Dopo Pompei, l'Unesco attacca l'Italia anche sui Bronzi di Riace

Dopo Pompei, L'organizzazione dell'Onu interviene sui capolavori abbandonati da oltre 3 anni nella sede del Consiglio regionale della Calabria causa restauro infinito del Museo di Reggio

Non c'è pace per il patrimonio culturale italiano, sempre sotto i riflettori. Troppo esteso per non soffrire dei tagli alla spesa pubblica, troppo «trainante» (dal punto di vista turistico) per essere trascurato da governo ed enti locali, troppo straordinario e prezioso per essere ignorato dal mondo. Così dopo Pompei, anche il grottesco caso dei Bronzi Riace, da anni e anni invisibili in quanto senza un museo, della Calabria, entra nel mirino dell'Unesco, l'organizzazione dell'Onu per l'educazione, la scienza e la cultura, che parla senza mezzi termini di vergogna. «La situazione dei Bronzi di Riace, abbandonati da oltre 1.290 giorni nella sede del Consiglio regionale calabrese a causa del protrarsi dei lavori di restauro del Museo della Magna Grecia - scrive in una nota il presidente della commissione italiana dell'Unesco, Giovanni Puglisi. Il quale sottolinea l'apprezzamento per le dichiarazioni del presidente del Consiglio Enrico Letta, che nei giorni scorsi ha promesso una inversione di tendenza nella legge di stabilità. D'altra parte, si tratta di un obbligo morale che coincide con l'interesse economico. «La situazione dei Bronzi - spiega infatti Puglisi - è una vergogna sia dal punto di vista della cura dei beni culturali sia dell'immagine internazionale del nostro Paese. E viene ancora più rabbia se si considera che ciò accade proprio in una regione come la Calabria dove il turismo dovrebbe essere una risorsa primaria». Ma tant'è.

A parte alcune «isole felici» (Capri, la Penisola sorrentina, il Salento, Taormina e pochissime altre) il nostro Sud propone alla domanda turistica ormai globalizzata un'offerta drammaticamente non competitiva sotto quasi tutti i punti di vista: trasporti e mobilità; prezzi e qualità della ricettività e della ristorazione; prezzi e qualità delle infrastrutture e dei servizi balneari; utilizzo delle carte di credito; accessibilità (non solo online) a informazioni e prenotazioni; tutela dell'ecosistema e del paesaggio; assistenza sanitaria e sicurezza (problemi questi ultimi sentiti soprattutto nei grandi centri come Napoli, Bari, Reggio Calabria, Catania e Palermo). Tristemente logico che l'ambiente influenzi negativamente la gestione del patrimonio storico, affidata in larga misura, nel bene e nel male, alla buona volontà del personale di musei e siti archeologici che non sono affatto valorizzati ma che a ragione tutto il mondo ci invidia.

Non è un caso che nel giorno in cui l'Unesco denuncia la «vergogna» dei Bronzi di Riace la stampa estera chieda conto al ministro dei Beni culturali e del Turismo, Massimo Bray, delle reali intenzioni del governo in materia. Purtroppo siamo alle parole già sentite da innumerevoli predecessori di Bray: per il nostro patrimonio «le emergenze da affrontare sono tantissime» e per le risorse «mi batterò ogni giorno». «Stiamo lavorando su un bilancio fatto da governi precedenti - spiega il ministro -, con la spending review che prevede tagli fino al 2014».

Quanto a Pompei, l'ultimatum lanciato il 30 giugno scorso dall'Onu insieme alla minaccia del commissariamento mondiale («il governo italiano ha tempo fino al 31 dicembre per adottare misure idonee e l'Unesco ha tempo fino al 1° febbraio per valutare») continua a produrre effetti collaterali. Il braccio di ferro fra Soprintendenza e guide turistiche sui controlli nell'area archeologica prosegue. L'associazione degli operatori chiede all'autorità competente un incontro che abbia all'ordine del giorno il problema delle guide abusive ma chiede anche pesanti sanzioni pecuniarie contro i ciceroni non autorizzati. «Chiunque può comprare il biglietto, entrare e lavorare indisturbato - spiega Pietro Melziade, presidente dell'associazione delle guide turistiche della Campania -. Ma se lo scoprono, che cosa gli fanno? Siamo favorevoli ai controlli ma che affondino con sanzioni serie su chi danneggia la nostra professione». Ma Melziade ricorda anche che a Pompei ci sono altri problemi: «Non esiste una biglietteria dedicata ai gruppi e neppure la prevendita online dei biglietti, nonostante sia stato scritto il contrario».

Grazie a internet, anche il tamtam del turismo è ormai globalizzato: la notizia di un disservizio, di una truffa e quant'altro fa il giro del mondo in mezz'ora. E l'Italia sembra destinata a perdere ulteriori quote di mercato. Francia, Spagna, Grecia, Croazia eccetera eccetera ringraziano.

Commenti
Ritratto di enkidu

enkidu

Lun, 08/07/2013 - 19:55

di che ci si stupisce ? un conto è avere un patrimonio culturale vasto un altro sono i lavori eterni. qui a Roma le impalcature alla Galleria Borghese per restauri le misero che avevo 14 anni (da ragazzino giocavo a villa Borghese). Le hanno levate che ne avevo 44. insomma 34 anni di lavori non sono male e riportano ad altre questioni non alla vastità dell'immenso patrimonio artistico

blues188

Lun, 08/07/2013 - 20:07

Beh, ma che fretta c'è? Tanto i soldi arrivano.. Se poi si dessero da fare, lavorando 7 minuti e 12 secondi al giorno, (esclusi sabato e domenica) avrebbero già finito da un bel po'. Ma poiché fanno come i famosi trentamila forestali che non fanno nulla (quando non appiccicano incendi) e sono piuttosto stanchi, preferiscono godere dei famosi modelli. Ma un dubbio io ce l'ho: chi avrà la vera faccia di bronzo? Le statue o i furbacchioni che li lucidano con i coton-fioc per qualche minuto?

vince50

Lun, 08/07/2013 - 20:52

Se ci attaccano da questo punto di vista hanno perfettamente ragione.Restauri da terminare entro un anno per un importo di 10milioni di Euro,ne sono trascorsi circa tre superando abbondantemente i 30 milioni.Uno dei tanti fenomeni ben conosciuti, però normale amministrazione mafiosa inarrestabile perchè fa comodo così.

Gianca59

Lun, 08/07/2013 - 21:46

Essendo invisibili da anni senza reclami da parte di nessuno, vendiamoli. Li vendiamo bene, e più facilmente del patrimonio pubblico di cui parla Brunetta. A differenza di Pompei, già smontata e pronta da imballare, questi non richiedono nessun rompicapo per essere ricomposti. Povera Italia.

nebokid

Lun, 08/07/2013 - 22:18

Ma che c....di Nazione siamo diventati gli altri paesi se trovano una brocca, o un semplice coccio le fanno un museo di storia Romana e noi che abbiamo città intere non siamo capaci di valorizzarle e farle conoscere come dovute il mondo intero guarda e crede nel' ITALIA più di noi stessi,e una vergognosa infamia che tutto il paese si porta dietro,e non vengano dal nord a dire che la colpa e dei meridionali perchè il paese e di tutti e tutti di queste macerie storiche siamo discendenti.

Raoul Pontalti

Mar, 09/07/2013 - 01:15

enkidu la matematica non deve essere mai stata il Tuo forte: 44 meno 14 fa 30 e non 34.

CARLINOB

Mar, 09/07/2013 - 08:13

Siamo un paese di . . . pellegrini ignoranti!! L'Unesco ha ragione !! E se qualcuno gli dice pure quante opere ci sono negli scantinati degli Uffizi di Firenze e negl'altri musei in pericolo di decadimento totale ci spropriano , giustamente. E si continua a perlare di IMU da abolire per chi ha case da 1 milione di Euro!! Che balordi!!

paci.augusto

Mar, 09/07/2013 - 08:57

Ha perfettamente ragione l'Unesco a criticare duramente l'Italia! Un paese che trascura il più importante patrimonio artistico-culturale del mondo, oltre che stupido autolesionista, impedisce ai tanti turisti il godimento di simili tesori! E'il solito problema italico della totale inefficienza e disonestà di TUTTO L'APPARATO PUBBLICO!! VERGOGNA, LADRI E INCAPACI!!!!

gneo58

Mar, 09/07/2013 - 09:36

tu restauri e una volta restaurato se il lavoro e' fatto bene ti pago altrimenti "ciccia" - proviamo ?

Ritratto di EMILIO1239

EMILIO1239

Mar, 09/07/2013 - 10:00

Il ns patrimonio culturale è in mano a degli incompetenti. Si parla a sproposito della disoccupazione dei giovani. Quanti di questi potrebbero essere impiegati per promuovere la cultura. Vergogna ITALIA!!!

giovanni PERINCIOLO

Mar, 09/07/2013 - 10:09

Siamo perfettamente tutti d'accordo che é uno scandalo ma che se ne occupi l'Onu é ancora più scandaloso. Con quel che costano le nazioni unite ci si aspetterebbe qualcosa di più sostanzioso e interventi veri là dove ce n’é bisogno. Invece la cosa che sanno fare meglio é allevare funzionari strapagati in batteria per poi, a volte, rifilarli al paese di origine in posti di comando (presidenze ??), ma di risolvere i problemi veri non se ne parla mai. Per quelli mancano i fondi e quando non mancano i fondi ci sono le scuscettibilità dei soliti noti da non toccare. Bravi lorsignori, io, e non credo di essere il solo, sono più propenso a considerarli superburocrati parassiti, strapagati e, quando va bene, inutili perché di solito sono dannosi!

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Goldglimmer

Mar, 09/07/2013 - 10:17

Ai commentatori precedenti: Noi ci troviamo in questa situazione anche grazie a noi(me compreso). Sessanta milioni di italiani che brontolano e bestemmiano perchè non fanno niente (gli altri).

Ritratto di Soccorsi

Soccorsi

Mar, 09/07/2013 - 10:43

Abbiamo dimostrato al mondo di non essere all'altezza di saper gestire appropriatamente un patrimonio culturale di queste dimensioni quindi non ne siamo degni e l'Unesco dovrebbe prendersi la responsabilità diretta della gestione.

Benado

Mar, 09/07/2013 - 10:47

FACCIAMO SCHIFO!

blues188

Mar, 09/07/2013 - 11:09

Goldglimmer, cosa suggerisce? Che ci armiamo di cotton fioc anche noi tutti? E se, come a Napoli, i controllori stanno a casa più ore di quelle che lavorano e qualcuno (chi? ehehe), accende un bel falò per bruciare tutto e nessuno fa neppure un'inchiestina piccola piccola, per aver soldi per ricostruire -senza nessuna assicurazione che tutto ciò si ripeta di nuovo-, noi col nostro coton fioc cosa dovremo fare? Mettere mano al portafoglio, dice?

maurizio50

Mar, 09/07/2013 - 11:11

Le vicende narrate della triste sorte riservata in Italia ai Beni Culturali ci dà l'esatta misura di quanto sia allo sfascio la Pubblica Amministrazione. Un paese che non ama la propria cultura è destinato a scomparire sotto le invasioni dei barbari: in effetti faremo quella fine invasi da tutti i disperati del terzo mondo, ma con la benedizione papale!!

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Mar, 09/07/2013 - 11:12

CERTAMENTE NON SIAMO IL POPOLO DEI PULCINELLA ? GLI ITALIANI SONO MORTI DA UN PEZZO, TRASFORMATI IN MOLLUSCHI INVERTEBRATI PRIVI DI ORGOGLIO, MORALE, ETICA E PATRIOTTISMO.