Morto lo scrittore Sebastiano Vassalli

Vincitore dei maggiori premi letterari italiani, tra cui lo Strega e il Campiello, era stato candidato al Nobel

Lo scrittore in uno scatto del 2005 (da Wikipedia)

Dopo una malattia fulminante e incurabile tenuta riservata, lo scrittore Sebastiano Vassalli si è spento all’età di 73 anni. Di recente era stato candidato al premio Nobel e tra poco avrebbe ricevuto il premio Campiello alla carriera. È morto nella notte dopo l’aggravarsi delle sue condizioni. Vincitore dei maggiori premi letterari italiani, tra cui lo Strega e il Campiello, era diventato famoso nel 1990 con il romanzo storico "La chimera", ambientato nella pianura novarese del Seicento. La città piemontese gli dedicherà solenni funerali civili in prefettura mercoledi. "Sebastiano Vassalli ha oltrepassato il suo confine. Addio a un grande scrittore" scrive su Twitter la casa editrice Mondadori.

Vassalli era nato a Genova nel 1941 da madre toscana e padre lombardo. A pochi anni si era trasferito a Novara. Dopo la laurea in Lettere si era dedicato all'insegnamento, impegnandosi anche nella ricerca artistica all'interno del Gruppo 63 (neoavanguardia).

Lo scrittore si è spento intorno alle 23.30 di ieri nell’Hospice Monsignor Zaccheo di Casale Monferrato (Alessandria), con al capezzale la moglie Paola Todeschino. Tra le numerose opere di Vassalli figurano "La notte della cometa" (1984), "Marco e Mattio" (1992) e il più recente "Terre selvagge" (2014). Aveva scritto per "La Repubblica" e "La Stampa" e attualmente era opinionista del "Corriere della Sera".

In una nota il ministro dei beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, ricorda che "Vassalli è stato uno dei massimi autori della letteratura italiana contemporanea, che ha saputo narrare con grande sapienza e profondità di pensiero la condizione
umana. Con i suoi romanzi fortemente radicati nella storia sociale del nostro Paese egli ha saputo raccontare agli italiani i tratti più contraddittori del carattere nazionale. La sua scomparsa è un grave lutto per la cultura nazionale, cheda oggi ha perso una voce autorevole"