Quel politico antico vittima degli utopisti

Il leader sudamericano visto da vicino lo storicoIl regime di Pinochet fu orribile ma l'"allendismo" ha molte colpe

A quarant'anni dal golpe cileno cui assistetti mi capita ancora di vedere la vissuta realtà in contrasto con la leggenda. La realtà fu un colpo di Stato sanguinario e i misfatti d'una dittatura militare. La leggenda è quella del feroce assalto di forze e entità reazionarie a un governo benefico e illuminato. Ho avuto occasione di discutere con i nostalgici del Mir, il movimento della sinistra (izquierda) rivoluzionaria che accelerò la rovina, perfino del modo in cui Salvador Allende morì. Sapevo per certo, da testimonianze sicure, che si sparò alla testa con una mitraglietta donatagli da Fidel Castro. Ma quest'epilogo - straordinario per dignità e nobiltà - pareva troppo poco guerriero ai pasdaràn che insistettero a lungo - prima di rassegnarsi alla verità - su un Allende falciato dalla mitraglia, da una finestra della Moneda, le offriva il petto.
Onore al sacrificio ad Allende, politico di stampo ottocentesco, buon parlatore, democratico vero, ma incapace di sottrarsi alle suggestioni di consiglieri utopisti, ideologizzati, fanatici. Il golpe fu orribile ma la situazione del Cile di Allende era tremenda. Impossibile immaginare, anche in un Paese disordinato quale il nostro, la miseria, le code di centinaia di metri per il pane, i trasporti pubblici su camion sgangherati, l'iperinflazione di quel prologo all'intervento militare. Pinochet e i suoi furono criminali per aver voluto estirpare, con gli ammazzamenti, il «cancer marxista», ma i parolai sconsiderati del Mir pretesero che Allende nazionalizzasse il rame, ricchezza del Cile, liberando il Paese dalla «piovra» capitalista che s'impadroniva di tutto. Ma, nazionalizzata da chi non sapeva gestirla, la ricchezza diventò causa di deficit. Nessuno nega che i poteri forti Usa, sui quali l'allendismo riversava ingiurie (riservando invece le lodi a Fidel) abbiano ordito trame per far cadere il nemico. Ma ebbero l'aiuto determinante dei profeti d'un marxismo obsoleto.
L'allendismo era minoritario, in Cile, come entità politica. Il suo capo aveva avuto la presidenza solo per il momentaneo passaggio della Dc a una coalizione di sinistra. La fine di quella stagione devastante sarebbe stata accolta dalla maggioranza dei cileni con sollievo - e in buona parte lo fu - se i militari non avessero trasformato una presa di potere interlocutoria in una crociata massacratrice. Tra i Paesi dell'America Latina il Cile era quello che più poteva giovarsi d'una borghesia intelligente, refrattaria al golpe come strumento politico. Quella borghesia Allende - che pure per cultura ne era partecipe - l'aveva umiliata, affidandosi a pensatori che dei grillini avevano l'insensatezza, ma li superavano in settarismo. La dittatura di Pinochet e il governo di Allende sono stati incubi di segno opposto. Chi oppone alle crudeltà del dispotismo militare i fulgori illuminati dell'allendismo mistifica la storia.

Commenti

degrel0

Mer, 11/09/2013 - 12:46

Il "democratico" Allende rifiutò di consegnare a Simon Wiesenthal il criminale nazista Walther Rauss,ufficiale delle SS responsabile di 100.000 omicidi.Il "democratico" Allende fu un feroce antisemita.