Pesci fuor d’acqua, Carlo Rocchi Bilancini alla Fondazione Cini
Le immagini della mostra fotografica “Pesci fuor d’acqua”, (Venezia, Isola di San Giorgio, fino al 6 ottobre), di Carlo Rocchi Bilancini, classe 1973, si srotolano una dopo l’altra, nella Piscina, alla Fondazione Giorgio Cini
Le immagini della mostra fotografica “Pesci fuor d’acqua”, (Venezia, Isola di San Giorgio, fino al 6 ottobre), di Carlo Rocchi Bilancini, classe 1973, si srotolano una dopo l’altra, nella Piscina, alla Fondazione Giorgio Cini
Sono facce e sguardi che fissano l’obiettivo, corpi in bilico e fisici messi in posa, ritratti. Posare, nell’acqua dolce di una piscina qualunque, con i vestiti addosso, quasi come armature, a difendere, forse a esaltare la personalità di ciascuno.
Così, le immagini della mostra fotografica “Pesci fuor d’acqua”, (Venezia, Isola di San Giorgio, fino al 6 ottobre), di Carlo Rocchi Bilancini, classe 1973, si srotolano una dopo l’altra, nella «Piscina», alla Fondazione Giorgio Cini, spazio perfetto e adeguatissimo all’occasione. Qui, immagini di piscine colme, prendono forma e ti fissano, esposte in una piscina vuota che diventa palcoscenico surreale. Il tutto, in un’Isola di Venezia, San Giorgio Maggiore, dove l’acqua è l’elemento fondante, costante e sonora immersione dell’uomo, alle prese con l’acqua alta. Le fotografie di “Pesci fuor d’acqua“, raccolte nell’omonimo libro, edito da Skira, oggi rivivono in questa bellissima mostra promossa da Umberto Morera e curata dalla bravissima Ziva Kraus. Raccontano mondi sommersi, aspirazioni, sogni, realtà. È così che emergono dalle acque placide, artisti che lavorano il rame, nobili dall’aria tronfia accomodati sul trono, vamp con un grovigli di pappagalli sulla testa, schermitrici con lo sguardo fiero e attento, sommelier che in un bicchiere di vino fiutano la vita. Sono attimi, frammenti catturati dall’obiettivo surrealista e quasi onirico del fotografo che diventa registra, che aspetta e cerca l’attimo, la luce, la posa, e racconta. Tutto è in un istante, liquido, come nel mondo sommerso di una piscina, dentro un’acqua uguale per tutti eppure poi, così diversa, così capace di far emergere personalità diverse. Istantanee in un mondo che scorre, sottile e silenzioso, che scivola via, rompe i confini e scavalca limiti e convenzioni, proprio come sa fare l’acqua.








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