"Eccetto la musica e la poesia tutto è menzogna"

Pubblichiamo in questa pagina per gentile concessione dell'editore Archinto alcune delle lettere, inedite in Italia, indirizzate dal filosofo Emil Cioran a suo fratello

Pubblichiamo in questa pagina per gentile concessione dell'editore Archinto alcune delle lettere, inedite in Italia, indirizzate dal filosofo Emil Cioran (1911-1995) a suo fratello Aurel e contenute nel volume Ineffabile nostalgia. Lettere al fratello 1931-1985 (pagg.176, euro 18). I due furono separati per quarant'anni dalla «cortina di ferro» ma si mantennero sempre in contatto. Emil nel corso del tempo sviluppò un'enorme nostalgia per quella patria in cui non poteva rientrare a causa del regime comunista e da cui si sentiva sradicato.

Parigi,8 sett.1946

Caro Relu,

mi fa piacere ricevere qualche parola da te. Benché non abbia fatto la guerra, capisco perfettamente la tua situazione e le delusioni. Guardare da spettatore l'epoca che stiamo vivendo, mi basta a trarne conclusioni valide per ogni tempo. Sono diventato immune a tutto, alle vecchie fedi come ad ogni fede futura. Forse credo ancora all'intelligenza e al fuoco d'artificio dello spirito. Non c'è «realtà» che nella sofferenza, ma la morte annulla anch'essa, così che alla fine nulla ha consistenza. Leggo moltissimo, specialmente Shakespeare e i grandi poeti inglesi. Eccetto la musica e la poesia, tutto è menzogna o volgarità. Non so se si trovano i libri da quelle parti. Ti manderei qualcosa, ma tramite posta non è ancora possibile. Appena lo sarà, farò in modo che ti arrivino. Tra gli amici di Bucarest mi manca Tutea. L'hai più visto? Riferisci a Mircea Zapratan che gli scriverò e penso molto a lui.

La questione del matrimonio è una pura invenzione. Chi l'avrà escogitata? Su di me circolano sempre notizie false. È vero che, a 35 anni, il matrimonio mi sembra meno assurdo che a 20. A che pro complicarmi la vita inutilmente?

Scrivimi, un bacio,

Milut

Parigi, 8 aprile 1963

Mio caro Relu,

grazie per gli auguri. Dopotutto, aver recitato la commedia per tanti anni non è stato poi così male. Talvolta, è vero, se ne ha abbastanza; ma occorre continuare, non fosse altro per provare a se stessi che si è capaci d'ostinazione o d'ironia? Con tutto il cuore, tuo

E.C.

Parigi, 20 aprile 1965

Caro Relu,

sono contento che il vestito ti piaccia. Penso che faresti un errore se optassi per Bucarest. Sibiu è una città incomparabile; la rimpiango spesso, persino a Parigi. In fondo, nemmeno tu sei più così giovane per iniziare una nuova vita in una città grande e stancante. Non voglio darti un consiglio, ma soltanto un parere. (In questa vita non ho amato che tre luoghi: Sibiu, Dresda e Parigi.)

Un bacio a te e a Leana, con affetto,

Milut

Parigi, 6 luglio 1965

Mio caro Relu,

ho ricevuto tutte le tue cartoline. A giudicare dal loro tono, non sei particolarmente felice. È vero che non lo si è in nessun luogo. D'altronde la “felicità” è un problema superato, su cui è ridicolo fare considerazioni in un senso o nell'altro. Quali sono i tuoi progetti per l'estate? Ho un abito per te: lo devo spedire ora o più tardi?

Ti abbraccio

tuo Milut

Parigi, 3 ottobre 1968

Mio caro Relu,

ti invio un pessimo, ma caro libro, su Goethe. Eventualmente potresti regalarlo. I regali sono sempre stupidi. Balan mi ha scritto da Sibiu. Dato il livello penoso della teologia dalle nostre parti, sono sicuro che lo attende un fallimento o, nel migliore dei casi, una delusione. Già ai miei tempi, non era veramente un granché. Penso a tutti quei professori che sfilavano da noi, la cui cultura o santità erano quantomeno incerte. Come ti ho già scritto, occorre incalzare Isarie, poiché se non si decide, prenderò delle misure che gli costeranno care.

Ti abbraccio,

Lut

Parigi, 13 novembre 1968

Mio caro Relu,

ho ricevuto le tue cartoline; la lettera non è ancora arrivata.

Ritorno sulla questione dell'insonnia, giacché me ne intendo un po'. Ti consiglio di seguire il mio esempio e di passeggiare un'ora tutte le sere, prima di coricarti. È molto importante. Sopprimi completamente il caffè e tutti gli eccitanti, compreso il vino bianco. Consuma infusi in gran quantità: tiglio, rosmarino, ecc. Devi abituarti all'idea di prenderne. Il sonno è tutto, è l'unica cosa per dimenticare le miserie sordide, non meno che le metafisiche. Dove pensi di sistemare Milica? Hai due camere? Se viene a Sibiu, non dimenticare di porgergli i miei affettuosi saluti.

Tuo,

Lut