La lezione di Friedmanper ottenere la libertàcol capitalismo radicale

E' un'analisi lucida e concreta del vivere associato quella offerta da David Friedman in "L'ingranaggio della libertà": per liberarsi degli oneri che l'apparato pubblico comporta e per un mercato a 360 gradi <strong><a href="http://www.bookrepublic.it/book/9788895481906-lingranaggio-della-liberta... qui l'ebook a soli 2,99 euro</a></strong>

L’autore di questo volume (che è una vera e propria introduzione alla società anarco-capitalista) è figlio del noto economista Milton, premio Nobel nel 1976, e di Rose Director, pure lei economista e sorella di un altro noto studioso di teoria economica, Aaron. Ma questo testo del 1973, che nella versione italiana ha preso il nome de L’ingranaggio della libertà (il titolo originale è The Machinery of Freedom), è qualcosa di più che il lavoro di uno studioso nutrito di cultura economica.

In particolare, il libro è stato scritto con l’evidente obiettivo di offrire un’illustrazione comprensibile da parte di chiunque di come potrebbe funzionare una società veramente tollerante e concorrenziale, in cui anche servizi solitamente considerati di competenza statale – la giustizia, la protezione, la difesa – siano offerti da agenzie private in concorrenza tra loro. Come recita il sottotitolo, il volume è davvero una guida a un capitalismo radicale, volta a evidenziare la praticabilità di un mercato a 360 gradi.

Nello stesso periodo, anche Rothbard pubblicava testi in qualche modo accostabili a questo: basti pensare a "Per una nuova libertà", che uscì proprio quello medesimo anno. Ma Friedman si distingue per il gradualismo e soprattutto per l’impostazione schiettamente utilitarista. Se Rothbard difende il suo liberalismo radicale di una società senza Stato muovendo da una definizione molto rigorosa dei diritti individuali naturali e, di conseguenza, da una denuncia del carattere illegittimo dello Stato, la strategia friedmaniana punta essenzialmente a mostrare come sia possibile e auspicabile liberarsi uno dopo l’altro di tutti gli apparati pubblici e degli oneri che essi comportano.

Come sottolinea Armando Massarenti nell'introduzione, quello che d’altra parte emerge da queste pagine è un “libertarismo senza assoluti”. Pur senza avere la complessità teorica dei lavori di Rothbard, tale volume del 1973 va dunque assolutamente consigliato per la sua forza persuasiva e in quanto capace di dissolvere molti dei miti schierati a difesa della statualità.

Innamorato del Medio Evo e dei romanzi di Chesterton, cultore dell’analisi economica del diritto e appassionato studioso della moneta, Friedman riserva alcune pagine pure a questi suoi interessi più specifici, mostrando in particolare come nell’Islanda che ha preceduto l’età moderna vi fosse un ordine giuridico senza potere centrale: basato su istituzioni assai simili a quelle auspicate dai libertari.

E se la libertà è già esistita in passato, perché non potrebbe tornare sulla scena ora?

Commenti

no b.

Lun, 18/06/2012 - 10:44

capitalismo radicale???? voi siete pazzi! Non vi bastano tutti i disastri che stanno accadendo in questi mesi?? Sono la palese dimostrazione del fallimento del capitalismo. La gente ormai lavora per accrescere le ricchezze sempre più grandi degli speculatori finanziari. Questo è il capitalismo: pochi ricchissimi e tanti morti di fame. Basta vedere la società USA com'è allo sfascio... i senzatetto su ogni marciapiede, la delinquenza allarmante, le stragi nei luoghi pubblici. Complimenti

no b.

Lun, 18/06/2012 - 10:44

capitalismo radicale???? voi siete pazzi! Non vi bastano tutti i disastri che stanno accadendo in questi mesi?? Sono la palese dimostrazione del fallimento del capitalismo. La gente ormai lavora per accrescere le ricchezze sempre più grandi degli speculatori finanziari. Questo è il capitalismo: pochi ricchissimi e tanti morti di fame. Basta vedere la società USA com'è allo sfascio... i senzatetto su ogni marciapiede, la delinquenza allarmante, le stragi nei luoghi pubblici. Complimenti

belzebu314

Lun, 18/06/2012 - 10:58

Delirio puro. Anzi no: menzogne. Convinciamoci che i carnefici che stanno mettendo in ginocchio le economie occidentali, in realta' ci vogliono bene e dobbiamo privatizzare tutto, mettere tutto nelle loro mani...

belzebu314

Lun, 18/06/2012 - 10:58

Delirio puro. Anzi no: menzogne. Convinciamoci che i carnefici che stanno mettendo in ginocchio le economie occidentali, in realta' ci vogliono bene e dobbiamo privatizzare tutto, mettere tutto nelle loro mani...

mv1297

Lun, 18/06/2012 - 11:47

Sembra utopistico quello che scrive questo economista, ma credo sia molto pratico. La parola PUBBLICO o PRIVATO ce l hanno ben impressa nella mente, ma in realta una giusta societa dovrebbe chiamarsi LIBERA. Libero di poter muovermi, libero di aprire una attivita, libero di scegliere quello che mi piace. In poche parole, attivita artigianali al posto di attivita industriali, agricoltura estensiva e biologica, costruire piccoli edifici, in poche parole, una vita piu semplice senza il caos creato da grandi citta, grandi industrie, colture intensive e via dicendo..... qui non ci si rende conto che fare le cose in grande, ci porta ad essere piccoli piccoli. Oppure Vi va bene continuare a vivere come pecore? A nessuno piace lavorare in una fabbrica, chi lo fa, lo fa perche costretto a mangiare e consumare tutte le schifezze proposte dal mercato dei grandi. Nossignori, se ragionate per bene con la Vostra testa, capirete che ci vuole un nuovo umanesimo.

mv1297

Lun, 18/06/2012 - 11:47

Sembra utopistico quello che scrive questo economista, ma credo sia molto pratico. La parola PUBBLICO o PRIVATO ce l hanno ben impressa nella mente, ma in realta una giusta societa dovrebbe chiamarsi LIBERA. Libero di poter muovermi, libero di aprire una attivita, libero di scegliere quello che mi piace. In poche parole, attivita artigianali al posto di attivita industriali, agricoltura estensiva e biologica, costruire piccoli edifici, in poche parole, una vita piu semplice senza il caos creato da grandi citta, grandi industrie, colture intensive e via dicendo..... qui non ci si rende conto che fare le cose in grande, ci porta ad essere piccoli piccoli. Oppure Vi va bene continuare a vivere come pecore? A nessuno piace lavorare in una fabbrica, chi lo fa, lo fa perche costretto a mangiare e consumare tutte le schifezze proposte dal mercato dei grandi. Nossignori, se ragionate per bene con la Vostra testa, capirete che ci vuole un nuovo umanesimo.

mv1297

Lun, 18/06/2012 - 11:50

Altra cosa. Qualcuno confonde la parola PRIVATIZZAZIONE. In realta, sono processi che di @privato@ hanno solo le discussioni che si fanno dietro le quinte e con i giornalisti alla larga. Di fatto sono delle oligarchie economiche che hanno come unico scopo il guadagno. Questo succede perche essendo strutture imprenditoriali di vaste dimensioni, praticamente impensabile che abbiano un vero volto sociale e vicino ai bisogni degli utenti. La vera privatizzazione sta nel render edisponibile ad una multitudine di persone il bene pubblico. In pratica, tante piccole aziende dove peraltro non metterei dipendenti ma tutti soci, tutti allo stesso livello di responsabilita. Le tanto amate grandi aziende, guarda caso di cultura comunista e non certamente capitalista, sono piene di problemi e non tengono conto certamente del singolo dipendente. Dobbiamo centrare l attenzione sul singolo, sulla persona e non sul bene comune, tanto astratto ma anche tanto abusato da chi fa il furbo.

mv1297

Lun, 18/06/2012 - 11:50

Altra cosa. Qualcuno confonde la parola PRIVATIZZAZIONE. In realta, sono processi che di @privato@ hanno solo le discussioni che si fanno dietro le quinte e con i giornalisti alla larga. Di fatto sono delle oligarchie economiche che hanno come unico scopo il guadagno. Questo succede perche essendo strutture imprenditoriali di vaste dimensioni, praticamente impensabile che abbiano un vero volto sociale e vicino ai bisogni degli utenti. La vera privatizzazione sta nel render edisponibile ad una multitudine di persone il bene pubblico. In pratica, tante piccole aziende dove peraltro non metterei dipendenti ma tutti soci, tutti allo stesso livello di responsabilita. Le tanto amate grandi aziende, guarda caso di cultura comunista e non certamente capitalista, sono piene di problemi e non tengono conto certamente del singolo dipendente. Dobbiamo centrare l attenzione sul singolo, sulla persona e non sul bene comune, tanto astratto ma anche tanto abusato da chi fa il furbo.

pinolino

Lun, 18/06/2012 - 12:34

L'esempio islandese è la dimostrazione che le idee libertarie estreme cessano di essere efficaci quando si raggiunge una massa critica di soggetti coinvolti. Un po' come le prime tribù di esseri umani che si comportavano secondo natura come i branchi di scimmie. A certo punto le cose cominciano a non funzionare e ci si organizza alla bell'è meglio. Poi "crescendo e moltiplicando" di nuovo la barca scricchiola e arriva Hammurabi.

pinolino

Lun, 18/06/2012 - 12:34

L'esempio islandese è la dimostrazione che le idee libertarie estreme cessano di essere efficaci quando si raggiunge una massa critica di soggetti coinvolti. Un po' come le prime tribù di esseri umani che si comportavano secondo natura come i branchi di scimmie. A certo punto le cose cominciano a non funzionare e ci si organizza alla bell'è meglio. Poi "crescendo e moltiplicando" di nuovo la barca scricchiola e arriva Hammurabi.

albertohis

Lun, 18/06/2012 - 13:41

Il fatto che abbia ricevuto il premio Nobel già ci fa capire che occorre stare all'erta, molto all'erta. Trattasi di uno dei più integralisti promulgatori del darwinismo economico, concezione che va per la maggiore ai nostri giorni: gli stati soffocati dai debiti (per chi ha abdicato la sovranità al Rossoscudo) hanno sempre meno voce in capito nel regolare le attività finanziarie e indirizzare quelle economiche. Altro che i mullah...

albertohis

Lun, 18/06/2012 - 13:41

Il fatto che abbia ricevuto il premio Nobel già ci fa capire che occorre stare all'erta, molto all'erta. Trattasi di uno dei più integralisti promulgatori del darwinismo economico, concezione che va per la maggiore ai nostri giorni: gli stati soffocati dai debiti (per chi ha abdicato la sovranità al Rossoscudo) hanno sempre meno voce in capito nel regolare le attività finanziarie e indirizzare quelle economiche. Altro che i mullah...

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Lun, 18/06/2012 - 13:54

Si, la libertà del medioevo, quella che voglio gli intellettuali (Puahh!!) di destra. Padrone e schiavi senza stato centrale, ma solo famiglie che oggi chiamiamo camorriste.

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Lun, 18/06/2012 - 13:54

Si, la libertà del medioevo, quella che voglio gli intellettuali (Puahh!!) di destra. Padrone e schiavi senza stato centrale, ma solo famiglie che oggi chiamiamo camorriste.

Ritratto di scriba

scriba

Lun, 18/06/2012 - 14:51

IL PUBBLICO E' DI NESSUNO. Volendo dare un contributo pratico alla teoria di Friedman e alleggerendo la materia di quel tanto che basta a renderla comprensibile a tutti (codazzi esclusi per ovvie ragioni) si può dire che il pubblico, lo statale (non il dipendente ma l' Ente), uccidono la società uccidendo la sua cellula: la libertà di impresa uguale per tutti. E' certo una bestemmia per le delicate orecchie dei codazzi avvezzi a farsi portare persino l'acqua fresca quando sono in coda in autostrada da papà Stato, ma è la verità assoluta che quando una cosa è pubblica è di nessuno e la si può rubare, sfruttare e depredare. La mancanza di concorrenza fa mancare gli stimoli a migliorare e nella pubblica (non) amministrazione è richiesta tassativamente l' incapacità di ragionare perchè a tutto pensa papà Stato. E si vede come siamo messi.

Ritratto di scriba

scriba

Lun, 18/06/2012 - 14:51

IL PUBBLICO E' DI NESSUNO. Volendo dare un contributo pratico alla teoria di Friedman e alleggerendo la materia di quel tanto che basta a renderla comprensibile a tutti (codazzi esclusi per ovvie ragioni) si può dire che il pubblico, lo statale (non il dipendente ma l' Ente), uccidono la società uccidendo la sua cellula: la libertà di impresa uguale per tutti. E' certo una bestemmia per le delicate orecchie dei codazzi avvezzi a farsi portare persino l'acqua fresca quando sono in coda in autostrada da papà Stato, ma è la verità assoluta che quando una cosa è pubblica è di nessuno e la si può rubare, sfruttare e depredare. La mancanza di concorrenza fa mancare gli stimoli a migliorare e nella pubblica (non) amministrazione è richiesta tassativamente l' incapacità di ragionare perchè a tutto pensa papà Stato. E si vede come siamo messi.

Roberto Casnati

Lun, 18/06/2012 - 15:11

Dante diceva: "non sale per li rami l'umana probitate" e come aveva ragione! Questo Friedman sarà figlio di "geni" dell'economia, ma lui davvero vale poco. Quale appassionato di studi medievali vorrebbe riportare le società moderne al medio evo, con le "compagnie di ventura" di soldati mercenari che, in teoria, vendevano i loro servigi a questo o quel governo, ma in pratica poi s'impadronivano del potere. Vi sono innumerevoli esempi: Colleoni, Sforza e via dicendo. Il Friedman non tiene conto che mentre nel medio evo le guerre si combattevano con archi e frecce facendo pochi morti, ora le guerre si combattono con l'atomica. Davvero questo Friedman sarà anche un cultore di studi medievali, ma non c'ha capito niente! Il solito ignorante americano, uno di quelli che hanno "rifatto" il Campidoglio, tutto bello di marmo e di plastic; uno di quelli che non capiscono che la storia fa parte del DNA dei popoli e non si fa sui libri.

Roberto Casnati

Lun, 18/06/2012 - 15:11

Dante diceva: "non sale per li rami l'umana probitate" e come aveva ragione! Questo Friedman sarà figlio di "geni" dell'economia, ma lui davvero vale poco. Quale appassionato di studi medievali vorrebbe riportare le società moderne al medio evo, con le "compagnie di ventura" di soldati mercenari che, in teoria, vendevano i loro servigi a questo o quel governo, ma in pratica poi s'impadronivano del potere. Vi sono innumerevoli esempi: Colleoni, Sforza e via dicendo. Il Friedman non tiene conto che mentre nel medio evo le guerre si combattevano con archi e frecce facendo pochi morti, ora le guerre si combattono con l'atomica. Davvero questo Friedman sarà anche un cultore di studi medievali, ma non c'ha capito niente! Il solito ignorante americano, uno di quelli che hanno "rifatto" il Campidoglio, tutto bello di marmo e di plastic; uno di quelli che non capiscono che la storia fa parte del DNA dei popoli e non si fa sui libri.

mariolino50

Lun, 18/06/2012 - 17:54

la colpa dell'attuale situazione è stata dare spago a idee del genere, il potere senza nessun controllo nelle mani dei capitalisti estremi ci ha portato a questa crisi, qualcuno vorrebbe ritornare ad una società preindustriale, ossia quella del sciur padron dalle belle braghe bianche, può anche darsi che si faccia quella fine, ma allora sono cacchi amari per tutti meno i soliti pochi privilegiati. Io si vorrei meno stato ma in senso anarcosocialista.

mariolino50

Lun, 18/06/2012 - 17:54

la colpa dell'attuale situazione è stata dare spago a idee del genere, il potere senza nessun controllo nelle mani dei capitalisti estremi ci ha portato a questa crisi, qualcuno vorrebbe ritornare ad una società preindustriale, ossia quella del sciur padron dalle belle braghe bianche, può anche darsi che si faccia quella fine, ma allora sono cacchi amari per tutti meno i soliti pochi privilegiati. Io si vorrei meno stato ma in senso anarcosocialista.

guidoventurini

Lun, 18/06/2012 - 22:37

@8 scriba: a tutto pensa mamma Stato. non papà.

guidoventurini

Lun, 18/06/2012 - 22:37

@8 scriba: a tutto pensa mamma Stato. non papà.

mandinospadicchio

Mar, 19/06/2012 - 08:51

quello che traspare nella foschia dell'alta finanza e' un controllo del denaro di poche persone attraverso una massa di faccendieri chiamati traders supportati da mercenari chiamati politici che per il classico piatto di lenticchie hanno permesso a questa categoria di persone ben ristretta di lanciare un'OPA ostile sul mondo produttivo.gli unici che potrebbero rompere questo rompere questa infernale catena sono i politici stessi, solo se avveduti e lungimiranti, cosa che al momento non e' in nessuna parte del mondo.perche' l'unico obiettivo dei politici e' il bilancio, la difesa, gli animali(perche' se anche li mangiamo devono fre una dolce morte e guai a maltrattarli si puo finire in galera per anni e anni) mentre coloro che stanno affossando il mondo sono visti e guardati come persone da invidiare.Vorrei ricordare che il denaro senza quello che gli sta intorno popoli nazioni lavoro ecc. motivo per il quale il denaro esiste per cui questo esiste, alla fine e' solo carta .

mandinospadicchio

Mar, 19/06/2012 - 08:51

quello che traspare nella foschia dell'alta finanza e' un controllo del denaro di poche persone attraverso una massa di faccendieri chiamati traders supportati da mercenari chiamati politici che per il classico piatto di lenticchie hanno permesso a questa categoria di persone ben ristretta di lanciare un'OPA ostile sul mondo produttivo.gli unici che potrebbero rompere questo rompere questa infernale catena sono i politici stessi, solo se avveduti e lungimiranti, cosa che al momento non e' in nessuna parte del mondo.perche' l'unico obiettivo dei politici e' il bilancio, la difesa, gli animali(perche' se anche li mangiamo devono fre una dolce morte e guai a maltrattarli si puo finire in galera per anni e anni) mentre coloro che stanno affossando il mondo sono visti e guardati come persone da invidiare.Vorrei ricordare che il denaro senza quello che gli sta intorno popoli nazioni lavoro ecc. motivo per il quale il denaro esiste per cui questo esiste, alla fine e' solo carta .