Dal rigattiere di parole: "Abbondare"

Tutti sappiamo che cos'è l'abbondanza e che cosa significa abbondare; ma può passare inosservato che il verbo latino abundare deriva direttamente da unda (=onda), da cui prende il suo primo significato: inondare, traboccare, straripare, esondare; quest'ultimo verbo è il più prossimo ad abbondare (le particelle ex e ab possiedono entrambe il senso dell'allontanamento) ma, a differenza del cugino, è rimasto legato soprattutto alle acque dei fiumi. Abbondare no: è subito passato ai significati figurati nei quali è sempre vivo il principio di essere o avere in gran quantità; insieme all'aggettivo abbondante e al sostantivo abbondanza, è riferito a ciò che eccede la norma o le necessità. Quando la fame era fame, lo si usava soprattutto con riferimenti ai viveri e il sogno dei contadini era un raccolto abbondante.

Abbondanza, nome augurale, era detto il magazzino dove venivano ricoverate le derrate alimentari necessarie alla città o allo Stato: quello che per i latini era l'annona. Il Tommaseo e altri riferiscono che a Firenze i magistrati o gli ufficiali dell'Abbondanza sovrintendevano al magazzino e fissavano il prezzo del pane, dei grani e delle biade. Abbondanziere era tale magistrato: “Quegli al quale per appalto o per altro dovere – spiega il Cardinali Borrelli – spetta la cura dei viveri de' soldati”; “colui che ha l'impegno di mantenere l'abbondanza dei viveri” (Panlessico). Presso i latini tale incarico era affidato a un pubblico ufficiale, il praefectus annonae.

Il Rigutini-Fanfani, al solito, approfitta dell'esempio per dare la sua sferzatina moraleggiante: “A molti abbondano le ricchezze, a pochi il giudizio”. Il Premoli offre un piccolo ventaglio di verbi, con varie sfumature, sinonimi di abbondare, tra i quali ridondare, esuberare, trabastare. Ma, soprattutto, cita un delizioso detto: “Nuotar nelle lasagne”, che significa avere abbondanza d'agi e di prosperità.

 

Commenti

ivana palomba

Sab, 25/01/2014 - 15:08

Gentile Stefanato Buon anno! Il detto “nuotar nelle lasagne” che evoca abbondanza, prosperità mi fa ricordare che “lasagna” o il gergale fiorentino “Lasagno” è sinonimo, nel mondo furbesco, del portafogli. Sarebbe interessante sapere se il detto ha preso spunto dal gergo o viceversa. Cordialmente Ivana Palomba

paolonardi

Sab, 25/01/2014 - 18:19

Ritorno al "Rigattiere delle parole" per esternare la mia antipatia per la parola esondare; sara' perche' e inflazionata nei media a sfavore del piu' rappresentativo straripare. A Firenze poi, lo traduciamo, letteralmente con un meno sofistocato: "dar di fori" specialmente quando ci riferiamo al nostro Arno.

paolonardi

Dom, 26/01/2014 - 15:46

Segue... la stessa espressione, in semso figurato viene usata per indicare chi esagera soprattutto mentalmente fino ad arrivare all'altra frase: "l'e' piu' fori d'un balconcino" per chi fa il matto.

Paolo Stefanato

Dom, 26/01/2014 - 16:27

Ringrazio entrambi, per l'attenzione e per gli auguri, che ricambio. A Ivana: bello il termine "furbesco" lasagna/o per portafogli; ho provato a fare qualche ricerca, ma non ho trovato riferimenti. Probabilmente il suo uso è molto circoscritto. A Paolo: concordo perfettamente sull'antipatia per esondare, che nemmeno a me piace. Concordo anche sul fatto che il linguaggio giornalistico ne ha fatto un pessimo uso, fino all'abuso (è così anche per tracimare, non trova?). Cordialità, ps

ivana palomba

Lun, 27/01/2014 - 13:35

Gentile Stefanato il termine furbesco lasagna/lasagno è diffuso in tutte le regioni (Ferrero,dizionario storico dei gerghi italiani,1991)ma, ripeto, sarebbe oltremodo significativo sapere se il detto "nuotare nelle lasagne" discende dal gergo o no. Cordialmente Ivana Palomba

Ritratto di Ezechiele lupo

Ezechiele lupo

Lun, 27/01/2014 - 17:24

Risus abundat in ore stultorum. Sono pienamente d'accordo sull'uso esagerato del verbo "esondare" al posto del più preciso "straripare".

Bianchetti Andreino

Lun, 27/01/2014 - 18:05

Di solito è nel condimento della "lasagna" che si nuota. Una lasagna asciutta non sa da niente, come pure un portafogli secco. Lasagna all'anatra o lasagna alla lepre convince nuotatori, in gran specie, quelli del Lambrusco che ubriaca poco, per quanto se ne tracanni all'imbandita tavola dell'Emilia mia.

Bianchetti Andreino

Lun, 27/01/2014 - 18:05

Di solito è nel condimento della "lasagna" che si nuota. Una lasagna asciutta non sa da niente, come pure un portafogli secco. Lasagna all'anatra o lasagna alla lepre convince nuotatori, in gran specie, quelli del Lambrusco che ubriaca poco, per quanto se ne tracanni all'imbandita tavola dell'Emilia mia.