Le parole di Roncoroni sulla parola

Nessuno ha mai capito se ama più i libri o le signore, e il dubbio conferma che sia un vero Signore. L'uomo di classe si riconosce dalle letture e dalle frequentazioni. Le sue sono ottime, entrambe. Ah... Ha, e ha avuto, ottimi amici fra gli scrittori. È anche curatore dell'eredità letteraria del suo amico Piero Chiara, del quale ha pubblicato molto inediti.

Personaggio inedito, e riservato, Federico Roncoroni è un intellettuale agée , intellettualmente giovanissimo, laureato in Filologia classica, consulente editoriale, poeta, romanziere, bibliofilo ed esperto della cosa che in Italia manca di più: la didattica. È autore della grammatica italiana più adottata nelle nostre scuole e più venduta nel mondo. Questo per dire che Roncoroni sa come si scrive. La dimostrazione, peraltro, è il romanzo che ha pubblicato due anni fa, Un giorno, altrove (Mondadori), che - cosa ormai rarissima - ha scalato le classifiche di vendita non con le recensioni o le comparsate televisive (non ce lo vedrei neppure Roncoroni da Fazio o dalla Bignardi) ma grazie a un inesorabile tam tam fra i lettori (soprattutto lettrici in effetti, e soprattutto sui social). Senza vincere alcun premio, nel 2013 è stato a suo modo il romanzo italiano dell'anno.

Per dire invece come Roncoroni, oltre scrivere, sappia anche leggere bene, basta scorrere i quattro racconti contenuti nella raccolta In principio era la Parola (Mondadori, pagg. 106, euro 20). Sono quattro storie di passione grammaticale, letteraria e libraria che - l'autore non si offenderà - non sono propriamente per tutti. Come la miglior metaletteratura, presuppone lettori forti, e motivati. In principio era la Parola è una parabola evangelico-letteraria su la Parola - alfa e omega di tutte le cose - che «si è fatta Nome, Articolo, Aggettivo, Pronome, Verbo, Avverbio, Preposizione, Congiunzione e Interiezione»...». Ed è grazie alla parola che c'è la Luce.

Voglia di silenzio è una novella antropologica che racconta di quando l'Uomo cominciò a nominare le cose, e poi non ha più smesso. «Parlavano, finalmente, gli uomini e furono certo fieri di questa loro prerogativa. Ma qui cominciarono i problemi». Infatti presto presero a sognare il silenzio.

Libridine è una sintomatologia autobiografica della malattia più sana del mondo (eccetto dal punto di vista economico), cioè la bibliomania. Amor libri amor vitae . E così sia.

Mentre Una “Quiete” per ogni stagione è una parafrasi narrativa della poesia La quiete dopo la tempesta di Leopardi. Insegna come le diverse fasi della vita influenzino l'interpretazione del testo, e come si impari a leggere leggendo , e crescendo.

L'avevo detto. Non è un libro per tutti.