Un libro per imparare a vivere meglio

Nelle librerie il libro Vivi lieve, edizioni Mondadori, di Antonio Galdo, fondatore e direttore del sito Non sprecare

Non è un manuale per la felicità. Ma un libro prezioso per scegliere, con libertà e con responsabilità, come stare al mondo. Per una vita piena, dove il benessere fisico si abbini anche all’equilibrio interiore: tutto attraverso gesti quotidiani, anche i più piccoli, che possono fare la differenza. Già dal titolo, Vivi lieve, edizioni Mondadori, Antonio Galdo, fondatore e direttore del sito Non sprecare, indica nella leggerezza ("un planare sulle cose dall’alto, senza avere macigni sul cuore, come scriveva Italo Calvino" avverte l’autore) il punto di partenza di un percorso che, in tempi di grande disorientamento, ha bisogno di una bussola. Con i suoi quattro punti cardinali. Primo: gentilezza, condivisione, ascolto, benessere fisico ed emotivo, fisicità nei rapporti umani, parallela alla imprescindibile dimensione del virtuale. Ovvero baci, abbracci e carezze. Incontri, e non solitudine. Un bacio, uno solo, è un potentissimo farmaco naturale con un rilascio prolungato, i suoi effetti durano 48 ore, di endorfine e dopamina. Abbassa lo stress, produce una tempesta ormonale, attiva la parte del cervello dove si concentra il piacere e crea sintonia tra le persone. Dunque, dice Galdo, riprendiamo a baciarci di più e più spesso. Come una volta, quando questi gesti non viaggiavano su Internet e noi non eravamo assillati dalla fretta, capace perfino di azzerare lo spazio per il più semplice dei gesti di affetto. O di amore.

Secondo punto cardinale: godimento degli spazi della natura, imparare a muoversi e a nutrirsi, senza ossessioni, curare come nostra, e non di ignoti, la casa comune, coltivare i valori del senso civico e dell’urbanità. Valorizzare la tecnologia ma non mettersi in ginocchio di fronte alla sua inarrestabile tendenza al dominio sull’uomo. E dunque, camminare, amare gli alberi, perdersi nelle atmosfere di un mercato, considerare la spesa un contatto con l’altro e un pezzo della nostra cultura, tradizioni comprese. Fare una dieta, se necessario, e non escludere a priori la più urgente oggi: quella digitale. Bastano appena 300 passi per migliorare l’umore, e camminare, secondo gli studi della Fondazione Veronesi, riduce del 12 per cento il rischio di ammalarsi di tumore al seno. Per non parlare della buona abitudine di salire le scale a piedi: i medici la considerano la migliore ginnastica naturale per tonificare gambe e fondoschiena. Altro che la follia del buttock augmentation (letteralmente “aumento dei glutei”), un intervento di chirurgia estetica che purtroppo continua a essere molto praticato in tutto il mondo con rischi enormi, anche di morte, per le donne alla ricerca dell’estetica al silicone.

Terzo: scoprire il silenzio, il riposo, il sonno e i sogni. Ribellarsi, riecco una parola chiave di questo libro, alla sola idea che poiché il mondo è diventato, e sarà sempre più, globale e competitivo, noi siamo costretti a restare ammassati e spossati nella “società del la stanchezza”. Chi lo ha deciso? E quando? Piuttosto, nei piaceri della vita leggera e piena ci sono la lettura e i viaggi (nella memoria, nei luoghi, tra e con le persone), sinonimi di uno stesso eros. A proposito di riposo, con il pisolino pomeridiano, finalmente rivalutato anche dalla scienza medica, la creatività aumenta del 40 per cento e la memoria di un valore pari a cinque volte quello che normalmente possediamo (i dati sono della National Sleep Foundation).

Quarto: coltivare il dubbio e non barricarsi nelle trincee fatte con la sabbia delle certezze, sapendo che è proprio questo il sentiero che può portarci all’approdo, al dono della fede. E in ogni caso, la vita interiore vale almeno quanto quella esteriore, e comprende altruismo, fino al gesto supremo del perdono, gioia di donare senza condizioni e senza aspettative di ricompensa. Che comunque arriverà. Il senso religioso della vita, la fede ne è solo una componente anche se di immenso valore, serve anche a prendere le distanze dai rischi che accompagnano l’umana tendenza alla ricerca del denaro e del potere. Pericoli che si riassumono in una sola parola, antica e attualissima: hybris, qualcosa di molto simile a un delirio di onnipotenza. Già dagli antichi greci era considerato il peccato più grave, e per evitarlo gli uomini erano invitati a prendere in considerazione, come strumenti di prevenzione, la saggezza e le generosità delle donne.

E a proposito di indicazioni che arrivano dal passato, ma sono preziose per costruire il futuro, Vivi lieve è un libro che riesce a mettere insieme i consigli condivisi, pratici e quotidiani, dalla comunità delle lettrici e dei lettori di Non sprecare, con quanto è stato scolpito nei secoli dal migliore pensiero umano. E oggi risulta più attuale che mai. In tempi di super narcisismo, di indifferenza e di parlarsi addosso, anche via social, per esempio è utile ricordare un suggerimento di Leonardo da Vinci: "Ascoltare significa possedere, oltre al proprio, anche il cervello degli altri". E del tesoro della memoria fanno parte anche le nostre radici, che Galdo evoca attraverso i racconti dedicati alla sua famiglia, anzi alle sue famiglie. Tutte dominate dalle donne.