Mostra di stampe antiche a Palmanova

E' una lunga tradizione quella che lega Palmanova alle stampe antiche d'autore: da 33 anni, infatti, per tutto il mese di agosto la Polveriera Napoleonica ospita una mostra di incisioni di ogni epoca che è, al tempo stesso, un'ottima occasione culturale e un interessante confronto di mercato

E' una lunga tradizione quella che lega Palmanova alle stampe antiche d'autore: da 33 anni, infatti, per tutto il mese di agosto la Polveriera Napoleonica ospita una mostra di incisioni di ogni epoca che è, al tempo stesso, un'ottima occasione culturale e un interessante confronto di mercato. Si rivolge cioè ai collezionisti, sempre attenti alle rarità, e al pubblico degli appassionati, che qui trovano da appagare l'occhio e da esercitare il gusto. L'organizzazione è del Museo civico, che si avvale della collaborazione di Giampaolo Buzzanca, padovano, da tanti anni uno dei più illustri animatori di questo mercato così raffinato. Palmanova – forse è superfluo ricordarlo – è una delle più belle città fortificate del Cinquecento, rimasta intatta nel suo massiccio impianto difensivo. Sorge nel cuore del Friuli, nella pianura della Bassa che porta a luoghi celebri come Aquileia e Grado, entrambe d'impronta romana, e poco lontano da Lignano Sabbiadoro, meta estiva internazionale; 
la mostra di stampe antiche si sposa con naturale eleganza alla storia e ai monumenti della città, ed è al tempo stesso un'occasione di promozione di quel turismo culturale di cui italiani e stranieri vanno sempre più in cerca.

Come ogni anno Buzzanca espone i più bei nomi dell'arte veneta, soprattutto del secolo d'oro, cioè del Settecento: a cominciare da Gian Battista e Gian Domenico Tiepolo, da Antonio Canal detto il Canaletto, e dal nipote di questi Bernardo Bellotto. Paesaggi, scene di genere, capricci. E poi ancora il friulano naturalizzato a Venezia Luca Carlevariis, Michele Marieschi, Giovanni Battista Piazzetta. Grandi nomi, da grandi musei; il piccolo “miracolo” delle stampe antiche è che si possono possedere, perché economicamente accessibili, anche opere di autori conservate nelle più famose pinacoteche. Nella Polveriera – un edificio in pietra grigia, severo come un castello medievale – sono esposti anche fogli di Stefano Della Bella, di Giovan Benedetto Castiglione detto il Grechetto, del grande vedutista veneto-romano Giambattista Piranesi. Numerosi, quest'anno, i pezzi fiamminghi: due Rembrandt, tra i quali il ritratto (raro) dell'amico e mecenate Jan Six, alcune scene di Adriaen Va
n Ostade, di Jacques Callot, Luca di Leida; alcuni fogli di Albrecht Durer, sia in versioni originali sia in tirature più tarde. A questo propitsito, interessanti anche due copie coeve di Rembrandt: una del Venditore di veleno per topi e la “Stampa dei cento fiorini”, detta anche Gesù che guarisce i malati, riprodotta “in controparte”, cioè speculare all'originale.


Da segnalare anche un disegno del 1779 di Giacomo Leonardis (1723-1794), vedutista nativo proprio di Palmanova e naturalizzato a Venezia; si tratta di un Paesaggio con persone lungo un fiume realizzato a penna con inchiostro seppia. Interessanti alcune acqueforti di Renoir e di Cezanne, tirature tarde da lastre originali, il cui valore estetico-artistico supera decisamente quello di mercato. Tutt'intorno, la mostra offre centinaia, migliaia di stampe decorative, vedute, paesaggi, fiori, scene di genere, carte geografiche, e poi documenti originali, antichi giornali, foto e libri d'epoca.


L'esposizione alla Polveriera Napoleonica di Palmanova è aperta tutti i giorni fino al 31 agosto, con orario 10-13 e 16-20.