Dal rigattiere di parole: "Sintagma"

Syntagma, nel greco moderno, è la Costituzione. Ma “sintagma” è una parola presente, con diversi significati, anche nella nostra lingua

Piazza Syntagma ad Atene è la piazza del Parlamento, e di questi tempi ha acquisito una visibilità che prima non aveva. Syntagma, nel greco moderno, è la Costituzione, e la parola deriva da “syn - tassein”, ordinare insieme o riunione ordinata. Ma “sintagma” è una parola presente, con diversi significati, anche nella nostra lingua.

L'etimologia è la stessa di sintassi, e infatti sintagma indica la “minima unità sintattica” identificata nel Novecento dagli studi sulla liguistica strutturale. In precedenza invece la parola, italianizzata anche in “sintamma” o “sintacma”, aveva un significato storico-militare perchè era riferita al “corpo di una falange”. L'origine, abbastanza generica, di “ordinare insieme” permetteva però di chiamare così anche un' “opera ben composta e ordinata” (Manuzzi, Fanfani), o un “trattato, documento, instruzione” (D'Alberti di Villanuova).

Tornando al significato letterario, il Berardi (Dizionario della critica, 1966) spiega che “il sintagma non costituisce una proposizione, ma possiede già una sua fisionomia sintattica, una sua autonomia all'interno di una proposizione o di un periodo”. Gli esempi sono infiniti, perchè di sintagmi, senza saperlo, ne usiamo tantissimi: a piedi, in macchina, senz'altro, temere di, davanti a me, per terra, in orario... eccetera eccetera.