Linciaggi e marocchinate. Il prezzo della Liberazione

Una serie di saggi per studiare davvero il difficile paesaggio dell'Italia verso la democrazia

Il 25 aprile va spesso in scena il santino della Resistenza e della Liberazione. Le santificazioni non fanno bene alla Storia, il che è come dire che non fanno bene alla comprensione degli eventi. Tanto più che chi li mette in scena, molto spesso, ha uno scopo politico molto più contingente. Esiste quindi la necessità, a lungo disattesa, di riesaminare sine ira et studio la storia dei movimenti partigiani e dell'avanzare delle truppe alleate. Non si tratta di fare del revisionismo apologetico di regimi ripugnanti, come il nazismo, o di dittature, come il fascismo, ma semplicemente di guardare con occhi nuovi a un passato che è stato troppo a lungo mitizzato. Quest'anno sono usciti alcuni volumi che aiutano il lettore a compiere un percorso del genere.

Il primo e il più completo è quello di Olivier Wieviorka, professore alla École normale supérieure de Cachan, si intitola: Storia della Resistenza nell'Europa occidentale, 1940-1945 (Einaudi, pagg. 436, euro 35). Wieviorka chiarisce da subito le idee su cosa significhi decostruire un santino resistenziale. L'autore riparte da dove si era fermato uno storico come Pieter Lagrou: «Essere liberati è un'esperienza subita, che mal si presta a celebrare un'autonomia ritrovata. Una nuova identità nazionale non può essere fondata sulla gratitudine... Esaltare il ruolo dei movimenti di resistenza endogeni era l'unico modo che avevano a disposizione per costruire un mito nazionale».

E se questo è vero per molte nazioni, dalla Danimarca alla Francia passando per il Belgio, è ancora più vero per l'Italia, dove monarchia e forze resistenziali dovevano farsi perdonare il precedente posizionamento interno all'Asse e creare un mito che riabilitasse gli italiani. Ma Wieviorka nelle pagine dedicate all'Italia mette in chiaro una serie di fatti che la propaganda post bellica ha fatto finire nel dimenticatoio. Sino all'estate del 1943 tentare di sviluppare attività antifasciste in Italia fu per i servizi segreti britannici praticamente impossibile: «La Gran Bretagna passò di delusione in delusione». Sia tra gli esiliati dal Regime, sia tra i prigionieri di guerra non trovarono materiale umano adeguato. E anche dopo l'8 settembre le relazioni con i partigiani furono tutt'altro che facili. Logisticamente i partigiani erano totalmente dipendenti dagli Alleati. Secondo un agente dell'Oss nell'autunno del 1944: «Appare irragionevole affermare che i partigiani, al di là della loro forza numerica, siano in grado di tenere vaste zone contro i tedeschi... gli scontri sono limitati a una serie di azioni poco risolutive».

Ma non solo difficoltà tecniche o diffidenze politiche, c'erano anche scopi differenti. Gli Alleati volevano soprattutto impegnare truppe tedesche e vincere a ogni costo, gli italiani si ponevano anche problemi sulla salvaguardia del territorio che Londra e Washington non calcolavano. E in questo contesto è illuminante un altro volume appena pubblicato da Piemme, La colpa dei vincitori. Viaggio nei crimini dell'esercito di liberazione (pagg. 174, euro 17,50). È un reportage vergato dalla giornalista francese, di origine italiana, Eliane Patriarca che ha visitato, parlando con testimoni e storici locali, i luoghi in cui avvennero le così dette «marocchinate»: gli stupri di massa e le violenze compiute dai goumier, la fanteria leggera composta da soldati di origine marocchina dell'esercito francese. Subito dopo lo sfondamento della linea Gustav imperversarono contro le inermi e innocenti popolazioni di Esperia, Castro dei Volsci, Vallemaio, Sant'Apollinare, Ausonia, Giuliano di Roma, Patrica, Ceccano, Supino, San Giorgio a Liri, Coreno Ausonio, Morolo e Sgurgola, Lenola, Campodimele, Spigno Saturnia, Formia, Terracina, San Felice Circeo, Roccagorga, Priverno, Maenza e Sezze. Vicende poco note in Francia e anche in Italia raccontate molto poco, anche per il pudore che spinse molte vittime a nasconderle. Certo, c'è il notevole precedente de La ciociara di Moravia e dell'omonimo film firmato da De Sica e Zavattini (pellicola che non ebbe vita facile). Ma leggendo il libro della Patriarca si capisce bene quanto la realtà delle violenze vada ben al di là della narrazione romanzesca. È l'altra faccia della liberazione e non si può metterla sotto il tappeto solo perché il Nazismo è stato enormemente più efferato. Spesso le popolazioni italiane hanno sofferto due volte, da occupate e da liberate.

E qui si inserisce un altro volume appena pubblicato. La grande storia della Resistenza 1943-1948 dello storico Gianni Oliva (Utet, pagg. 528, euro 25). Un volume di impostazione più tradizionale, ma spicca il capitolo «La resa dei conti». Mette bene in luce tutta una serie di processi sommari culminati in episodi efferati à la Piazzale Loreto che certo non fanno parte dell'epica resistenziale. Basti pensare alla feroce esecuzione di Giuseppe Durando, podestà fascista di Cumiana che venne seviziato e ucciso per vendicare un eccidio tedesco con cui nulla aveva a che fare. Perché parlarne? potrebbe chiedere qualcuno. Oliva risponde così: «Per sottrarre l'indagine storica alla polemica strumentale è fondamentale non ci siano zone vietate o tabù».

Commenti

Cheyenne

Mer, 25/04/2018 - 10:49

I PARTIGIANI SONIO STATI I POEGGIORI CRIMINALI MAI VISTI IN ITALIA

Anonimo (non verificato)

manfredog

Mer, 25/04/2018 - 12:38

Egregio Cheyenne: forse voleva dire i partigiani comunisti..!? mg.

Anonimo (non verificato)

Ritratto di blackcat51

blackcat51

Mer, 25/04/2018 - 15:57

giusto per non dimenticare :http://www.ilgiornale.it/news/politica/stupro-antifascista-giustificato-dai-partigiani-1441857.html

Anonimo (non verificato)

sparviero51

Mer, 25/04/2018 - 18:50

LA SEDICENTE SUPERIORITÀ MORALE DEI COMUNISTI È SOLO SPOCCHIA IDEOLOGICA ALIMENTATA DA 70 ANNI DALLA RETORICA ANTIFASCISTA . ERANO,SONO E SARANNO SEMPRE ITALIANI COME TUTTI GLI ALTRI CON I LORO DIFETTI E LE LORO SCARSE VIRTÙ !!!

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mer, 25/04/2018 - 20:25

questa è libertà? A Polleca si erano rifugiati circa diecimila sfollati, per lo più donne, vecchi e bambini in un campo provvisorio. Qui si toccò l’apice della bestialità. Luciano Garibaldi scrive che dai reparti marocchini del gen. Guillaume furono stuprate bambine e anziane; gli uomini che reagirono furono sodomizzati, uccisi a raffiche di mitra, evirati o impalati vivi. COMMENTS "Marocchinate": i bambini violentati, le sorelle crocefisse, il prete seviziato, la nonna stuprata da 300 soldati...

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mer, 25/04/2018 - 20:34

Avevano sandali invece degli stivali, mantelli di lana con cappuccio (“bourms”) e turbante al posto della divisa; oltre a mitra e pistole, portavano tutti la “koumia”, il pugnale ricurvo col quale combattevano, decapitavano e mutilavano i nemici, collezionandone le orecchie. Furono decisivi per la presa di Roma da parte degli alleati. Bloccati a Cassino, gli angloamericani decisero di appoggiare la proposta del generale Juin: aggirare la linea di difesa tedesca (la “Gustav”) passando per i monti Aurunci, sfruttando la destrezza e la ferocia in combattimento dei Goumiers. Ferocia nota ai tedeschi, i quali preferivano buttarsi dalle alture piuttosto che finire mutilati e massacrati dalle truppe marocchine.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mer, 25/04/2018 - 20:35

Battuti i nazifascisti, i Goumiers ottennero in premio quello che nell’antico diritto internazionale di guerra era il “diritto di preda”: una licenza di stupro e saccheggio alle truppe che avevano vinto la battaglia. L’orrore come ricompensa. Riporta Andrea Cionci su La Stampa: Ad Ausonia decine di donne furono violentate e uccise, e lo stesso capitò agli uomini che tentavano di difenderle. Dai verbali dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra risulta che anche “due bambini di sei e nove anni subirono violenza”. A S. Andrea, i marocchini stuprarono 30 donne e due uomini; a Vallemaio due sorelle dovettero soddisfare un plotone di 200 goumiers; 300 di questi invece, abusarono di una sessantenne. A Esperia furono 700 le donne violate su una popolazione di 2.500 abitanti.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mer, 25/04/2018 - 20:38

Una testimonianza, da un verbale dell’epoca, descrive la loro modalità tipica: “I soldati marocchini che avevano bussato alla porta e che non venne aperta, abbattuta la porta stessa, colpivano la Rocca con il calcio del moschetto alla testa facendola cadere a terra priva di sensi, quindi veniva trasportata di peso a circa 30 metri dalla casa e violentata mentre il padre, da altri militari, veniva trascinato, malmenato e legato a un albero. Gli astanti terrorizzati non potettero arrecare nessun aiuto alla ragazza e al genitore in quanto un soldato rimase di guardia con il moschetto puntato sugli stessi” VIVA LA LIBERTà!!!

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mer, 25/04/2018 - 20:39

MI MERAVIGLIO COME QUESTA FECCIA UMANA POSSA PIACERE ALLE VOSTRE DONNE MOGLI FIGLIE E NONNE ITALIANE.

Angel59

Mer, 25/04/2018 - 20:43

Le vittime delle fosse ardeatine e il carabiniere Salvo D'Acquisto ancora gridano "Vigliacchi" indirizzato agli eroici partigiani.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mer, 25/04/2018 - 20:51

manfredog,TUTTI COMUNISTI E NON, CHI COMBATTE SENZA UNA DIVISA è UN BRIGANTE TERRORISTA.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Gio, 26/04/2018 - 20:15

il vostro governo italiano al potere aiuta con molto amore questi nipoti figli di questi criminali e feccia della umanità.QUELLO CHE MI MERAVIGLIA NON SONO QUESTE CRIMINALITà MA QUEGLI ITALIANI CHE HANNO VOTATO UN PARTITO CHE DIFENDE QUESTI ASSASSINI CHE HANNO IL DNA DI QUELLI A CASSINO.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Gio, 26/04/2018 - 20:18

manfredog, CHI VA CON LO ZOPPO IMPARA A ZOPPICARE.