Olinsky, il mitico pittore ultracentenario creatore dei quadri di Topolino

Per chi non conoscesse ancora il mitico pittore ultracentenario Olinsky, proveniente dalla Slavonia occidentale, rotiratosi da anni a vita privata, può ancora conoscere le sue opere alla galleria d'arte contemporanea Antonio Colombo a Milano. La mostra "Olinsky-Nostalgie", accompagnata da lavori anche di Gabriele Arruzzo e Luigi Carboni (Opposte coincidenze), rimarrà aperta fino al 14 luglio con apertura la lunedì a venerdì e occupa una sezione dello spazio di arte contemporanea di via Solferino 44, dal titolo "LIttle Circus", un luogo dedicato a progetti speciali. A curarla è il professor Paolo Sandano che che cura l'archivio di Olinsky e si occupa di divulgare la sua opera. Ad accogliere lo spettatore un'ampia serie di dipinti su tela e su tavola di piccole e medie dimensioni, dove l'artista Olinsky rende omaggio con un tocco di simpatia e di ironia ai temi della storia dell'arte a lui più cari. Diverse tra di loro, le opere in mostra sono molto differenti tra di loro e risentono tutti dell'influenza delle correnti artistiche in voga, nel momento in cui sono state realizzate, spaziando dal Futurismo all'Impressionismo, al Realismo... Non è un caso, infatti, che Olinsky, nato nel 1886 ha ha potuto subire e rielaborare le varie influenze del pensiero di Grandi Maestri e anche le loro tecniche, da quelle più datate fino a quelle più contemporanee. "Il Maestro Olinsky ha voluto omaggiare, con questa opera-installazione, un quadro di Watteau, "Linsegnadi Gersaint", un artsita a lui molto caro", spiega il curatore Sandano. Per meglio comprendere lintera opera di Olinky in Galleria è proiettato un cortometraggio inedito "Olinsky" realizzato da Bart Herreman, mentre i testi scritti sull'artista insieme a numerosi saggi, più recenti di Ivan Quaroni e Giorgio Zanchetti saranno a disposizione degli interessati e degli studiosi. Olinsky approda a Milano nel 1996 e nel 1997 vince il Premio "Flash Art Museum" ; a Trevi "L'opera Formosa" a Kounellis, Boetti, Canerari, Arienti, Olinsky, Faraldo....Su Olinsky hanno inoltre scritto Giulio Alessandri, Getullio Alviani, Giacinto Di Pietrantonio ecc... Ma inutile contare i riconoscimenti, forne ne vale più la pena parlare di Olinsky e di Sandano, due facce della stessa medaglia. La formazione di sandano si può dire prevalentemente veneziana, ha studiato e insegnato all'Accademia di Belle Arti della Serenissima; qui ha esposto per al prima volta i suoi lavori a partire dalla Fondazione Bivilacqua nel 1980. Dopo sono seguite le personali, a Parigi, Trieste e Milano. Ed è proprio qui nel 1995 che si inizia a dedicare a Olinsky e con grande successo organizza a mostre e le crea su misura personale. Sempre nel capoluogo lombardo insegna Storia dell'Arte. Ma vediamo di spendere due parole su Olinsky, il quale nasce il 18 marzo del 1886 a Slavateck in Slavonia. Undicesimo figlio di Solomon Borsivic Olinsky, commercainte di granaglie, l'artista è anche nipote del famoso commercainte di Vodka. Quando Olinsky nasce suo padre ha 86 anni e segue ancora personalmente l'azienda di famiglia che nel tempo si è ampliata. Nel 1910 esegue il suo primo ritratte e lo fa al padre con matita di piombo. Dopo avere persorso la penisola di Gyda sulla costa occidentale del mare di Lapten, nonostante le temperature rigide prosegue la sua ricerca figurativa. Dopo lo studio dei paesaggi, negli anni Venti si iscrive alla Scuola di Belle Arti di Celjabinsk e le sue opere vengono rifiutate dal Salone dell'Associazione dei Pittori di questa città. All'età di 37 anni Olinsky si stabilisce a Madrid ed entra nello studio del pittore Alvarez de Sotomayor, direttore del Prado e forse a causa delle sue divergenze con il mastro in campo politicoe sociale, si ritira in convento dai francescani di Vallodolid. Forse una scusa poer non essere coinvolto nella seconda guerra mondiale. Dopo il 1945 a Parigi frequenta Andrè Breton e bon condivide penamente le sue idee surrealiste, ma un giorno pieno di tanti dubbi si reca a un'edicola di Lione a acquista un numero di Topolino di Walt Disney e ne rimane folgorato. Parte per l'America e conosce la sorella del genio di Disney, la corteggia, hanno divergenze ideologiche. Più tardi torna a New York nel 1950 e si stabilisce dal fratello psichiatra Judovin Olinsky che lo prende in cura. Negli anni Sessanta soggiorna a Venezia per poi tornare nel 1875 a New York dove lega conb artisti pop ma litiga con Warhol. Ha lunghi rapporti epistolari con il botanico Fabiolo Bedin che lo incoraggia a dipingere sulla strada che aveva sempre sentito sua. Da lì la carriera. Arriva il secondo figlio Theo e Olinsky si ritira in isolamento con la promessa di avere rapporti con il mondo esterno solo tramite lo studioso Paolo Sandano, italiano e che come lui ha percosro una carriera analoga, dal figurativo al surreale al neoespresssionismo fino all'amore per i paesaggi di Walt Disney e dei suoi topi, i primi, quilli dalla testa grande e dal corpo allungato fatto di linee, colori e tanta, tanta fantasia.