT Data metterà in forma digitale circa 3mila manoscritti e cercherà, in questo lasso di tempo, di mettere a punto un piano per programmare anche il lavoro sul resto del patrimonio. Il costo dell'operazione si aggira sui 18 milioni di euro per i primi quattro anni. Per la società giapponese - che proprio ieri ha firmato in Vaticano l'accordo - si tratta di un investimento: parte delle spese rientrerà comunque con sponsor e contributi di fondazioni. La Biblioteca, rappresenta un unicum, nel panorama culturale. Fondata nel 1451 da papa Niccolò V, la biblioteca possiede oltre 80mila manoscritti e più di 8mila incunaboli (oltre a un milione e 600mila volumi). Il lavoro sarà lento e complesso anche perché il personale altamente specializzato della NTT Data dovrà essere sempre affiancato dai «tutor» vaticani. Tra i primi lavori cui verrà data un'identità digitale, anche alcuni testi del settore «Estremo Oriente» della Vaticana, tra cui il giuramento sottoscritto da 42 cristiani di Kuchinotzu (Giappone) di difendere i loro missionari fino alla morte (1613).