Dal rigattiere di parole: "Divisa e uniforme"

Possono due parole opposte avere lo stesso significato? E' quanto accade, almeno all'apparenza, a “divisa” e “uniforme”

Possono due parole opposte avere lo stesso significato? E' quanto accade, almeno all'apparenza, a “divisa” e “uniforme”: entrambe indicano un modo di vestire uguale per mostrare l'appartenenza a un corpo, a una categoria o a un ordinamento, ma mentre la prima ha radici nel latino “dividere”, separare, la seconda viene fatta risalire sempre al latino “uniformis”, stessa forma. Dividere e unire: proprio il contrario! Sembra di cogliere due differenti attitudini di pensiero: chi porta lo stesso abito per distinguersi si “divide” dagli altri, oppure si “unisce” ai suoi simili. La parola “divisa”, in questo significato, è più antica (entra nella lingua nel XIV secolo) e la si può considerare forse più appropriata; vari vocabolari dell'Ottocento alla voce “uniforme” indicano il semplice significato di “forma simile”, senza riferimenti agli abiti, che si troano successivamente.

Il mistero è comunque svelato da una ricerca sulle origini della parola “divisa”, che si chiama così perchè deriva dall'abbigliamento dalle squadre di giochi e di spettacoli medievali, che portavano appunto delle vesti uguali, caratterizzate da “divisione” o “spartizione” di colori allo scopo di riconoscersi. E' il “vestimento divisato”: esattamente ciò che continua oggi nelle magliette delle squadre in molti sport. Nessuna divisione dagli altri, dunque.

Due curiosità: la “divisa” è anche “scriminatura, riga dei capelli”. Ecco un esempio tratto dal Rigutini e Fanfani, che antepone questo significato a tutti gli altri: “Giovani che si fanno la divisa nel mezzo come le femmine”.

Il concetto di dividere fa pensare anche all'aggettivo “distinto”, detto di persona “particolarmente dignitosa ed elegante”; deriva dal latino distinguere, che sta per “separare con punti”, quindi “tenere diviso”.