La ragazza del treno

Il romanzo di Paula Hawkins è un thriller psicologico fatto soprattutto di memoria; ma anche di fuorvianti amnesie, dubbi, prese di coscienza soffocanti, desideri impossibili e colpi di scena

Un treno che attraversa le vite degli sconosciuti. Per Rachel Watson, alcolista disoccupata e depressa con un divorzio alle spalle, è l’appuntamento più importante della giornata. Quando il treno sferraglia sulle rotaie e scivola in mezzo a paesaggi sempre uguali, la sua fantasia si sofferma sui dettagli: i resti di una maglia sui binari, una scarpa spaiata persa o abbandonata da chissà chi, e soprattutto una veranda a Witney, località vicina a Londra, dove ogni giorno una coppia giovane e deliziosa fa colazione. Sul treno per Londra delle 8:04, lo scenario è sempre lo stesso ma sempre appassionante: quella coppietta che dal finestrino del treno Rachel vede salutare la giornata e muoversi teneramente, da lontano. Si affeziona così tanto a questa visione, una visione che le ricorda moltissimo la sua perduta felicità, che un giorno comincia ad assegnare a quei due sconosciuti nomi di fantasia, e immagina quali professioni e stili di vita possano avere. Ma un giorno lo scenario muta completamente. In pochi secondi, la scena che Rachel si trova davanti, filtrata dal finestrino, sconvolge la rassicurante routine del suo viaggio per Londra. È una scena destinata a cambiarle la vita, a spostarla verso tutti altri binari: i binari di un passato del quale Rachel non può o non vuole liberarsi, e quelli di altre vite corrose e difficili almeno quanto la sua. Le vite che altre due voci narranti – quelle di due donne, Megan e Anna – raccontano in prima persona nel bellissimo romanzo di Paula Hawkins. Il fenomeno letterario del 2015, edito in Italia da Piemme e già pronto a una trasposizione cinematografica della Dreamworks.

Pubblicato in 41 Paesi, "La ragazza del treno" è un thriller psicologico fatto soprattutto di memoria; ma anche di fuorvianti amnesie, dubbi, prese di coscienza soffocanti, desideri impossibili, colpi di scena che smarcano ed esplodono a ogni pagina. Una storia di menzogne e violenze, nella quale tre donne diverse tra loro percorrono il filo rosso della fragilità e dell’amore per le persone sbagliate, oltre che quello della maternità: altra protagonista morale del romanzo, che in qualche modo lambisce tutti i personaggi. Il maestro dell’horror Stephen King ha definito questo libro una «lettura compulsiva» che lo ha «tenuto sveglio per tutta la notte». Indizio dell’appetito che la prosa di Hawkins accende continuamente, ma guai a pensare – nonostante il gradimento di Stephen King – che questo romanzo sia una storia dalle tinte pulp o di un giallo estremo. Il delitto non manca, ma è, paradossalmente, la strada per la salvezza e per la crescita dei personaggi che restano in vita, a fare i conti con i ricordi e con un presente che li ha puntualmente delusi. È, La ragazza del treno, un lungo viaggio nell’anima. Impreziosito da qualche citazione letteraria e dal ruolo imponente della tecnologia: particolare che fa di questo libro un luogo attualissimo, nel quale ciascuno di noi, assieme a Rachel, inciamperà nei propri déjà-vu, nelle proprie malinconie. Nella sorprendente normalità nascosta dietro la psicosi e, viceversa, nel mostro che vive dietro la porta accanto. O poco più in là del finestrino di un treno.