Quel manipolo di "rossi" che soffoca Wikipedia

Chi propone voci storiche contrarie alla vulgata di sinistra è sbattuto fuori senza troppe cerimonie: alla faccia della conclamata neutralità

Catalogare il mondo e metterlo a disposizione dell'umanità, ecco il sogno che Diderot e gli Illuministi volevano realizzare con l'Encyclopédie, un progetto che avrebbe messo in seria discussione il sapere e le autorità tradizionali. Quasi tre secoli dopo, sono le Enciclopedie a capitolare di fronte ad una nuova sfida, altrettanto ambiziosa e ancora più rivoluzionaria, che affida la catalogazione e la diffusione della conoscenza non più a una ristretta élite di dotti intellettuali, ma a una vasta massa di volonterosi dilettanti. Stiamo ovviamente parlando di Wikipedia, l'enciclopedia virtuale in cui si è imbattuto chiunque abbia un minimo di familiarità con Internet. Più simile alla Biblioteca di Babele immaginata da Borges che alla Enciclopedia Treccani elaborata da Gentile, Wikipedia è una delle poche realtà efficienti e gratuite che da oltre un decennio sono un saldo punto di riferimento nel caotico mare magnum della Rete, che ha inghiottito corazzate che sembravano inaffondabili come Second Life o Myspace e progetti simili come l'enciclopedia multimediale della Microsoft Encarta o quella lanciata da Google chiamata Knol e totalmente dimenticata.

Concepita nel 2001 da Jimmy Wales, un utopista smanettone appassionato di Ayn Rand, e da uno scettico dottorando in filosofia all'Università dell'Ohio, Larry Sanger, Wikipedia prende il nome da un termine hawaiano, wiki, che significa veloce; sin dall'inizio si offre come piattaforma di contenuti prodotti e curati da chiunque ne avesse accettato le regole fondamentali, conosciute come i Cinque Pilastri: niente ricerche originali, punto di vista neutrale, verificabilità delle fonti, e due comandamenti che riecheggiano quelli di Steve Jobs: be bold, ovvero «sii audace», e «ignora tutte le regole». In questo caso, la differenza sta nel fine, che non è, come per Apple, il profitto mascherato da raffinatezza, ma la catalogazione e la diffusione di tutto lo scibile umano senza scopo di lucro.

Il successo è immediato, e supera ogni rosea previsione: aperta a tutti e con la neutralità dell'informazione come requisito fondante, Wikipedia si diffonde a macchia d'olio, diventando la prima enciclopedia al mondo per mole di informazioni e lettori, mentre progetti di ben altre ambizioni e solidità innalzano bandiera bianca, come l'Encyclopedia Britannica, che nel 2012 ha rinunciato alla versione cartacea, o la nostra Treccani, che ha addirittura abdicato al suo ruolo guida, rimandando i suoi lettori online ad alcune voci di Wikipedia. Oggi, la libera enciclopedia del web è pubblicata in 285 lingue, comprese quelle morte come il latino, o artificiali come l'esperanto e il klingoniano, noto solo agli aficionados di Star Trek. La sola versione in lingua inglese, se stampata, oggi occuperebbe 2000 volumi come quelli di un'enciclopedia classica, con un indice superiore ai quattro milioni di voci, quasi tutte attendibili, grazie al lavoro costante dei collaboratori e degli amministratori, volontari eletti dalla comunità e preposti al controllo delle singole voci.

Alla storia di questo progetto è dedicato un brillante saggio: Wikipedia, di Emanuele Mastrangelo ed Enrico Petrucci, edito da Bietti (pagg. 394, euro 16). Oltre a descrivere accuratamente la storia di Wikipedia, il libro getta qualche ombra sugli amministratori della versione in italiano, che, invece di essere gelosi custodi della neutralità del sapere, sono zelanti vestali del politicamente corretto.

Come ha provato sulla propria pelle uno degli autori, chi non si conforma alla vulgata resistenziale, anche se è un ricercatore laborioso e affidabile, viene inesorabilmente espulso dalla comunità dei collaboratori italiani. Un piccolo ma agguerrito manipolo di amministratori fa catenaccio contro le forze oscure della reazione in agguato, vigilando contro la pubblicazione di versioni che possano anche lontanamente mettere in dubbio l'egemonia culturale della sinistra, vedi le voci sull'Attentato di via Rasella (derubricato a Fatti di via Rasella), per non parlare della Guerra civile in Italia 1943-45, realtà inconcepibile per chi conosce soltanto la gloriosa ribellione del popolo italiano contro la sanguinaria tirannide.

I gendarmi della memoria agiscono come la psicopolizia descritta da Orwell in 1984, impegnata a riscrivere la storia; ma i nostalgici degli Anni Settanta, che, per fortuna, sopravvivono quasi solo su Internet, non sono gli unici colpevoli, dato che sarebbe facile impegnarsi a contrastarli con successo, come dimostrano i due autori. Purtroppo, anche in Rete, come sui grandi giornali e nelle televisioni nazionali, la cultura, se non è allineata, non interessa quasi a nessuno: è talmente noiosa….

Commenti

Tergestinus.

Gio, 02/01/2014 - 10:19

Verissimo, la sinistra ha subito occupato il nuovo spazio, mentre la destra ha perso l'ennesima occasione. Bisogna però tener conto di un fatto tanto evidente quanto trascurato nelle analisi. I cosiddetti "intellettuali" di sinistra sono persone che hanno molto tempo a loro disposizione: insegnanti di scuola (quasi tutti i pomeriggi liberi e 3 mesi l'anno senza impegni), docenti universitari (sostanzialmente senza un orario lavorativo definito), sedicenti artisti saldamente insediati in teatri, enti culturali ecc. foraggiati dallo stato (anche questi senza orario definito), per tacere dei funzionari di partito o dipendenti di organi propagandistici, che in sostanza sono pagati per occupare tutti gli spazi che si creano. Le persone colte di "destra" (che in questo caso vuol dire semplicemente non di sinistra) invece di tempo a disposizione ne hanno molto, ma molto meno: ceto impiegatizio, liberi professionisti, gente con attività in proprio (commercio, piccola impresa ecc.): anche molti di questi sono praticamente senza un orario di lavoro definito, ma nel senso opposto rispetto ai precedenti: sono persone che lavorano sempre o che comunque hanno i loro pensieri concentrati sul lavoro, anche di domenica, di sera ecc.

Aleramo

Gio, 02/01/2014 - 10:58

Verissimo, concordo in pieno. E' proprio questo il problema.

Starita

Gio, 02/01/2014 - 11:41

E allora è funzionale alla diffusione di "questa" cultura anche tutta la serie di adempimenti posti a carico di chi produce . E' un modo di rafforzare catene e vincoli, in modo che i cosiddetti lavoratori autonomi non abbiano piu' tempo. Nè per diffondere la "propria" cultura, nè, semplicemente, per vivere . E' un modo - anche- per renderli piu' ricattabili .

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Gio, 02/01/2014 - 11:50

I giudici condannanno "alcuni" delinquenti eccellenti? Comunisti! Si riportano dati storici non graditi ai suddetti delinquenti e alla loro fazione politica? Comunisti! Ma cambiare disco ogni tanto... no, eh?

eras

Gio, 02/01/2014 - 11:57

No, il punto é il fanatismo dei sinistri che li porta a comportarsi come una setta. Comunque a me quanto sono intelligenti o no non interessa. Se Wiki é manipolata va denunciata il resto non c' entra. Ma guardate che, per onestà, i sinistri non sono gli unici a controllare le voci: quelle sul cristianesimo o i complotti Usa sono letteralmente blindate. Siamo obbiettivi.

bret hart

Gio, 02/01/2014 - 12:01

la sinistra a fallito rassegnatevi compagni comunistronzi

Tergestinus.

Gio, 02/01/2014 - 12:06

Si cambierebbe volentieri il disco (dopo 70 anni sarebbe ora) se cambiassero i comunisti. Ma siccome quelli non cambiano e sono anzi più presenti che mai è forza continuare a mettere sempre lo stesso disco. Naturalmente s'intende che "comunisti" è una semplificazione, con la quale non si designano soltanto i seguaci ortodossi delle dottrine di Marx, ma tutti coloro che ritengono che sia lo stato a dover pensare a tutto e a tutti, che la ricchezza sia un peccato mortale, che ogni imprenditore è in realtà uno sfruttatore ecc. ecc. E di persone così nessuno, credo, può negare che l'Italia pulluli.

migrante

Gio, 02/01/2014 - 12:24

l'articolista dimentica di citare un particolare non del tutto irrilevante...sono entrate in vigore delle "leggi" che agevolano questo tipo di gestione ! "Divulgare" analisi storiche "non conformi" puo` comportare l'accusa di revisionismo,di apologia se non addirittura quella di razzismo ! Quando la ricerca storica e` "vincolata" per legge ad una "linea guida" prestabilita da una "ideologia", come e` possibile "pretendere" una 'verita` storica" ?

Ritratto di Antimo56

Antimo56

Gio, 02/01/2014 - 14:06

https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Comunismo&diff=62485543&oldid=62483716 Questo è il preambolo che ho cercato di aggiungere alla voce COMUNISMO. I c.d. "amministratori", una accozzaglia di comunisti analfabeti, mantenuti dallo stato, che hanno la chiave per escludere a piacimento chi non gli piace, l'hanno ripetutamente cancellata tacciandola tout court di "vandalismo".

Ritratto di Jampa

Jampa

Gio, 02/01/2014 - 14:07

Wikipedia non è una mammoletta. Ci sono aree incomplete, aree volutamente distorte, aree semplicemente fuorvianti. In ogni caso, il fenomeno WIKI è solo una parte del problema tutto nostrano relativo all'occupazione della cosiddetta 'cultura' da parte della cosiddetta 'sinistra'. Basta navigare nelle acque profonde dei massimi social networks casalinghi per ritrovare a piene mani la distribuzione di notizie 'false e tendenziose'. Se poi si cerca di toccare con spirito critico un minimo di storia patria (diciamo gli ultimi 100 anni) apriti cielo ! Arrivano masse di trolls che ti sviano, ti sputtanano e cercano di mettere al palo qualsiasi argomento che non sia politicamente e unilateralmente 'corretto'. CHE FARE ? Ma se qui in Italia abbiamo a che fare con una circolazione asfittica di informazioni ! A mio avviso, molto nasce da questa realtà. Nessun pigmalione investe distribuendo gratis a piene mani contenuti di cui ci sarebbe bisogno. Molte volte mi sono scontrato con promesse di distribuzione da parte di aziende o fondazioni o associzioni per poi scoprire che il PREZIOSO MATERIALE era inesistente (per problemi tecnici - sic !) ovvero era una semplice fetecchia (di una smilza paginetta). Il mio motto, per quanto possibile, è da tempo diventato : distribuite, distribuite, qualcosa resterà... (alcuni autori potrebbero anche rinunciare al benedetto copyright per le loro opere più datate !!!). La speranza non muore mai. Altro che le sintesi guidate di WIKI ITALY.

al59ma63

Gio, 02/01/2014 - 14:08

I rossi hanno occupato quello che potevano occupare, il lavaggio del cervello e' sempre in atto, molti ci cascano, i GULAG sono l' esempio della loro PIU' EFFICACE INTERPRETAZIONE della risoluzione alla dissidenza e per chi non la pensa come loro, OGGI come ieri, OGGI MOLTO PIU'di ieri....ma la gente e' piu' sveglia di quello che pensino, considerano la gente una massa di ignoranti da plasmare con tutti i mezzi possibili legali ed illegali, e chissenefrega della democrazia!

arkkan

Gio, 02/01/2014 - 15:29

Da tempo ritengo it.wikipedia it NON attendibile, non solo per questioni politiche, ma anche altre. E quindi me ne avvalgo solo come prima e piu' veloce fonte, poi si verifica altrove, la rete e' grande. La versione inglese e' molto piu' attendibile, anche se non esente dal "politically correct".

yulbrynner

Gio, 02/01/2014 - 15:43

gallesi fammi nu' piacere.. ma datti all'ippica!!!! tu e tutti quanti politicizzano tutto!!! quando entro su wikipedia non penso alla politica fosse di destra odi sinistra sarebbe l'ultima cosa che m'interessa... sono questioni che riguardano solo chi vde la politica in ogni dove il sole e' di destra o disinistra? e la luna? e giove? ma un buon psichiatra no e'?

Ritratto di mvasconi

mvasconi

Gio, 02/01/2014 - 18:48

Più che altro non è affidabile. Ho provato a modificare alcune voci relative al mio lavoro (microelettronica) in quanto infondate e/o errate ed hanno respinto le modifiche in quanto ritenute erronee... Da notare che contribuisco alla generazione delle roadmap a livello internazionale... Da evitare.

vicobarone

Gio, 02/01/2014 - 18:52

wikipedia italiana sulla storia e sulla cultura è comoda ma non è attendibile.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Gio, 02/01/2014 - 19:52

L'impressione che mi fa Wikipedia è quella di una enciclopedia per famiglie; utile e dettagliata (e chi dice di no?) ma somigliante, in tutto e per tutto, alle enciclopedie 'per signorine' dei tempi della 'Signorina Felicita', depurate di ogni problematica, di ogni interpretazione 'deviante', di ogni 'pruderie', anche se, dove occorre, vi è sempre una diligente 'avvertenza' sul fatto che 'il contenuto potrebbe offendere la sensibilità di chi legge' (come le scritte sulle sigarette). Ma che cari! Che ragazzi corretti, eleganti e timorati di Dio! Come il fischio che copre le parole gentili di Sgarbi e i bambini chiedono sempre: "ma che dice?" e i genitori glielo devono dire! Il ‘politicamente corretto’ come nuova incarnazione del ‘benpensante borghese’!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Ven, 03/01/2014 - 13:47

A costo di dire una cosa inutile e banale vorrei precisare: contenuti 'devianti' e problematici ve ne sono (e anche parecchi). Ma, ovviamente, come dice Gallesi, tali contenuti non devono toccare 'vulgate' sinistre. Mi sembra importante dire che, paradossalmente, tali interpretazioni 'comuniste' sembrano fatte per 'andare d'accordo' col 'vituperato' profitto. Tutti insieme appassionatamente! Come le pubblicità della Coca Cola e di Mc Donald! 'Comunismo-capitalismo' alla cinese? E la Cina è o non è il sol dell'avvenire? Comunque, sulla base di quando dice @mvasconi, c'è da preoccuparsi sulla 'neutralità' di un'enciclopedia così immensa! 'Tanto peggio per i fatti!' si dice, a volte, dalle parti della sinistra!

Muschiantico

Sab, 04/01/2014 - 13:32

Stravero! Confermo sulla base di svariate esperienze personali. Quando si tratta di voci che non riguardano la storia e la politica - in particolare quelle che abbiano anche un tenue legame con fatti e personaggi qualificati come "destra" - nessun problema e massima libertà... altrimenti censura spietata. A testimonianza potete vedere le mie discussioni (io sono l'utente "Manatarms") - nell'area apposita di ciascuna voce - riguardo a modifiche da me fatte alle voci "Edizioni di Ar", "Giacinto Auriti", "Storia del Terzo Reich" di Shirer... tutte voci particolarmente sofferenti di parzialità e distorsioni che non sono riusito a correggere causa censura spietata (spesso i "censori" sono gli stessi, come l'utente "Yuma" o l'utente "Elitre")

Enea_77

Sab, 04/01/2014 - 13:47

Dal saggio in uscita che cita Gallesi emergono però anche altri aspetti, che vanno oltre il dualismo destra-sinistra e l'egemonia rossa. Wikipedia può non piacerci, la troviamo non neutrale e possiamo non utilizzarla. Ma il resto del mondo la usa ha tutti i livelli, è il 6° sito al mondo per accessi, e il 1° per quanto riguarda le informazioni. Politici e intelettuali di tutto il mondo la utilizzano, come spiegano gli autori del saggio. Persino il nostro direttore Sallusti nel fare un editoriale su Travaglio ha fatto riferimento alla scaletta 'Sentenze e condanne' della biografia wikipediana sul giornalista del Fatto! Non mancano poi le multinazionali, gli specialisti della comunicazione e gli staff di politici sono costantemente al lavoro per monitorare o imbellettare le voci di loro interesse. E' questo il problema principale, tutti la usano, la leggono e qualcuno cerca di manipolarla a propio vantaggio. Secondo Mastrangelo e Petrucci Wikipedia può diventare il "ministero della Verità" di 1984 di George Orwell. Potrebbe essere un'esagerazione, ma certamente qui non è la solita questione dell'egemonia culturale e dei libri di testo "di parte" nella scuola dell'obbligo. Qui la scala è globale, è ha fatto bene il Giornale ha dedicare spazio a questo nuovo libro.

brughiera

Lun, 06/01/2014 - 13:08

Sono un utente di Wikipedia che si occupa con una minima frequenza di storia, a conoscenza della vicenda Mastrangelo. Mastrangelo su Wikipedia ha compiuto un'opera dichiaratamente programmatica di revisione di contenuti storiografici con una marcata impostazione ideologica di fondo. Questo è semplicemente contrario alle regole fondamentali di Wikipedia, che lo faccia l'ultimo degli scolari di terza media o un docente universitario di storia moderna. Ricercatori di orientamento ideologico opposto sono stati trattati nello stesso identico modo, o anche peggio, vedi a esempio Cernigoi e Kersevan. Un "saggio critico" di Mastrangelo sui metodi di Wikipedia, dopo esserne stato espulso a seguito di lunghissima discussione comunitaria, per quanto non si parli di ordinamento giuridico, equivale al pamphlet di un condannato nei confronti di un giudice. Contenti voi di pensare sia un pilastro di obiettività. Wikipedia è figlia di una cultura liberale. Il problema è che in Italia la cultura liberale è assolutamente minoritaria (e certamente non rappresentata dall'attuale lettore medio de Il Giornale, come ben visibile dai commenti all'articolo).

Ritratto di alex274

alex274

Lun, 06/01/2014 - 22:47

Io leggo solo Wikipedia Inglese. E' molto più completa e onesta.

Enea_77

Mar, 07/01/2014 - 11:34

@Brughiera La lunghissima discussione comunitaria è durata 7 ore scarse. Le accuse mosse a Mastrangelo sono state dimostrate false (erano state costruite a tavolino) E, soprattutto, non un edit del Mastrangelo dopo il blocco è stato rimosso dall'enciclopedia! Queste non sono informazioni riportate sul libro (che non parla del caso Mastrangelo, quindi la sua ipotesi che sia un phamplet è del tutto infondata) ma possono essere facilmente reperite su Wikipedia stessa. Relativamente a Cernigoi e Kersevan, posso assicurarle che sono trattate molto meglio, come dimostra la recente operazione fatta sulla voce dedicata alla povera Norma Cossetto. Comunque il volume è fortunatamente un saggio a tutto tondo, in quanto sarebbe ben poco interessante (per gente lontana da Wikipedia) leggersi un volume interamente dedicato a beghe tra utenti di opposte fazioni