LETTERATURA EROTICA Voyerismo e ipocrisia borghese nelle memorie di "una brava ragazza"

Oggi a 2,99 euro "Memorie di una cantante tedesca", l'opera anonima che sconvolse la Germania di metà 1800. SCARICA QUI L'EBOOK

SCARICA A 2,99 EURO "MEMORIE DI UNA CANTANTE TEDESCA"

“Fu solo quando apparvero sul mio corpo i primi segni della pubertà, allorché una peluria lanuginosa spuntò su quella stessa parte del corpo che mia madre, lavandosi e vestendosi, non mostrava mai nuda, che una sensazione piacevole si aggiunse alla curiosità.” Inizia così “Memorie di una cantante tedesca”, il romanzo uscito anonimo nel 1868 che sconvolse la borghesia tedesca di quegli anni. Naturalmente anonimo, potremmo dire, perché poche volte come in questo caso si tratta di un anonimato malizioso e allusivo, che ancora oggi non è stato svelato. La voce che viene fatta circolare con insistenza è che i fatti narrati nel libro siano tutti veri, e si tratti, anzi, dell’autobiografia segreta di Wilhelmine Schröder-Devrient, celebre diva del bel canto morta pochi anni prima. In realtà le ipotesi è le attribuzioni sono numerose ma tutte coincidono su due aspetti: che si tratti senza dubbio di un'autrice ("non si può dubitare che si tratti dell’opera di una donna", osserva Guillaume Apollinaire) e che tutte le ipotesi si ricollegano  in qualche modo alla Schröder-Devrient,  un mito per i cultori del bel canto. 

La protagonista è Paolina, giovane donna di una famiglia benestante tedesca che racconta, col suo buonsenso tutto borghese e la sua pignoleria che schematizza anche il vizio, la scoperta della sessualità in tutti i suoi aspetti. Dalla prima esperienza voyeristica (quando a quattordici anni sorprese i propri genitori mentre si amavano nella loro intimità) alla scoperta del piacere con la compagna Margherita fino ad arrivare all'esperienza orgiastica. Leggere “Le memorie di una cantante tedesca” equivale a guardare nel buco della serratura di due amanti che si abbandonano senza freni nella loro alcova a tutte le intimità, carezze, perversioni che le loro voglie scatenano.

E' chiaro dunque come il romanzo sconvolse la borghesia tedesca che, sazia e soddisfatta di sé, non poteva fare altro che vivere, spiando appunto, i vizi nascosti e le ardite passioni di una sua così degna rappresentante come Paolina. Paolina, che, nonostante tutto continua a conservare quell'aspetto di fanciulla casta e virtuosa come confessa lei stessa: “Senza dubbio è dovuto a un insieme di eccezionali combinazioni, più che al mio merito, il fatto che io riesca a passare, fra tutti coloro che mi conoscono, per una virtuosa fanciulla, una specie di frigida, mentre raramente una donna di trentasei anni ha tanto goduto e sperimentato quanto me.” Insomma, una volta salvate le apparenze, non resta che chiudere la porta della camera da letto e abbandonarsi totalmente e senza tabù al piacere. 

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