L'altra Resistenza Quella che nessuno vuole più ricordare

Il saggio di Ugo Finetti ricostruisce le vicende di militari e partigiani dimenticati Erano patrioti e lontani dal Pci, per questo nei libri di storia non c'è stato posto per loro

Tra l'8 settembre del 1943 e il 25 aprile del 1945 (data ufficiale della Liberazione, anche si sparò ancora un bel po') chi ha combattuto per liberare l'Italia dall'occupazione tedesca supportata dalle forze (assolutamente gregarie) della Rsi? La risposta all'apparenza è molto semplice. In primo luogo gli anglo-americani e gli alleati, tra cui andrebbe citato il numerosissimo contingente polacco che arrivò a contare 75mila uomini. In secondo luogo le forze cobelligeranti italiane, il Corpo Italiano di liberazione, ovvero ciò che restava del regio esercito. Che crebbe di consistenza durante il conflitto per arrivare a contare 22mila uomini perfettamente armati e disciplinati. Poi le formazioni partigiane di diversa estrazione ideologica e politica. Nel '43 i loro organici erano ridottissimi. Nell'aprile del '44 secondo la maggior parte delle fonti contavano circa 22 mila uomini. Le formazioni comuniste erano le più numerose, ma ben lontane da rappresentare la maggioranza assoluta delle forze partigiane.

Quello fatto sin qui potrebbe sembrare un bigino inutile ed ovvio. Però a settant'anni dal 25 aprile del '45 l'immagine che ci viene regalata della Liberazione è ancora molto distorta. Ideologizzata. Il contributo delle truppe regolari italiane marginalizzato, i partigiani raccontati come se avessero tutti al collo un fazzoletto rosso (ma rosso comunista, perché anche sui socialisti già si potrebbe storcere il naso), gli anglo-americani rimossi, anzi quasi colpevoli di averci negato la possibilità di essere inclusi nel Patto di Varsavia. È del resto di qualche giorno fa un titolo delle pagine di Repubblica che recitava così L'Armata Rossa che fece la Resistenz a. Racconta le vicende dei soldati sovietici che fuggiti ai tedeschi cooperarono coi partigiani. Sulla loro consistenza numerica non occorre fare molti conti, nel testo si spiega che se ne sa poco, ma il titolo fa ben capire dove si vuole andare a parare.

Se si vuole sfuggire a questo clima, che ha stravolto la storiografia per decenni, è di aiuto il testo di Ugo Finetti che proponiamo in allegato con il Giornale nella nostra biblioteca storica, La Resistenza cancellata (pagg. 376, euro 7,60 più il prezzo del quotidiano). Finetti, ex giornalista della Rai con all'attivo moltissime inchieste e reportage, ricostruisce in questo saggio l'uso politico della Resistenza fatto nel Dopoguerra. Spiegando quanto quest'uso politico abbia fatto male alla stessa Resistenza. Per usare le sue parole: «Quando l'antifascismo diventa un marchio di cui una minoranza pretende di avere l'esclusiva, e si accusa quotidianamente di fascismo la maggioranza, si scava un fossato tra antifascismo e opinione pubblica». Ma soprattutto Finetti dà largo spazio alla storia dei resistenti dimenticati. In prima istanza i militari. E rende loro giustizia dopo decenni di oblio: «La resistenza non fu infatti una guerra civile tra due élites - i rivoluzionari comunisti e gli irriducibili di Salò - ne ebbe come caratteristica la lotta di classe. Vide alla nascita come protagonisti militari guidati da ufficiali “legittimisti”... Le prime formazioni hanno come denominazione richiami risorgimentali e gli Alleati ne favorirono la nascita. Il Partito comunista, dal 25 luglio 1943 fino all'aprile 1944, svolse un ruolo del tutto secondario».

E l'opera di ricerca di Finetti è pregevole soprattutto quando aiuta a riscoprire personaggi importanti come il colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, che fu il vero organizzatore della lotta antitedesca a Roma. Partecipa all'inutile tentativo di difendere la città sotto l'attacco tedesco. Si dà alla clandestinità. Il 10 dicembre 1943, quale comandante riconosciuto dal governo Badoglio, dirama a tutti i raggruppamenti militari nell'Italia occupata dai nazifascisti la circolare 333/op, nella quale vengono indicati gli obbiettivi dell'organizzazione clandestina e le direttive per la condotta della guerriglia. Le sue parole d'ordine erano: «guerra al tedesco et tenuta ordine pubblico». Cosa che lo metteva in forte concorrenza con i Gap (Gruppi di azione patriottica) e getta una luce sinistra sul suo arresto e la sua fucilazione alle fosse ardeatine.

Ma non è un caso isolato. Anche Edgardo Sogno, medaglia d'oro della Resistenza, contatto principale di Radio Londra tra i resistenti italiani, è stato ostracizzato. Stessa sorte per Alfredo Pizzoni che subito dopo l'8 settembre 1943, pur non appartenendo ad alcun partito politico, fu scelto per presiedere il Cln lombardo, che nel febbraio 1944 divenne il ClnaI. Nei libri di storia non compare, troppo borghese. Finetti rende giustizia a quei patrioti, come i militari che resistettero alla Wehrmacht mentre per colpa del Re e di Badoglio il Paese finiva allo sbando, che sono stati rimossi dalla memoria perché non omologabili. È revisionismo? O il revisionismo di comodo è stato il precedente oblio?

Commenti

linoalo1

Ven, 24/04/2015 - 09:30

Bisognerebbe,obbligatoriamente,spiegare agli Immigrati come,l'Italia',abbia conquistato Libertà e Democrazia!Bisognerebbe spiegargli che,noi Italiani,abbiamo combattuto e siamo morti per quell'Ideale!Non siamo scappati all'Estero,ma abbiamo combattuto e siamo anche morti!E,non siamo certamente morti annegati!Quindi,sarebbe bene spiegare a tutti gli Immigrati,perchè noi festeggiamo il 25 Aprile ed amche,quanto ci è costato!E loro,avranno mai un 25 Aprile?No di certo perché è molto più facile invadere che combattere!

Sapere Aude

Ven, 24/04/2015 - 09:59

Finetti racconta una verità sacrosanta. Bisogna aggiungere che allo scoppio della guerra gli antifascisti importanti erano soprattutto comunisti e gli antifascisti non dichiarati dei monarchici il cui demerito è di non aver avuto le palle di un De Gaulle ma di aver aspettato il ’43 per agire. Un po’ tardi…

Ritratto di centocinque

centocinque

Ven, 24/04/2015 - 10:00

la storia d'Italia dall0tt0 settembre 1943 al 25 aprile 1945 non è ancora stata scritta (tra i pochi libri in argomento entrati nell'oblio Roma 1943 di Paolo Monelli)

Giacinto49

Ven, 24/04/2015 - 10:18

L'unica resistenza che merita di essere ricordata è quella di giovani e meno giovani morti, rifiutando il facile richiamo del tradimento, per gli ideali, oggi tanto vituperati, di Patria e Onore. Con Loro al Governo non saremmo al punto in cui siamo.

giovauriem

Ven, 24/04/2015 - 10:59

chiariamo un punto fondamentale , l'italia è stata liberata dagli americani . tutti gli altri , inglesi , francesi , polacchi , marocchini, ecc. che sono intervenuti avevano armi e equipaggiamenti americani e operavano sotto comando americano , la cosi detta lotta partigiana fu microscopica e ininfluente e a volte dannosa , gli americani da soli batterono il nazismo ,per che anche l'esercito sovietico combatteva con armamenti americani , l'unico grande errore che fecero gli usa fu quello di non aggredire la russia .

giovanni PERINCIOLO

Ven, 24/04/2015 - 12:15

Non solo dimenticati ma assolutamente i soli degni di essere ricordati sempre, gli altri, i partigiani comunisti non lottarono per l'Italia. Lottavano per il comunismo e fecero di tutto perché l'Italia fosse asservita al blocco del patto di Varsavia. Non solo ma per decenni il PCI fu foraggiato con i rubli sovietici, una nazione l'URSS, che fino a prova contraria era nemica dell'Italia a tutti gli effetti! Certo individualmente molti partigiani rossi agirono in perfetta buona fede ma i loro capi no, mai!

frabelli1

Ven, 24/04/2015 - 12:23

Sono stati i libri di Gianpaolo Pansa a farmi conoscere la verità è farmi aprire gli occhi su quel periodo. Verrà mai l'ora di conoscere interamente la verità è raccontarla nelle scuole schiacciando gli assassini comunisti?

morello

Ven, 24/04/2015 - 12:57

La propaganda rossa , i comizi di commemorazione e l'enfasi sulla resistenza ( di quattro imboscati con i loro moschetti )è stata tale che oggi la maggior parte dei giovani ritengono che a liberare lìItalia siano stati i partigiani. Lo sbarco degli alleati , la loro morte come quella dei polacchi ,dei francesi degli indiani nelle loro file degli italiani che coerentemente hanno deciso di andare a combattere i nazisti al fronte ( Corazzata Roma , Div Cremona,Friuli ,Gruppi di Combattimento Legnano, Mantova etc )e non alla macchia, tutti fatti inunfluenti; a liberarci sono stati i partigiani... Addirittura come se l'Italia fosse stata un'isola a se stante nell'ambito della guerra mondiale e che i giovani morti in tutti i campi di battaglia dal Pacifico all'Atlantico dalla Russia ad Omaha Beach all'Africa non avessero contribuito alla liberazione anche della nostra patria (tra l'altro colpevole come la Germania )

Tino Gianbattis...

Ven, 24/04/2015 - 14:53

I confini sono stati mantenuti con aspri combattimenti contro gli invasori titini e francesi dai militari della RSI mentre sul territorio del bel paese i cosiddetti partigini ammazzavano stupravano, violentavano facendo centotrentacinquemila vittime, peggio del Califfato ISIS

mastra.20

Ven, 24/04/2015 - 16:46

Queste verità me le raccontava mio padre ai tempi della scuola ,dove sui libri non vi era traccia,questi signori di sinistra si sono appropriati della resistenza , quando la loro è stata una minima parte,quando raccontava queste verità mi davano del fascista ,i comunisti hanno occupato le regioni che ancora oggi governano altro che resistenza,poi un'altra vertà mi raccontò mio padre ,la resistenza non serviva perchè i Tedeschi non vedevano l'ora di tornare a casa,molte di quelle ritorsioni si potevano evitare...

vanni1944

Sab, 25/04/2015 - 16:43

Ma certo solo i comunisti hanno liberato e da soli l'Italia !Pagliacci mistificatori della realtà

Mario Mauro

Dom, 26/04/2015 - 23:16

Nell'articolo si da per scontato quanto scrive il Finetti che serve solo ad aggiungere confusione a menzogne varie. Dopo la cessazione delle ostilità il numero di quelli che pretesero di essere stati partigiani, e non comunisti fu altissimo. Ma i partigiani attivi, erano in stragrande maggioranza comunisti duri e puri. Questo dato, già noto, è confermato da Pansa che ha studiato la faccenda per anni. Che gli americani avessero un disperto bisogno dei partigiani è una balla gigantesca. Nemmeno in Francia, dove il Maquis fu ben più razionale fu così determinante.

bonansea

Ven, 01/05/2015 - 03:27

c'è anche un'altra faccia della resitenza che nessuno ricorda: i bordighisti come vittime dei partigiani comunisti (stalinisti). Il resto è miserabile mitologia. Bruno Bonansea