Quando c'era l'Inter del Trap

A pensarci bene solo Herrera e Josè Mourinho hanno avuto la loro

Si chiama «l'Inter del Trap» e a pensarci bene solo Herrera e Josè Mourinho hanno avuto la loro, segno di epopea, di traguardi, di una bacheca che si gonfia e badilate di ricordi. Brividi a a trent'anni di distanza, per chi l'ha vista a San Siro e per chi ne ha solo sentita l'eco. Perfino il prato aveva un altro odore, quelle zolle che quando passava Lothar si alzavano e facevano la ruota.

In panchina Giovanni Trapattoni, l'uomo che ha reso famosa una periferia, quella di Cusano Milanino dove è nato e abitava. Quella stagione prese la squadra e la fece correre come se fosse un uomo solo, tredicesimo scudetto e una serie di record tutt'ora imbattuti con quella scimmia di Ramon Diaz che sapeva contorcersi in volo, unico argentino, solo, malinconico e irripetibile. Ma per questi e altri frame, Maurizio Pizzoferrato ha cercato fra gli anfratti di un gruppo che sorprendeva in campo e fuori. Tutto il Trap nerazzurro fino alla conquista della Uefa nella doppia finale con la Roma: «Un Trofeo meraviglioso - dice Walter Zenga -. Ma in quella occasione fummo fortunati anche noi, al 92esimo di Inter-Rapid Vienna, primo turno, feci una doppia parata che impedì l'eliminazione e chissà quante critiche. Il calcio è anche questo. Purtroppo a metà anno venimmo a sapere che il Trap sarebbe andato e la cosa ci intristiva».

L'INTER DEL TRAP
di Maurizio Pizzoferrato
pp 185, aprile 2014
Ultra Sport