"Sapere aude", il libro che vi insegna a ragionare con la vostra testa

"Sapere Aude – Introduzione alla conoscenza scientifica" è il libro, edito da Chiado Books, di critica alla divulgazione scientifica di Guido Buzzi Ferraris, che raccoglie le lezioni di una vita al Politecnico

Guido Buzzi Ferraris dal 1960 al 2014 ha insegnato calcolo numerico al Politecnico di Milano. Insomma, una vita intera al Poli, dedicata agli studenti e ai numeri. Ora, nel 2019, ha raccolto li appunti e le lezioni di una vita in "Sapere Aude – Introduzione alla conoscenza scientifica", cinquecento e rotte pagine sulla divulgazione scientifica, con uno sguardo e un taglio particolare, per imparare ad imparare. Già, perché come si legge sia nella quarta di copertina, sia nell’introduzione, "questo non è un normale libro di divulgazione scientifica".

E allora, professore, che cosa è?

"È un libro di critica alla divulgazione scientifica - che è ben diverso – e che ha l’obiettivo di aprire la mente di chi lo legge, così da renderlo più preparato e per l’appunto critico nel leggere testi o guardare trasmissioni televisive di divulgazione scientifica. Il titolo 'Sapere aude', esortazione latina di cui è padre Orazio, e poi fatto motto dell’Illuminismo da Kant, significa infatti 'Abbiate il coraggio di pensare con la vostra testa'".

Bene, lei scrive che alcuni autori si prendono delle licenze per rendere un argomento più appetibile e spettacolare agli occhi di una persona non preparata scientificamente, commettendo degli errori anche gravi…

"Ne fanno tanti e anche di inammissibili. Per esempio, c'è chi prende le formule matematiche delle leggi dimenticandosi dei campi specifici di applicazione di quelle stesse leggi. Poi, credere di poter usare solo la logica matematica, mentre nelle scienze è necessaria una logica molto più elastica, senza regole fisse, come quella 'laterale'".

Ci fa qualche esempio concreto?

"Presto detto: dire che se non ci fosse l'attrito un pendolo oscillerebbe per sempre. Ecco, è ridicolo pensare che possa oscillare per sempre, perché, semplicemente, fra qualche miliardo di anni il sole non c’è più, la terra non c’è più e quindi ovviamente anche il pendolo non c'è più. In questo caso commettono l’errore perché considerano la legge del pendolo come fosse legge matematica atemporale. A volte i fisici cancellano il concetto di tempo, ma è assurdo: noi nasciamo e moriamo, per cui il tempo esiste eccome!"

Oltre al pendolo?

"Nel capitolo sulla statistica, spiego una cosa molto interessane, ovvero come gli statistici pensino di poter fare quello che credono, prendendo però topiche clamorose. Per esempio come quello di fare dei test statistici così come essi li intendono, erigendoli a verità assoluta, ma così non è. Insomma, in un discorso non scientifico uno può permettersi di fare delle semplificazioni e approssimazioni, ma quando uno parla con uno scienziato o con un fisico, deve stare attento a quello che dice"

Nel manuale fanno capolino formule, limiti, derivate, funzioni, infinitesimali, matrice e compagnia cantante. Domanda da profano e da uno che con i numeri e la matematica ci ha sempre bisticciato al liceo: è libro per tutti o bisogna avere una certa preparazione?

"Ma no, è per tutti. Guardi, rileggendo i libri di storia della fisica e della matematica uno può capire il significato moderno di quei concetti, che sono molto semplici e diversi da quello che uno crede di (non) conoscere. Il libro è rivolto a persone che hanno istruzione scientifica, ma anche a coloro con cultura umanistica: lo hanno letto molti miei amici e lo hanno capito. Ci vuole solo un poco di pazienza, perché comunque non si tratta di argomenti banali. Però, tranquilli, non è un libro di fisica quantistica, che comunque – come diceva grande fisico Richard Feynman – non l'ha capita nessuno!"

Nelle pagine ha inserito degli "strani personaggi"…

"Già, c’è Flinks, che è il mio cane e che ogni tanto dice…delle cose da cane: l'ho utilizzato per fare delle affermazioni un po'provocatorie, stravaganti e divertenti. Poi c'è Wooko e Wooka, che siamo io e mia moglie, mentre il professore Von Kraffen è un personaggio inventato che sostiene la filosofia degli empiristi logici, che io invece critico".

Questo libro è un po' l'insieme delle lezioni che lei ha tenuto per una vita al Politecnico: immagino che abbia un'importanza affettiva più che particolare…

"Sì, certo: è un libro che ho praticamente scritto in cinquant'anni di insegnamento. E mi sono divertito molto a farlo perché ho scritto di argomenti anche estranei alla materia che insegnavo, come tutte quelle considerazioni sulla filosofia della scienza o sulla relatività ristretta, che spesso riportavo anche ai miei studenti di calcolo numerico, lasciandoli contenti e sorpresi, aprendo loro un mondo nuovo".

Commenti

agosvac

Lun, 13/05/2019 - 14:20

Francamente per ragionare con la mia testa non ho certo bisogno di un libro: ho imparato da solo!!!