'Piccoli tasti, grandi firme' che hanno fatto la storia del giornalismo italiano

Al museo civico Pier Alessandro Garda di Ivrea la mostra dedicata alla stagione d’oro del nostro giornalismo

Al museo civico Pier Alessandro Garda di Ivrea dal 31 maggio c’è "Piccoli tasti, Grandi firme; L'epoca d'oro del giornalismo italiano (1950-1990)".

La mostra realizzata dal Comune di Ivrea con il contributo della Fondazione Guelpa, e curata e raccontata da Luigi Mascheroni, è dedicata alla stagione d’oro del nostro giornalismo. E non sembra casuale che sia questa città ad ospitare l'esposizione: il periodo a cui si fa riferimento è strettamente collegato alle macchine da scrivere Olivetti, di cui Ivrea è la culla.

L'epoca d'oro del giornalismo italiano, infatti, inizia con il 1950, ovvero l'anno della progettazione della leggendaria Lettera 22; e si sovrappone e intreccia con la grandissima diffusione delle macchine da scrivere portatili Olivetti. Fino alla svolta digitale degli anni novanta. Un periodo in cui autori indimenticabili hanno fatto la storia, dalle redazioni dei giornali. Nomi come Dino Buzzati, Camilla Cederna, Indro Montanelli, Oriana Fallaci, Gianni Brera, Pier Paolo Pasolini, Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Beppe Viola e Mario Soldati.

E oltre a contributi video d'epoca che vedono protagoniste queste grandi firme, la mostra si articola attraverso l'esposizione di materiale molto vario capace di farci sentire, quasi sensorialmente, quello che era il giornalismo dell'epoca analogica: macchine per scrivere, come quella famosa, rossa, di Camilla Cederna; taccuini, come quelli con gli appunti di Buzzati, dattiloscritti, ritagli e pagine di giornale, tra cui quelle bellissime del Messaggero sull'allunaggio, celebrate dal Moma; e ancora disegni, e caricature, come quella di Montanelli fatta dai due brigatisti che gli spararono, e che gliene fecero dono; fotografie inedite, come quelle di Beppe Viola con i campioni dell’epoca e memorabilia, come l'inseparabile pipa di Gianni Brera.

Piccoli tasti, grandi firme resterà ad Ivrea fino al 31 dicembre 2019.

Commenti
Ritratto di direttoreemilio

direttoreemilio

Dom, 02/06/2019 - 12:11

La fallaci si era una giornalista con i dovuti.........., peccato che dopo di lei solo giornalai di corte senza un pó di dignitá e odontologia del mestiere.

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 02/06/2019 - 19:25

E di Alfonso Signorini e Silvana Giacobini non se ne parla? Strano...

Rottweiler

Dom, 02/06/2019 - 23:04

Si sono dimenticati di Scalfari ? Travaglio ? Mieli ? Severgnini ?.... O è voluto ?