Dal rigattiere di parole: "Adulare"

Adulare, in latino, è detto innanzitutto degli animali ed è l'equivalente di scodinzolare. Per il Pianigiani è il “dimenarsi e strusciarsi delle bestie, e specialmente l'atto del cane che dimena la coda

E' una parola molto diffusa e che tutti conoscono. Significa lodare oltre il merito per attirarsi simpatia e protezione, per compiacenza, interesse, bassezza d'animo. Riverire servilmente, blandire, lisciare, lusingare, incensare, piaggiare, solleticare, leccare. Con atteggiamento non sincero, esagerato o ipocrita. Bella la definizione del Tommaseo. “Lodare falsamente o soverchiamente a indegno fine. Aver cura di troppo compiacere altrui. Condiscendenza alle altrui debolezze. Adulasi l'altrui passione o il capriccio. Adulasi l'altrui dolore. Il più spesso adulasi la fortuna”.

Fin qui, nulla di nuovo. La gran parte dei vocabolari registra l'origine latina, l'identico verbo adulare, ma pochi si spingono oltre.

Invece la vera sorpresa è che adulare, in latino, è detto innanzitutto degli animali ed è l'equivalente di scodinzolare: ecco da che cosa deriva! Per il Pianigiani è il “dimenarsi e strusciarsi delle bestie, e specialmente l'atto del cane che dimena la coda”. Alla voce adulare i dizionari latini riportano, riferendosi agli animali domestici, “fare le feste, prosternarsi strisciando ai piedi, carezzare, fare moine”.

Oltre al Pianigiani, il Tommaseo è l'unico a indagare il significato del verbo latino e scrive: “I latini lo dissero in prima degli atti delle bestie che con gioia affettuosa accarezzano altre bestie o lusingano l'uomo: segnatamente dei cani che parlano con la coda. Onde vedesi che l'adulazione si rifà dalla coda per andare alla testa”.

Il termine si presta, ovviamente, a immagini moraleggianti. Valgano per tutte quelle sempre pungenti (e attuali) del Rigutini-Fanfani: “Prima dai poeti di Corte si adulavano i re; oggi dai poeti di piazza si adula la plebe”. “Penna adulatrice”. “Scritto pieno di adulazioni”. In questo dizionario il disprezzo per i giornalisti è palese, e alla voce “cronista” si legge: “I cronisti di certi giornali stomacano per la loro barbarie, per le loro sconcezze, per le loro adulazioni”.