LETTERATURA EROTICA Sessualità, desiderio e ironia nel Giappone del '900

Oggi a 2,99 euro "Vita Sexualis" di Mori Ōgai: Capolavoro d'ironia che esplora la sessualità del Giappone dell'900 SCARICA QUI L'EBOOK

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Mori Ōgai è nato nel 1862, cioè solo otto anni dopo l’apertura del paese, apparteneva a quella generazione di frontiera che ebbe il privilegio e il travaglio di vivere la fine del vecchio Giappone e l’inizio del nuovo.
Sono i quattro anni che Ōgai trascorre in Europa a determinare non solo molta parte delle sue scelte professionali, ma anche il ruolo di primo piano che rivestirà nel panorama culturale giapponese a cavallo fra Ottocento e Novecento.
Come il suo romanzo, anche Ōgai non è  classificabile: non è uno spirito rivoluzionario, né un codino vecchio stampo, ma piuttosto un progressista moderato.
Pubblicato nel 1909, "Vita sexualis" di Ogai Mori fu censurato tre settimane dopo la sua pubblicazione.

Di quest'opera si sono date molte definizioni. C'è chi lo considera un romanzo intimo e autobiografico sulla nascita del desiderio, chi ne vede un'opera erotica che solletica i sensi mettendo a nudo i primi turbamenti di un adolescente; qualcuno lo ha descritto perfino come uno studio parascientifico sul comportamento.
Ma più che le diverse classificazioni, quello che andrebbe sottolineato è che si tratta di un capolavoro di ironia, il cui senso ultimo non sta né nell'introspezione del diario né nella fascinazione erotica, bensì nella sottile operazione critica con cui l'autore Mori Ogai, l'intellettuale più illuminato e consapevole del suo tempo, prende di mira tanto le usanze anacronistiche quanto le novità mal digerite di una società affannosamente impegnata a cercare il suo senso nel futuro.

Nell'anno della sua pubblicazione il Giappone si era aperto solo da pochi decenni all'Occidente, e l'interrogativo su come e quanto importare il nuovo divideva il paese tra fautori di un'accettazione indiscriminata e fedeli a oltranza della tradizione. Il diario di Kanai Shizuka, che all'epoca diede scandalo, incorrendo per il suo contenuto "scabroso" nella censura del regime, in realtà dissimula nella materia erotica un vero e proprio romanzo di formazione con cui l'autore si sforza, dando un significato alla giovinezza, di dare un significato alla difficile modernità del suo paese.

Vita sexualis si sforza, dando un significato alla giovinezza, di dare un significato alla difficile modernità del Giappone. E poiché Ōgai possiede un’indole equilibrata e la concezione sociopolitica moderata e ottimista che la sua esperienza e la sua posizione gli suggeriscono, è portato a vedere questa fase inquieta e mobile come funzionale e provvisoria, destinata, nella vicenda dell’uomo come in quella della società, a preparare una forma più stabile e controllata: la forma della maturità. Perciò quello di Kanai Shizuka non è il suo diario di ragazzo, bensì il resoconto di rigore scientifico (e il titolo latino ne sottolinea l’intenzione) tracciato con sguardo retrospettivo da un Kanai ormai adulto, pacificamente avviato verso il proprio destino. Osservata da un occhio maturo, con il comprensivo e tollerante senno del poi, la giovinezza perde tutta la pericolosa carica di instabilità che la accompagna e può suscitare il sorriso. Ormai, dopo tentazioni, prove, resistenze e cadute, il processo di socializzazione è andato in porto, sancito dal matrimonio (anzi, dal doppio matrimonio) e dall’acquisizione della cattedra di filosofia.

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