Icone, tweet, riscritture Aiuto, il romanzo è diventato liquido!

Autori affermati ed esordienti in cerca di sperimentalismi, fra linguaggi dei nuovi media e complicati esercizi di stile

Parole messe in fila in forma di romanzo con un verso di lettura inizio-fine non bastano più a contenere le trasformazioni dei linguaggi mediatici. Ebook di ultima generazione, contaminati da audio e video, social network e sms, aiutano la letteratura a diventare liquida, come tutto il resto ormai già troppo descritto da Zygmunt Bauman e compagnia. In che cosa consistere allora oggi lo sperimentalismo degli autori? Forse, in un tentativo di integrazione dei linguaggi digitali con quelli letterari, non più però nel modo impulsivo ed elementare tentato in passato (ricordate lo scalpore dei primi romanzi scritti solo con sms)? Qualche giorno fa, su Facebook appunto, Aldo Nove scriveva: «Non si può più fare l'avanguardia perché non si capisce più niente. Quando c'è un linguaggio comune (una koinè, per i colti) ne puoi inventare altri che gli si contrappongono, rompendone gli schemi. Oggi gli schemi sono già rotti». E tra i titoli in libreria in questi giorni, a rompere gli schemi in questo senso ce ne sono parecchi.

Segnaliamo per primo La produzione di meraviglia di Gianluigi Ricuperati (Mondadori, pagg. 180, euro 18), romanzo che di classico ha conservato l'embrione di trama, ma per il resto produce appunto meraviglia, nella costruzione linguistica e - stupore - iconografica. La storia è quella di Remì e Ione, accoppiati sul Cessna “Conroy” pronto a sorvolare le Alpi per farli atterrare, il 10 ottobre 2014, a Ginevra. Lui è un eroe strano - el mudo maravilloso lo chiamano tra Las Vegas e il Liechtenstein: campione di poker giovane ma più esperto di tutti gli avversari, guadagna tre milioni di dollari l'anno e non dorme mai più di tre ore e mezzo per notte. Ha scoperto che «dormendo poco avrebbe potuto imparare, fare calcoli, studiare strategie, leggere, guardare cartoni animati, film, fantasticare e scrivere lettere ad amici immaginari». Lei è bella, riflessiva, portatrice sana di lusso e nevrosi, figlia di un famoso chirurgo fresco di arresto. Lo stratagemma letterario da risolvere è come farli comunicare, visto che Remì è muto e Ione perennemente «incantata». È qui che entrano in gioco i mind game, le carte, le chat, in un linguaggio che si frammenta - incastrato tra i flashback - e si ricompone, fino a sfociare, a due terzi del libro, in un album di carte da gioco, quelle che Remì usa per «parlare», che sono parte integrante del romanzo. E che rendono il libro un vero oggetto, interessante da «possedere», garanzia di reale competizione con un ebook.

Rompe gli schemi il nuovo libro di Roberto Cotroneo, Tweet di un discorso amoroso (Barbera Short, pagg. 144, euro 11,90): romanzo? Diario? «Non-genere», lo chiama l'autore, nasce su twitter nell'aprile 2012. Cotroneo comincia a scrivere una serie di pensieri esistenziali che chiama Timeline, tutti diretti a una donna. Tra questi, anche la ragione d'essere del volumetto: «Le costrizioni date dai social network obbligano a una forma di iconicità verbale, se mai può esistere un'icona fatta di significanti e significati. La parola breve in questi casi non è sintesi estrema di un ragionamento più lungo, ma diventa il ragionamento stesso... Le parole diventano formule brevi... L'arte della conversazione si è trasformata nell'arte della definizione». È vero però anche che dell'immediatezza di Twitter nel libro rimane ben poco, a parte le pagine quasi bianche in cui navigano tre o quattro righe isolate. La sensazione che resta è di coito interrotto: il flusso di coscienza cui in altro «genere» si sarebbe dato libero sfogo, fino magari a ottenerne un saggio, qui viene evirato, costretto. E nel passaggio al digitale alla carta stampata, la formula breve invecchia subito e si svuota.

Ben altri schemi rompe infine Irene Chias, che «gioca» con la rielaborazione di una parte della letteratura in Esercizi di sevizia e seduzione (in libreria il 23 aprile per Mondadori). L'idea è che la protagonista del romanzo, Ignazia, abbia la «missione» di riscrivere famose pagine di violenza sulle donne in grandi romanzi ritorcendole sul maschio, a ristabilire un equilibrio, perché: «Seni mutilati, vulve cucite, stupri di gruppo impressionano poco. Vili taglietti sulla minchia fanno invece inorridire». “Vittime” illustri sono, tra gli altri, Bret Easton Ellis e il suo American Psycho, l'Arancia meccanica di Burgess, ma anche i libri Genesi e Giudici della Bibbia e il Mafarka di Filippo Tommaso Marinetti. Il risultato è minacciosamente divertente e a tratti disturbante, ma inequivocabile dimostrazione che la letteratura acquista potenza specialmente quando sperimenta sul contenuto.