Dal rigattiere di parole: "Squarciavento"

Insieme all’altrettanto colorita variante “squartavento”, è una parola trascurata da molti dizionari. Significa millantatore, samargiasso, gradasso, spaccamontagne. Rende l’idea un po’ surreale di uno sforzo immane destinato a infrangersi nel nulla. Alcuni (Palazzi, Petrocchi) riportano anche il più raro “squartanugoli”, che è come dire squartanuvole.

Le due parole, squarciavento e squartavento, derivano dai verbi squarciare e squartare, che significano aprire lacerando con violenza, rompere in brandelli, spalancare; solo il secondo indica anche il “fare a pezzi per la vendita o il consumo di un animale ucciso”. L’etimologia è identica, ex-quartare, ex-quartum, spaccare in quarti.

Stessa derivazione per “squartapiccioli” che è un uomo avarissimo; il Manuzzi precisa: “Chi vuole scompartito ogni minimo che”. “A squarciasacco” è una locuzione avverbiale usata nell’espressione “guardare a squarciasacco”, che significa guardare di sbieco, “con sguardo burbero o rabbioso” (Devoto Oli), “dimostrare il mal animo aperto” (Tassoni) “quasi, squarciato il sacco, uscire allo scoperto addosso ad alcuno” (Cardinali-Borrelli). Per il D’Alberti di Villanuova l’espressione è “a stracciasacco”. Il più comune “a squarciagola” significa urlare a voce così alta da fendersi la gola.