Il Sud resta povero e arretrato? Colpa della sua classe dirigente

Lo storico dell'economia Emanuele Felice spiega, in uno studio che non fa sconti, come non sia possibile attribuire il ritardo del Mezzogiorno alla rapacità del Nord

Se il Sud è rimasto indietro, di chi è la colpa: dei meridionali o dei settentrionali? La domanda così posta sembra brutale, se non fuorviante. Tuttavia, considerando la annosa e famosa «questione meridionale» e seguendone polemiche e dibattiti anche recenti - si vedano i libri di Pino Aprile o il testo della «premiata ditta» Stella e Rizzo Se muore il Sud ma anche gli ottimi saggi di Marco Demarco da Bassa Italia a Terronismo -, approfondendo la pubblicistica e la saggistica con solidi studi storiografici, alla fine ciò che resta è proprio questa domanda: colpa dei meridionali o dei settentrionali? Sono stati i meridionali a non saper crescere o sono stati i settentrionali che li hanno «sfruttati»? È esattamente questa domanda il motore che muove il bello e provocatorio saggio del giovane storico Emanuele Felice ora pubblicato da Il Mulino: Perché il Sud è rimasto indietro (pagg. 264, euro 16). La risposta, rigorosamente documentata dallo studioso che è originario dell'Abruzzo e insegna Storia dell'economia all'università di Barcellona, è netta: la responsabilità è del Sud che non può essere assolto né in sede storica né in campo civile e politico e, al contrario, deve prendere coscienza delle sue colpe per riscattarsi. Lo storico abruzzese è anche più puntuale e punta il dito sulle classi dirigenti meridionali che dall'Ottocento ai nostri giorni - quindi dal barone, al galantuomo, ai possidenti, ai mediatori politici di ieri oggi e domani - hanno lavorato per conservare le cose come stanno sfruttando, loro sì, la propria posizione di dominio sulla società meridionale. Anzi, le classi dirigenti meridionali sono bravissime nel creare una «narrazione» che le assolve e individua in altro - il Nord, la geografia, l'economia - il ritardo del Sud.
C'è un paragrafo di questo intrigante saggio che s'intitola così: «Sfruttati, ma da chi?». Dopo aver smentito che il Sud abbia subito danni irreparabili con l'imposizione della tariffa liberoscambista, con la guerra al brigantaggio, con la sperequazione fiscale tra Nord e Sud - in realtà il Sud ha ricevuto più di quanto abbia dato in termini fiscali - e dopo aver chiarito che non c'è stato uno «sfruttamento», per dirla con linguaggio marxista, del Nord capitalista sul Sud contadino, Emanuele Felice conclude in questo modo che è bene riportare: «Se i meridionali furono sfruttati da qualcuno, per la più grande parte della storia dell'Italia unita, ebbene lo furono dalle loro stesse classi dirigenti. Quelle del Gattopardo, per intenderci, disposte a cambiare tutto - ad accettare l'Unità, poi la modernizzazione, finanche la democrazia di massa - purché nulla cambi. E specie negli ultimi decenni gli sfruttati furono essi stessi complici, volenti o piuttosto nolenti, attraverso il voto clientelare. Stando così le cose, scaricare tutte le colpe sul Nord a me pare non solo un'indebita autoassoluzione, ma soprattutto un inganno ideologico: l'ennesimo, affinché nulla cambi dentro la società meridionale». Il Sud, dunque, è rimasto indietro perché le sue classi dirigenti locali lo hanno lasciato indietro e di volta in volta si sono inventate l'alibi dell'arretratezza del Mezzogiorno per colpa ora del Settentrione, ora della natura, ora degli industriali e sono persino riuscite a utilizzare i loro stessi alibi auto-assolutori per ricavarne risorse, finanziamenti, spese, trasferimenti che in una spirale perversa o in un circolo vizioso, soprattutto con le Regioni, hanno continuato a far arretrare il Sud sul piano civile e sociale, istituzionale e politico.
L'autore del libro è uno storico dell'economia ma il suo saggio ha un merito: non riduce la «questione meridionale» ad una variante dell'economia. Al contrario, evitando ogni tipo di «determinismo», evidenzia il «fattore umano» e i motivi civili e politici del caso meridionale. In questo modo la «questione» diventa ciò che è sempre stata: un capitolo della più grande e importante storia nazionale. Viene in mente quanto diceva sul finire dei suoi anni Norberto Bobbio in un articolo su La Stampa intitolato «La democrazia a pallettoni»: «Come uomo del Nord, anche se non nordista, perché ho avuto una educazione risorgimentale... e debbo gran parte della mia formazione civile a uomini del Mezzogiorno come Croce e Salvemini, ho sempre esitato a esprimere il mio parere su una questione così complessa e controversa come la questione meridionale. Ma oramai una cosa è diventata ai miei occhi sempre più chiara, e sempre più difficilmente confutabile: la questione meridionale è prima di tutto una questione dei meridionali». Non è un caso che proprio Benedetto Croce non fu un meridionalista e con la sua solita chiarezza parlò, piuttosto, del dovere della borghesia meridionale. Ebbene, la borghesia meridionale ha trasformato il meridionalismo in un'ideologia. L'avanzamento civile del Sud dipende dalla capacità dei meridionali di liberarsi dall'ideologia meridionalista.

Commenti
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Zagovian

Ven, 17/01/2014 - 09:32

Emanuele Felice,spiega a tante persone,quello che io e tanti di voi che seguite questo blog,sapevamo già.Ha mancato di scrivere che,giustizia,scuola,esercito,polizia,istituzioni pubbliche,partiti,sindacati,hanno in "pectore",una presenza "meridionale",maggioritaria.Il "meridione",ha una presenza di voto "maggioritaria".Tutto questo,aggiunto a quello che scrive Emanuele Felice,spiega GRAN PARTE del disastro economico,e non dell'Italia.Cocludo,per chi la vuole vedere,con un parallelo fra il ns meridione e quasi tutti i Paesi del Terzo Mondo,laddove da anni scrivo CONTROCORRENTE,rispetto alle solite greppie ONLUS,varie,al buonismo imperante,che IL PROBLEMA DELL'AFRICA SONO GLI AFRICANI STESSI,ed "importandene" qualche milionata,"donando","sostenendo",non risolviamo niente,se non conservare l'andazzo,che loro sono succubi-complici,degli stessi loro dirigenti,dei "furbi",che sono riusciti a raggiungere il ns territorio,...il resto continua ad aspettare aiuti,come il ns MERIDIONE!!

grigoa

Ven, 17/01/2014 - 10:08

Caro Zagovian# parole sante!!

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Dragon_Lord

Ven, 17/01/2014 - 10:22

il Meridione italiano

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Dragon_Lord

Ven, 17/01/2014 - 10:26

IL MERIDIONE ITALIANO E' UN GIGANTESCO VOTO DI SCAMBIO, I CITTADINI RESIDENTI VENGONO TENUTI IN STATO DI BISOGNO PERPETUO IN MODO DA FARLI VOTARE A COMANDO ECLATANTE E' IL CASO DI ROSY BINDI EMILIANA FATTA CANDIDARE DAL PARTITO A REGGIO CALABRIA DOVE PUNTUALMENTE HA RICEVUTO + VOTI CHE IN QUALSIASI ALTRA PARTE D'ITALIA, CITTA' NELLA QUALE NON ERA MAI ANDATA PRIMA DI ALLORA. PURTROPPO GLI ITALIANI SONO UN POPOLO DI BABBEI E MENEFREGHISTI PEGGIO PER TUTTI VOI LA STORIA VI CANCELLERA' A BREVE

gattomannaro

Ven, 17/01/2014 - 10:32

X Zagovian: intervento politicamente "scorretto", il suo. Come lo è spesso la verità. Cordialità.

Cinghiale

Ven, 17/01/2014 - 10:35

All'alba del neonato regno d'Italia un tale disse che le differenze tra le varie parti d'Italia potevano essere "sistemate" dividendo il regno in regioni, affidando loro il compito di amministrare alcuni beni. Si pensò di industrializzare il nord e così dal sud si delocalizzarono diverse industrie, non è un caso che la ferrovia più vecchia d'Italia sia al sud. La divisione in regioni però venne meno, perchè al solo sentir parlare di divisione si rizzavano i capelli in testa a parecchi e le differenze aumentarono e invece di pareggiare le disparità e formare il regno d'Italia, si ebbe la Piemontizzazione di tutto il territorio, lo statista che vedeva questi problemi era un tale di nome Camillo Benso conte di Cavour. E siamo ancora qui ad aspettare che qualcuno prenda il suo testimone per finire quello che aveva cominciato.

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Coralie

Ven, 17/01/2014 - 10:42

Chi e' causa del suo mal ( la stessa gente del sud ), pianga se stesso!

peter46

Ven, 17/01/2014 - 10:57

In questi giorni per l'immemore Emanuele Felice(di cui non ho letto il libro,ma...)tutta la dorsale Adriatica dalle Marche fino a Lecce è interessata dalla raccolta di firme della "Gazzetta del Mezzogiorno"per la "velocizzazione" della linea ferroviaria Milano-Lecce.Chissà se Emanuele Felice troverà il tempo per firmare l'appello affinchè,finalmente,l'alta velocità arrivi(oggi anno di grazia 2014)anche(capito dott.Felice "A N C H E")a sud e se non Le è di fastidio,come sembra,fino a Palermo,dato che dalla parte Tirrenica non ci sia differenza.Oggi anno 2014 il tratto Termoli-Lesina è ancora a binario unico(i cinesi hanno portato da tempo,da sempre,il treno fino all'Himalaya,mentre Matera non è raggiungibile se non col pullman)...ed Egregio Felice non mi risulta che ci siano state manifestazioni,a mia memoria in tutto il Meridione,contro la costruzione o l'ammodernamento infrastrutturale.O l'ammodernamento infrastrutturale non è una delle prime cause della non competitività di alcune regioni rispetto ad altre?Ciò non significa che non ci siano colpe del meridione,figuriamoci...gli intrallazzi fra nord e parte del sud accondiscendente per propri fini,ma...da tempo le leve sono state nelle mani della società finanziaria e nelle organizzazioni 'partito' del nord:sta forse bene il nord nell'anno di grazia 2014?Se la risposta è no si ricordi che oltre all'incapacità la colpa più grave è non essere stati "furbi"...il sud capace di spendere sarebbe stato ora la salvezza della crisi del nord.Ma poi perchè inventare lo "straordinario"per una parte del paese e non applicare "l'ordinario" per tutti?Perchè la Cassa del Mezzogiorno è stato lo "straordinario",o no?E se nell'arco dei trentanni ha "elargito" al sud(e sull'elargito ci sarebbe da aprire tante parentesi tipo che se devo fare una strada il cemento non lo prendo in loco,dunque...rimane la strada ma i soldi sono stati spesi altrove,o no?E non ci vuole la laurea per intuire dove)circa 130 miliardi di euro(rapportati alle lire,che si calcola sia stato lo 0,8% del pil,perchè non si domanda dove cavolo è finito il restante 99,2%?Voleva che si facesse la rivoluzione contro lo stato e i potentati locali 'accondiscenti con lo stato?E stata tentata per 6 volte in Sicilia,e a Reggio Calabria sono stati inviati i carri armati:non so la sua età ma Lei non c'era fra i rivoltosi o no?

Miraldo

Ven, 17/01/2014 - 11:17

Perché non lo sapevamo tutti che i problemi del sud è roba loro? I vostri politici specialmente quelli di adesso sono la vostra zavorra. Ribellatevi e mandateli con un calcio nel sedere a lavorare.

unosolo

Ven, 17/01/2014 - 11:21

praticamente oltre ad essere un gran polmone di voti riescono a trovare lavoro nelle istituzioni , nelle regioni , nei comuni , nelle province , insomma trovano lavoro con i soli soldi dei contribuenti ed ecco che si spiegano i deficit delle istituzioni , oggi gira voce che il Vendola assume circa 200 persone , altri parassiti pagati per far lievitare tasse e debiti , chiedo scusa ma non è solo al SUD ma in tutta la nazione isole comprese.

blues188

Ven, 17/01/2014 - 11:42

Dragon_Lord, il Meridione non è tenuto in scacco da nessuno. Fai un giro da quelle parti e dimmi quanto oro vedrai al collo, ai polsi, alle mani. Oro in notevole quantità che pende per 'distinguersi' da tutti. Oro che pesa e non viene valutato nel computo delle ricchezze. legga cosa scrive peter46 che PRETENDE di avere il treno, ma dimentica di dire chi deve pagare (come sempre! Curioso no?)

robertav

Ven, 17/01/2014 - 11:47

C'è bisogno di un cambio innanzitutto culturale, la classe dirigente che hanno, l'hanno votata loro, cosa ci si può aspettare??!! E' la gente comune che deve cambiare traiettoria, inniziando dal decoro urbano, tenendo pulite e in ordine le strade. Con questo non li sto disprezzando, perchè sono persone generalmente straordinarie, per umanità e calore.

marvit

Ven, 17/01/2014 - 12:20

Certo le colpe del sud sono solo sud. E questo sembra far comodo a tanti. Colpe intrinseche:quel vizio atavico del cappello sempre in mano e quell'accettare supinamente la sudditanza ai tanti notabili che si succedono. Colpe estrinseche: non ribellarsi nel vedere che le grandi opere infrastrutturali si eseguono solo per metà paese(vivono solo della SA-RC da anni) e non ribellarsi alle grosse aziende non autoctone che sfruttano ed inquinano il loro territorio mentre gli utili e l'iva li accumulano altrove. Ma sia chiaro:la colpa comunque è sempre la loro,visto che non mostrano stimoli per cambiare le cose

Ritratto di Montagner

Montagner

Ven, 17/01/2014 - 12:27

ANALFABETISMO e SUD Alla nascita di questo paese del cavolo si scontrarono subito le culture che in esso albergavano! Da subito fu scossa da tentazioni secessioniste, da una parte e dall’altra. Il crogiuolo in cui furono assemblate le varie tipologie di popoli è il momento di partenza di questa situazione, quella che oggi viviamo e sopportiamo. Prego, qualche “signorotto” meridionale, di non dire fesserie e smettere di ripetere la solita solfa che ormai si sente ripetere dal lontano 1861, come quella di pura invenzione fantastica di un mezzogiorno industrializzato, evoluto e benedetto da Dio: ma col 91% di analfabeti! Nel 1811, uno studio del Villani, suffragava, in senso migliorativo, che oltre il 90% della popolazione, nel regno di Napoli, era classificata “povera e indigente, ai livelli minimi di sussistenza”. Inoltre evidenziava come nel regno delle due sicilie la società era divisa come nel medio evo in: nobili, latifondisti e plebe analfabeta. Per la conoscenza si precisa che il tasso di analfabetismo, al 1861, era così ripartito: 57,7% Piemonte; 70% Liguria; 59% Lombardia; 90% Sardegna; 90% Sicilia; 91,2% Campania, Puglia, Basilicata e Calabria; 84,2% nei Ducati emiliani; 73,3% Toscana; 83% Marche; 83,8% Umbria; 86% Lazio. La leggenda che tenta di accreditare un sud ricco, prospero e felice, prima dell’avvento dei piemontesi è pura fantasia poetica e “fregnaccia” storica. In quel tempo le regioni settentrionali erano al quinto posto, per reddito pro capite, dopo Inghilterra, Paesi Bassi, Austria e Belgio! Per piacere basta! Il passato spiega il presente

il veniero

Ven, 17/01/2014 - 12:29

Zagovian... bravo ! E' ora di piantarla di fare gli italioti e comportarci come adolescenti isterici : il meridione è il principale problema italiano . E' un fardello enorme sulle spalle di chi produce ricchezza . Sia chiaro questo succede ovunque .In tutte le nazioni evolute c'è un "sud" e non c'è nulla di male , anzi spesso porta vantaggi . In italia no . solo degrado e povertà .

Aristofane etneo

Ven, 17/01/2014 - 13:22

No non ci siamo! L'analisi, condivisibile, non tiene conto delle Mafie e dei Potentati - soprattutto straniere - che hanno fatto il bello ed il cattivo tempo in Italia ed hanno imposto, specie in questo dopoguerra, la mia Sicilia come estremo lembo dell'Europa "contro" l'Africa e non come testa di ponte con essa. Chissà perché penso agli sforzi di un tal avvocato Papa di Catania che, in pieno boom economico, perorava l'amicizia Sicilia - Libia con quel "matto" (per chi?) di Gheddafi. Penso a Enrico Mattei (fatto fuori dalla solita mafia siciliana, quella che fa tremare le Mafie di tutto il Mondo!). Del Meridione non so; so solo che è un'entità geografica, politica, economica, sociale molto vaga dello Stivale. Da Siculo DOCG, compiaciuto di appartenervi da generazioni, nonostante i papponi, i paraculi, i fancazzisti i predoni dei Comuni, delle Provincie, della Regione a 500.000 euro e giù di lì di stipendio e privilegi vari, cartine di tornasole della barbarie che ha disastrato l'economia ed il vivere civile della mia Terra (la Sicilia) e della mia Patria (l'Italia) in questi 70 anni di Partitocrazia. Periodo fra i peggiori della Storia millenaria dello Stivale e della Trinacria.

Aristofane etneo

Ven, 17/01/2014 - 13:26

Dimenticavo: Perché citare Norberto Bobbio, l'intellettuale fascista che inneggiava a Mussolini divenuto compagno comunista che più comunista non si può, nel dopo guerra.

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Ven, 17/01/2014 - 13:45

@peter46 il libro non tratta gli argomenti con documenti verificabili, io ne ho letto solo metà e poi mi sono annoiata. Eccellemte il tuo commento.

peter46

Ven, 17/01/2014 - 14:23

Bluess 188...ti ripeto innanzitutto quel che ti ho risposto(letto o non letto non ha importanza)in altra occasione dopo tua 'esternazione'subito dopo'passeggiata' in Calabria:i Calabresi si faranno una ragione se non ci vai più in Calabria,anzi non ci tengono proprio alla tua presenza in quei luoghi.In merito al resto.Ti sei chiesto,più o meno da 100 anni a questa parte,con i soldi della collettività ,perchè a Nord veniva fatto "l'ordinario"(infrastrutture) ed a Sud ci si è inventato,decine e decine d'anni dopo,lo "straordinario" con la Cassa del Mezzogiorno(e rima ne sempre inevasa la risposta del commento precedente:se con la CDM è stato speso a sud lo 0,8% del pil dove cxxxx è finito il restante 92,8%(anche se depurato degli intrallazzi)?Ecco chi paga ,lo stato come ha pagato per 'infrastrutturare' il nord...perchè le basi di partenza avrebbero dovuto,per cui devono essere per tutti uguali,o no?Poi,dopo uguali condizioni(e non solo per le ferrovie e le strade)...chi non riesce viene 'definitivamente' lasciato indietro.Hanno l'oro al collo?Gl'impiegati ci sono da tutte le parti,sia a nord che a sud...magari mangiano solo pomodori e risparmiano perchè preferiscono comprare e portare l'oro al collo(anche se a me risulta che la bigiotteria la conoscono da tutte le parti),o forse una volta i loro avi erano ricchi(al tempo dei borboni?)e gli hanno lasciato eredità...o forse invece di millantare possibili 'scioperi fiscali'...evadono come le grosse e piccole aziende del nord e del centro e di 'ogni dove'...e potremmo continuare.

peter46

Ven, 17/01/2014 - 14:43

Luigipiso...grazie per l'eccellente.

peter46

Ven, 17/01/2014 - 15:24

Egregio Montagner...copiare per copiare...e sperando che almeno tutti possano farlo e sperando poi di trovare la bilancia non taroccata per un giusto peso....DA la Gazzetta del Mezzogiorno: Rapporto SVIMEZ da pubblicazione di 538 tavole nel volume"150 anni di statistiche italiane:Nord e Sud 1861-2011"....."La capacità di creare ricchezza nel 1861 fra nord e sud è la medesima.Dopo,l'indicatore del pil pro-capite del Mezzogiorno in percentuale a quello del Centro-Nord scende...Nel 1861,è tutta l'Italia a versare in condizioni di arretratezza.La produzione siderurgica è un centesimo di quella inglese.Nel tessile i fusi a filare sono 450 mila contro i 30 milioni dell'Inghilterra..."in questa minorità produttiva,riflette lo storico G:Pescosolido,il punto di partenza fra Centro-Nord e Sud non è dissimile".Nel 1861 gli addetti impegnati nell'industria meridionale sono 1,25 milioni.Nel centro-nord 1,5 milioni.La percentuale della popolazione attiva che si dedica alla manifattura è addirittura superiore al sud:il 22,8% contro il 15,5% al nord.Poi...è iniziato lo scempio.......Il Sud come matrioska deformata del nord:più piccola ma con gli stessi tratti.Le due parti del paese ora si sovrappongono,ora no:Ora si integrano ora no.Ma alla fine,hanno comunque un legame di simbiosi.Non sarà un caso che, oggi,il 40% di quanto si produce a nord finisca a sud.E che il 63% di quanto si spende a sud vada a nord...... http://www.ilsole24ore----Se il suo problema è solo l'analfabetismo...cerchi altra compagnia,dato il tasto molto dolente per le famiglie meridionali:sembra che le statistiche dicano che ogni studente costretto ad andare a nord a studiare costi alla famiglia non meno di circa 40/50 mila euro per raggiungere la laurea(pur accontentandosi di mangiare pomodori e melanzane).

peter46

Ven, 17/01/2014 - 15:44

Dragon lord...questa l'avevi già detta in altro commento,però.Il problema non è come i Calabri hanno votato per Rosy...il problema è come mai i tanti nordisti-leghisti hanno votato(fra gli altri votati da tutti i partiti in regioni diverse)al senato il cosentino Paolo Naccarato...che è subentrato a Garavaglia.Un favore a Tremonti?Almeno abbiamo scoperto che l'anti-meridionalismo non vale per tutti,o no? ...NB:non li ha neanche considerati e se ne andato con Alfano.

Aristofane etneo

Ven, 17/01/2014 - 16:25

Non so voi, ma io ho solo la cittadinanza italiana e non ne voglio altre. Quando vado in giro per il mondo vedo cosa hanno prodotto gli altri e dico che non siamo i primi in fatto di cultura e stile di vita ma non siamo secondi a nessuno. Ciò nonostante i troppi beceri con problemi di personalità del Nord e purtroppo con i sempre più numerosi beceri del Sud, Isole comprese. Ad essi mi rivolgo per chiedere come mai la Germania (Ovest) ha "acquistato" - sì, in parte con i soldi nostri che ha restituito - la Germania dell'Est e stanno bene e noi Italiani dopo 150 anni e soli 70 anni di "democrazia" stiamo precipitando nuovamente nel baratro in cui ci ha cacciati il Fascismo? Certo loro non hanno a che fare con le due Grandi Chiese Universali quali il Vaticano ed il PCI. Esse in nome dell'Amore e della Tolleranza (Universale) hanno fatto da serve ai potentati stranieri che hanno hanno fatto strame della creatività, dell'intelligenza della capacità di creare prodotti e benessere di noi Italiani. E siamo ormai sempre più con le pezze al @culo a sorbirci le insulsaggini dei beceri del Nord e del Sud che litigano come i capponi di manzoniana memoria.

VYGA54

Ven, 17/01/2014 - 16:34

Qualora ce ne fosse stato bisogno ecco uno spaccato dell'Italia del 2014 ancora alla ricerca del "perchè" del divario nord/sud. Non mancano interventi palesemente qualunquisti ed anche razzisti. Statistiche pro e statistiche contro. Datevi un' occhiata alla puntata di "Ulisse" di Alberto Angela ( è in rete) dedicata all'ex Regno delle Due Sicilie, chissà che qualche pregiudizio non venga rivisto (..ci crdo poco..)

Mario Mauro

Sab, 18/01/2014 - 00:54

Caro Aristofane, il fascismo ha commesso l'errore di perdere una guerra, nel senso che ha imperdonabilmente sbagliato nel valutare le nostre possibilità e quelle dei nostri alleati e degli avversari, e non voglio nemmeno tirare in campo gli errori delle democrazie come la Francia che ci spinsero nelle braccia di Hitler. Ma ci aveva imposto al rispetto di tutto il mondo. Ed era una dittatura tanto blanda che la gente non se ne accorgeva nemmeno e non viveva male, specie i contadini, persino gli emigranti cominciavano a tornare, e così via. Mi creda io ho l'ho vissuto personalmente quel periodo e mio padre era antifascista. Quanto alla guerra, è stata naturalmente orribile, ma subito dopo abbiamo vissuto, per un certo tempo, forse il miglior periodo della nostra storia nazionale. Questo perché il fascismo aveva voluto che la gente fosse educata con lo spirito risorgimentale, forse anche perchè c'erano esempi culturali come il meridionale Croce o il settentrionale Gentile, o il nostro conterraneo Pirandello. Vorrei che il fascismo fosse giudicato più obiettavimente di come ce l'hanno raccontato i compagni vincitori. Quanto alla questione meridionale io, siciliano, temo che il Felice abbia ragione. Il Gattopardo descrive molto bene quello che accadde dal 1860 in poi. Gente che aveva guidato uomini nella guerre d'indipendenza si era rivelata poi pessima nell'amministrare la cosa pubblica, gente che era stata a guardare chi vinceva invece si era dimostrata abilissima nell'amministrare, ma sopratutto i propri interessi. Da allora tutto è continuato sempre così fino ai nostri giorni. Tranne che per un breve periodo, almeno in Sicilia per quanto ne so, il periodo fascista. E non perchè gli uomini fossero migliori ma perchè sapevano che dovevano rigare dritto. Ma almeno cercavano di fare le cose giuste. Mio padre, socialista come mio nonno, è stato spettatore di ciò che accadeva in Italia fino ai primi anni settanta del secolo scorso eppure, quando ha lasciato questo mondo non era più antifascista. Per amore di verità.

pietro.semeraro

Ven, 28/02/2014 - 18:11

Emanuele Felice, mi sa dire perché il sottoscritto, nel 1969 dopo aver frequentato un istituto professionale di Brindisi, invece di darmi l'attestato di congegnatore meccanico, mi hanno dato il contratto di lavoro nella Fiat, senza che io l'avessi chiesto?