Il sogno americano di un migrante clandestino

Flaviano Bianchini ha percorso la «tratta maledetta» che porta dal Messico agli Usa. Aggrappato a un treno merci. Ecco il suo diario di viaggio

Quello tra le 232 pagine di «Migrantes, clandestino verso il sogno americano» (BFS Edizioni) è un diario di viaggio all'interno della coscienza. Flaviano Bianchini, ambientalista e attivista per i diritti umani, parte da sé per arrivare agli altri. E lo fa nella maniera più scomoda (aggrappato a un treno merci), che però è anche l'unica maniera per capire il dramma - vero - di chi insegue una vita che valga davvero la pena di essere vissuta. Il tragitto della dannazione che porta dal Messico agli Stati Uniti è disseminato di insidie, dolori, mortificazioni. Bianchini - sporcandosi le mani (come facevano i veri reporter di un tempo) - le vive tutte sulla propria carne. Facendosi anche due giorni di galera in un luogo sconosciuto. Ma sua voglia di testimonianza è più forte di qualsiasi prigione. Flaviano è un nome che ricorda il battito d'ali di una farfalla. E lui vola per raccontare quello che nessuno sa. E neppure immagina. Rischia grosso Bianchini. Ma lo fa nella convinzione di essere dalla parte giusta. Un eroe «civico» che non ha paura di affrontare un numero indefinito di assalti da parte di bande criminali e «legali». Qualcuno dei suoi compagni di viaggio muore. Le donne vengono violentate. Gli uomini «sequestrati». Difficile farcela. Ma i killer si chiamano anche freddo, caldo, sete, foresta, montagne, deserto. E, alla fine, un muro da superare, da abbattere. Ma in «Migrantes» c'è spazio anche per la solidarietà e l'amicizia di un popolo straordinario e di compagni di viaggio che cercano il sogno americano. Grazie alla sua lunga esperienza in America Latina, Flaviano Bianchini si trasforma in Aymar Blanco e intraprende il viaggio che migliaia di persone affrontano ogni giorno per raggiungere quel sogno effimero che è al di là del muro. Un tema, quello dell'emigrazione, che Flaviano Bianchini sente particolarmente in qualità anche di redattore di peacelink.it, nonché fondatore e direttore di Source International, un'organizzazione internazionale che difende le comunità locali dagli abusi delle grandi imprese estrattive. Da sempre appassionato di viaggi e di scrittura, per BFS Edizioni ha pubblicato «In Tibet - Un viaggio clandestino» col quale ha ottenuto una menzione speciale («Miglio libro di viaggi dell'anno» al Premio Chatwin 2010.