Lo scintillante Koons a fianco del David

Un museo a cielo aperto che prosegue nella Sala dei Gigli. Il contrasto tra antico e moderno? Più sfumato del previsto

Nella cromatura di un aspro e acido color oro, alta più di tre metri, scintilla la statua in acciaio inox di Jeff Koons, il noto artista americano erede della pop art. Pluto and Proserpina , le due figure mitiche realizzate da Koons nel 2010-2013, si avvinghiano in una stretta sensuale e tragica in Piazza della Signoria a Firenze, nell'arengario di Palazzo Vecchio, dove cinquecento anni fa fu sistemato il massiccio Ercole e Caco di Baccio Bandinelli. Un fatto eccezionale in un contesto eccezionale: un'opera di un contemporaneo accanto al David di Michelangelo e alla Giuditta di Donatello (entrambi copie), a pochi metri dalla Loggia dei Lanzi. L'opera, insieme a Gazin Ball ( Barberini Faun ), del 2013 dello stesso Koons, collocata nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio, è una delle attrazioni della mostra Jeff Koons in Florence (fino al 28 dicembre). Che c'entra Koons, un artista neo-pop, con l'antica tradizione italiana? Secondo il magazine Artnet e il quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung la presenza di una star come Koons servirebbe ad attrarre alla Biennale di Antiquariato una nuova generazione di collezionisti. Ma forse le due opere di Koons, pur nell'evidente contrasto, hanno più legami con l'antico di quanto può apparire a prima vista. Il Pluto and Proserpina , baroccheggiante, richiama il Ratto delle Sabine del Giambologna, posto sotto la Loggia dei Lanzi. E, con le sue torsioni, fa pensare a quelle del Genio della Vittoria di Michelangelo nel Salone dei Cinquecento nello stesso Palazzo Vecchio. E soprattutto reinterpreta il Ratto di Proserpina di Lorenzo Bernini, realizzato tra 1621 e 1622 e conservato alla Galleria Borghese di Roma. Gazing Ball , l'altra opera di Koons, ha l'onore di essere collocata nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio, di fronte alla Giuditta originale di Donatello, e riprende il Fauno Barberini, una scultura di età imperiale ritrovata a Roma nel 1624 e oggi alla Gliptoteca di Monaco. Il Fauno di Koons sostiene sulla coscia, in precario equilibrio, una sfera azzurra brillante, che riflette gli oggetti e lo spazio circostante. Un gesto volto a deviare lo sguardo dello spettatore dall'ammirazione dell'opera classica, perfetta, e indirizzarlo verso il contesto circostante, la «coscienza del mondo esterno», che dà senso alla vita e al futuro, come sostiene l'artista.