Come migliorare le relazioni (partendo dalle aziende)

Nel suo La conoscenza condivisa – Verso un nuovo modello di organizzazione aziendale (edizioni Franco Angeli), Guido Zaccarelli teorizza una "cultura liquida e globalizzata" che mette al centro della società i bisogni dell'individuo

Di conoscenza e intelligenza collettiva e condivisa si parla da anni, soprattutto quando si tratta di analizzare web e nuovi media. Indica il sapere condiviso, appunto, da una comunità, al punto che un gruppo di persone ragiona e agisce come fosse un singolo individuo.

Il concetto può essere però applicato facilmente anche alle aziende, come dimostra Guido Zaccarelli, nel suo La conoscenza condivisa – Verso un nuovo modello di organizzazione aziendale (edizioni Franco Angeli).

Referente del servizio informatico dell'Azienda USL di Modena per il Distretto Sanitario di Mirandola e docente a contratto di informatica nella Facoltà di Medicina e Chirurgia modenese, Zaccarelli propone un modello che permetta di passare dalla “conoscenza parcellizzata” (quella gerarchica e iper specializzata che permette a ogni individuo di detenere solo una piccola parte del sapere) a una “conoscenza condivisa”. L'organizzazione aziendale, quindi, deve sollecitare la nascita di cultura liquida che ponga i bisogni e le conoscenze di ognuno al centro dell'interesse collettivo.

Per dimostrare la propria teoria, Zaccarelli mette a confronto le varie epoche a partire dal Medioevo per arrivare a quella dominata dal “cloud computing”, passando per la globalizzazione. In tutti i casi l'organizzazione aziendale non permette uno scambio significativo di sapere tra le diverse componenti. L'idea del volume è invece quella di spronare le società – non solo a livello aziendale – a far circolare il sapere attraverso un'apertura a ogni tipo di relazione, anche in senso più alto. Grande rilievo, infatti, viene dato al concetto di dono e di reciprocità delle relazioni e a quello di WikiAzienda dove sia chiaro che ogni individuo fa parte di una globalità che ne capisce e sostiene i bisogni, affinché la forza dei singoli e la cooperazione tra di essi diventi un motivo di crescita per l'intera comunità. Un modello che va imposto prima di tutto alla scuola, in modo da formare prima studenti e ragazzi a un nuovo modo di relazionarsi, che punti anche a innovazione e creatività.

Il libro ha ricevuto le presentazioni di S.E. Mons. Francesco Cavina Vescovo di Carpi, del Vice Presidente del Presidente del Parlamento Europeo, On. Gianni Pittella, del Prof. Stefano Zamagni, della Preside Gabriella Aggazzotti della facoltà di Medicina e Chirurgia e del Dott. Mario Veronesi, padre del biomedicale.