Dal rigattiere di parole: Stronzare

Non significa quello che si sarebbe indotti a pensare. La definizione di questo antico verbo, ormai scomparsa, è “diminuire fraudolentemente il valore intrinseco delle monete metalliche”

Non significa quello che si sarebbe indotti a pensare. La definizione di questo antico verbo, ormai scomparsa, è “diminuire fraudolentemente il valore intrinseco delle monete metalliche”. Per alcuni dizionari – per quelli, almeno, che riportano tale termine molto specifico anche in passato - deriva dall'aggettivo antico tronzo = ottuso, nel significato di “smussato”. Solo lo Zingarelli fa riferimento al veneziano antico, come variante di storonzare, dal latino rotundare da rotundus; nel senso di diminuire, restringere. Percorsi distanti, ma punto d'arrivo pressoché identico.

Il Cardinali Borrelli, a sua volta, dice “diminuire o restringere soverchiamente”, ma propone origini celtiche. Per il Tommaseo, stronzata è detto di “moneta scemata di peso”. Nel 1621 fu pubblicato un trattato sulla “legge sopra la proibizione delle monete fiorentine tose o stronzate”, dove tose – sincope di tosate – doveva derivare da tosare nel senso di “ritondare, tagliare sull'estremità, in giro ugualmente” (CB). Resta incerto se stronzate fossero solo le monete appositamente limate, o se l'inganno fosse riferito anche alla modificazione della lega dei metalli (alla truffa dei luigini artefatti che animò l'Europa nel XVII secolo, Mario Cipolla ha dedicato una delle tre gustose “Storie extra vaganti”; ma non utilizza mai la parola stronzare).

Merita di essere ricordata la citazione da La Fiera di Michelangelo Buonarroti il Giovine, figlio del fratello del più celebre zio: “Gran romori Di malvage monete, stronze, rase”. Stronze, ovviamente, sta per stronzate, con gustosa licenza poetica e – agli occhi di oggi - con involontaria ironia.