Sotto l'albero mettete questi titoli

R egalare libri è bello e difficile, ma possibile. Per darvi qualche spunto, abbiamo chiesto a scrittori e critici che cosa leggeranno durante le feste e che cosa regaleranno.
SIMONE LENZI (Autore de La generazione, Dalai) «Credo che finirò Two years before the mast, di Richard Dana: è un vecchio libro di viaggi per mare, tempeste e turni di vedetta. In alternativa, Libro di Memorie di Péter Nádas (Dalai), perché magari quest'anno gli tocca davvero il Nobel, e ce ne sono di ben più immeritati. Ai miei amici regalo Morte dei Marmi (Laterza), di Fabio Genovesi, perché meditino su tutto quello che ci stiamo perdendo».
GIUSEPPE SCARAFFIA (I piaceri dei grandi, Sellerio) «A Natale mi leggerò - e ho fatto fatica a non cominciarlo prima - di Evelyn Waugh L'uomo che amava Dickens e altri racconti (Bompiani) perché il suo squisito cocktail di ironia e disperazione è il migliore antidoto alle feste in famiglia. Regalerò Il giardino delle bestie di Erik Larson (Neri Pozza), perché è travolgente e ci insegna a diffidare di ogni totalitarismo».
RAUL MONTANARI (Il tempo dell'innocenza, Dalai) «Come delizia natalizia sto rileggendo l'edizione completa delle avventure di Sherlock Holmes, perché sono storie scritte meravigliosamente bene e perché l'opera di Arthur Conan Doyle è stata una delle ultime grandi utopie: che il mondo fosse emendabile dalle sue imperfezioni. Regalerò le poesie di Edgar Allan Poe».
MASSIMO ONOFRI (Altri italiani. Saggi sul Novecento, Gaffi) «Regalerò Vita e morte di un ingegnere (Mondadori) di Edoardo Albinati perché è il più bello che ho letto negli ultimi mesi e dimostra che i libri di narrativa oggi più suggestivi sono quelli spuri e anomali. Regalerò anche Città distrutte di Davide Orecchio (Gaffi), il libro più innovativo e sorprendente di narrativa dell'anno: biografie apocrife, per così dire, tra realtà e immaginazione del vero».
MARIAPIA VELADIANO (Il tempo è un dio breve, Einaudi) «Leggerò Le perle malate, di Alter Kacyzne, Edizioni Qiqajon Comunità di Bose, una novella che si ispira al Cantico dei cantici. Rileggerò La montagna magica, di Thomas Mann, nella traduzione di Renata Colorni. Regalerò Le immagini di Dio, di Francois Boespflug (Einaudi) e Insegnare al Principe di Danimarca, di Carla Melazzini (Sellerio), una grande storia d'amore per la scuola, scritta divinamente».
JOHN FREEMAN (direttore di Granta) «Regalerò La casa di pietra (add editore) di Anthony Shadid. È la storia autobiografica, ironica e scritta splendidamente da un grande cronista, della ristrutturazione della dimora di famiglia sulle colline del sud del Libano. Gli operai sono fumatori incalliti ultrasettantenni, che in continue pause-sigaretta raccontano il villaggio. Un viaggio alle radici di una regione per capire la storia di oggi, che non è mai predeterminata, ma intessuta nel quotidiano dei luoghi e della gente».
PIETRANGELO BUTTAFUOCO (Fuochi, Vallecchi) «Il libro che leggo sempre a Natale è Calendario di Alfredo Cattabiani. Ha la profondità spirituale delle radici solide cui trarre linfa per meglio volare nei cieli della bellezza e della metafisica. Regalerò Il libro napoletano dei morti di Francesco Palmieri (Mondadori). Un canto veda dedicato alla più struggente e più dolce delle sconfitte, quella del felicissimo Regno del Borbone, attraverso il destino di don Ferdinando Russo, giornalista, poeta, musicista e lesto di coltello».
FILIPPO LA PORTA (Un'idea dell'Italia, Aragno) «Rileggerò l'ultimo volume della Recherche di Proust. Nelle sue pagine, benché pessimistiche, si trova una densità e pienezza d'essere che non fa dire alla morte l'ultima parola. Regalerò Dammi un posto tra gli agnelli (Nottetempo) di Laura Fidaleo: 9 storie, come quelle di Salinger, cruente e misteriosamente lievi, che penetrano nell'infanzia con amore e squallore; Europeana. Breve storia del XX secolo (Due Punti) del ceko Patrik Ourednik e Al di sotto della mischia (Scheiwiller) di Piergiorgio Bellocchio».
DAVIDE ENIA (Così in terra, Dalai) «Leggerò Martin Eden di Jack London perché è uno scrittore magnifico. Regalerò The Full Monti di Makkox (Rizzoli Lizard) perché è un autore magnifico. Ed è italiano. E quelli così bravi andrebbero celebrati, sempre, in ogni geografia».