Le Mediterranee a rischio naufragio Il Tevere «annega» 430mila volumi

Il logo è un cerchio con dentro tre linee orizzontali che rappresentano onde del mare. Infatti, la casa editrice romana si chiama Mediterranee. E sembra proprio una crudele beffa del destino quella di dover colare a picco proprio a causa dell'acqua. La colpa, in questo caso, è del Tevere, uscito dagli argini lo scorso 14 novembre a Roma Nord. Il magazzino delle Mediterranee si trova da quelle parti ed è stato allagato, con un danno enorme. «Abbiamo finito in questi giorni di pulire, di rimuovere montagne di fango e di carta», ci dice Giovanni Canonico che guida la casa editrice dalla sua nascita, quasi quarant'anni fa. Non sono pochi i volumi andati persi: circa 430 mila. Gli chiediamo di azzardare una cifra. «Un paio di milioni di euro».
E alla rabbia nei confronti della natura si aggiunge quella per le autorità della Capitale: «Se ci avessero messo all'erta, avvisati del rischio con 24 ore di anticipo, avremmo salvato non dico tutti, ma un buon 80% dei libri». Ma allora, con 2 milioni di euro travolti dall'acqua, per giunta in questi tempi di crisi, le Mediterranee che fanno? Chiudono? «Forte è stata la tentazione di mollare», dice Canonico, «ma più forte ancora la volontà di sopravvivere, di continuare. Abbiamo già ristampato 60 volumi... Si va avanti». Questa è una buona notizia per tutti i lettori: le loro collane sono più di 30. Infatti, comprano libri targati Mediterranee raffinati esoteristi, casalinghe che vogliono mangiar sano, ragazzini che studiano la magia, curiosi. Nel catalogo c'è l'opera omnia di Julius Evola, svariati testi su buddismo, induismo, paganesimo, autori “tradizionalisti” (come René Guénon), “classici dell'occulto” come il mago rinascimentale Agrippa di Nettescheim, Giuliano Kremmerz e i rituali dell'ordine rosacrociano della Golden Dawn (dove furono iniziati il poeta William Butler Yeats, il famigerato Aleister Crowley e il padre di Dracula, Bram Stoker). Poi ci sono i manuali di meditazione firmati dall'antroposofo Massimo Scaligero, fondamentali testi alchemici e testi che indagano il rapporto di personalità più o meno insospettabili con l'occulto.