L'ombra di Mussolini sull'omicidio del lago

Parte con il piede giusto la premiata ditta Cocco & Magella, con una simpatica «e» commerciale che ammicca al lettore e lo rassicura: si tratta di un'impresa familiare, di cui ci si può fidare e che darà altri frutti. Come un'altra «impresa» che qualche decennio fa dominò il campo del giallo all'italiana: la Fruttero & Lucentini. Lui, Giovanni Cocco, è l'autore de La Caduta (edito da Nutrimenti), il miglior romanzo postmoderno pubblicato nelle ultime stagioni; la moglie, Amneris Magella, oltre a scrivere è medico legale: il che in questo caso non guasta affatto.
Cocco & Magella vivono sulle rive del lago di Como. Un panorama idilliaco che si vorrebbe proiettare verso il passato, giungendo magari fino a Manzoni, il quale proprio su seni e golfi locali edificò il suo formidabile romanzo. E invece, giusto al centro del terso quadretto, ecco comparire già nelle prime scene di Ombre sul lago (Guanda, pagg. 316, 17,50 euro) una doppia violazione: un'autostrada, progettata solo per drenare fondi, che squarcia il verde delle montagne a ridosso del lago. Poi, come se ciò non bastasse già a rompere l'incanto, gli operai che scavano per lasciare spazio alla colata d'asfalto rinvengono delle ossa umane, sepolte sotto una cascina abbandonata. Sul cranio, due buchi provocati da pallottole. A cercare di decifrare la storia celata dietro i resti è un commissario di polizia, Stefania Valenti. Separata dal marito, concupita da un collega, desiderata da un ambientalista che di certo ha più chances del collega di riuscire, Stefania ha una famiglia di quelle che fanno sentire il loro peso: una figlia piccola che preferisce stare col padre, una madre che vive in collina e persino una tata, una vecchia signora un po' svanita che conosce a menadito i segreti della potente famiglia Cappelletti. Perché sta lì, per l'appunto, il problema: la famiglia Cappelletti possiede la cascina sulla quale dovrebbe passare l'autostrada. Oltre a rappresentare il potere locale, i Cappelletti rappresentano anche il potere nazionale, perché hanno dato un senatore alla Repubblica. Prevedibilmente, quando Stefania deciderà di non archiviare il caso nessuno la incoraggerà.
Seguendo le indagini del commissario Valenti apprendiamo che i laghi, in Italia, hanno intrattenuto sempre un doppio legame. Con la letteratura: da Catullo a Chiara e oltre. Ma la regione dei laghi è legata anche alle epoche più tormentate della storia patria. Lì, nei pressi di Bonzanigo, furono uccisi Mussolini e la Petacci, fra l'altro in un modo e in un'ora del giorno piuttosto diversi da quelli narrati dalla storiografia ufficiale; Ombre sul lago è, certo, un romanzo giallo, ma ha anche l'ambizione di confermare la validità della «versione di Dorina», dal nome di una testimone degli eventi del 1945. Come spiega Cocco: «Nel romanzo faccio riferimento alla vulgata che le persone del luogo tramandano ancora, per poi unire a questi racconti i fatti desunti dalle inchieste più convincenti sul tema: quelle di Bandini, Pisanò e Zanella. E cioè che la morte del Duce e di Claretta non avvenne nel pomeriggio del 28 aprile 1945 davanti al cancello di Villa Belmonte a Giulino di Mezzegra ma nelle prime ore del mattino, a Bonzanigo, all'interno dell'abitazione e nel cortile di Casa De Maria, dove i due avevano trascorso l'ultima notte. E io ho avuto modo anche, negli anni passati, di ascoltare di persona testimoni diretti e indiretti. Alice Grigioni Canali, la sorella di Luigi, il Capitano Neri; nipoti e cugini di Giuseppe Frangi detto Lino, uno dei due partigiani rimasti di guardia all'esterno della stanza occupata da Mussolini e dalla Petacci». Ma al di là dei protagonisti della Storia, quanti anonimi sventurati hanno tentato di mettersi in salvo lungo le vie dei contrabbandieri? Che l'uomo ucciso abbia qualcosa a che vedere con una delle pagine più oscure del '900?