Dal rigattiere di parole: Carriera

Come cambiano d'importanza i significati! Nei dizionari, fino alla fine dell'Ottocento, alla voce “carriera” la prima definizione era sempre legata all'”andatura più veloce del cavallo”, all'”antica corsa dei carri e dei cavalieri nei circhi”, “si dice di ogni cosa che vada a gran velocità”

Come cambiano d'importanza i significati! Nei dizionari, fino alla fine dell'Ottocento, alla voce “carriera” la prima definizione era sempre legata all'”andatura più veloce del cavallo”, all'”antica corsa dei carri e dei cavalieri nei circhi”, “si dice di ogni cosa che vada a gran velocità”. “Dar la carriera ad un cavallo” è dargli “stimolo e sprone”. E' evidente che l'etimologia sta nel latino “carrus”, carro. Da qui anche “spazio riservato alla corsa dei carri”; a Nizza alcune strade della città vecchia sono denominate “carriere”. Solo come ulteriore significato veniva indicato “avviamento, disciplina”, “professione, stato che uno prenda e dove ci sia gradi”. Solo avvicinandosi ai tempi nostri prende corpo il “far carriera”: “progredir molto e arrivar presto a gradi più alti”, “avanzar molto”. Ma bisogna aspettare l'epoca contemporanea perché l'aspetto lavorativo prenda il sopravvento e diventi il primo significato: “La via scelta e l'eventuale progresso compiuto specie da un punto di vista sociale ed economico” (Devoto Oli). Per una parola entrata in lingua nel XIII secolo, si è trattato di un lento ma inesorabile processo evolutivo.

Vanno annotate alcune divagazioni veramente curiose. “Fare una carriera” fino all'Ottocento significava “far alcuna cosa mal consigliata, fare un errore”. “Comprare o vendere per carriera” significava comprare o vendere fuori dalla bottega, quasi occultamente, di straforo. Oggi forse si direbbe in nero, senza scontrino. “Gente di scarriera” stava per “uomini vagabondi presti a ogni mal fare”, e “scarriera” da solo significava anche contrabbando.