Tarzan compie cent'anni e rivela tutti i suoi segreti

Il suo "primo amore" fu una scimmia e da giovanissimo salvò la giungla ma anche la Luna. Il miglior alleato? Un elefante

Sfogliando per caso una rivista, nell'inverno del 1911, Edgar Rice Burroughs lesse l'annuncio che avrebbe rivoluzionato la sua vita. Sino a quel momento aveva sbarcato il lunario svolgendo i mestieri più diversi. Aveva cercato di sfondare nella carriera militare, restando però soldato semplice nell'Accademia militare del Michigan senza riuscire a entrare come ufficiale a West Point. Poi era stato poliziotto ferroviario, minatore, cercatore d'oro, negoziante in un drug-store, venditore di temperini o di dolciumi, contabile e persino cowboy. E quando la sua famiglia cominciò a navigare in cattive acque economiche, dovette impegnare in un colpo solo al banco dei pegni il proprio orologio e i gioielli della moglie.

Ma, mentre il pensiero del suicidio si faceva strada in lui, Burroughs accettò di lavorare per un commerciante di medicamenti. Sfogliando i giornali alla ricerca di annunci che promuovessero i prodotti di cui si occupava, trovò la richiesta della rivista The All-Story Magazine, interessata ad autori di racconti pulp e capaci di mettere su carta storie di fantascienza, d'avventura, noir. Burroughs si chiese: «E se proponessi loro le storie che racconto a me stesso prima di addormentarmi?». Fu così che nel luglio del 1912, all'età di 37 anni, lo scrittore americano vide pubblicare a puntate sulle pagine di The All-Story Magazine il romanzo Sotto le lune di Marte. Ne è protagonista l'ex ufficiale sudista John Carter il quale, sfuggito a un inseguimento degli Apaches, viene spedito sul misterioso pianeta Barsoom (Marte) dove vive incredibili battaglie aliene, diventando un eroe-guerriero.

Se la saga di John Carter verrà proseguita con passione da Burroughs sino al '43, sarà però un altro eroe a dare all'autore la notorietà internazionale. Si tratta di Tarzan, che debutta nell'ottobre del 1912 sulle pagine della stessa rivista. Tarzan diviene immediatamente un personaggio di successo. Un successo ad ampio raggio, che annovera tantissimi adattamenti cinematografici (oltre 90 i titoli), televisivi, fumettistici e di animazione. Burroughs produrrà ben 25 volumi che hanno per protagonista il Signore della Giungla e dopo la sua scomparsa, avvenuta il 19 marzo 1950, vari autori, in accordo con la Fondazione Burroughs, hanno cercato di tenere in vita il mito di Tarzan: da Fritz Leiber a Philip José Farmer, passando per Joe R. Lansdale che nel '95, utilizzando appunti dello stesso Burroughs, scrive Tarzan: the Lost Adventure (disponibile in italiano presso le Edizioni BD con il titolo di Assassini nella Giungla).

Le celebrazioni per il centenario della nascita dell'uomo-scimmia si aprono con la pubblicazione in Italia del volume Tarzan. Racconti della giungla da parte dell'editore Donzelli (pagg. X-272, euro 24). Sono dodici storie brevi che originariamente vennero pubblicate in volume nel 1919 e che ci presentano un Tarzan insolito: nella prima avventura lo vediamo turbato per il suo «primo amore», la scimmia Teeka; poi assistiamo al suo rapimento da parte di una tribù dalla quale viene liberato grazie all'intervento dell'elefante Tantor; ma l'Uomo Scimmia deve anche affrontare incubi e interrogativi sull'esistenza di Dio, fa scherzi nella giungla e salva persino la Luna.

Rileggendo oggi quelle pagine ci si stupisce di fronte alla forza creativa dell'immaginario messo in scena da Burroughs. Lo stesso Dino Buzzati, nel 1971, introducendo il romanzo Le belve di Tarzan per un edizione Giunti Bemporad-Marzocco commentava: «Il suo ritmo narrativo, il taglio del racconto, le sorprese, i colpi di scena, il dosaggio delle tensioni drammatiche, l'alternativa delle gioie e dei dolori, delle speranze e delle delusioni ancor oggi possono servire di esempio agli specialisti di avventure come certe automobili di vecchio modello che \ funzionano sempre a meraviglia e si lasciano magari indietro le modernissime colleghe che si danno tante arie».

Potentissimi e modernissimi sono i disegni di Burne Hogarth che accompagnano l'edizione Donzelli di Tarzan. Racconti della giungla. Hogarth cominciò a illustrare le storie di Burroughs nel '36 sulle strisce domenicali per conto della United Syndicate e dichiarò di avere trasformato il primitivo Tarzan «in un eroe umano, trasponendolo dallo stato di natura fino a farne un uomo d'intelligenza». Proprio i Racconti della giungla vennero da Hogarth rivisitati nel '76 in uno speciale volume in cui «la rottura della consueta gabbia grafica orizzontale e lo sfondamento dell'immagine a tutta pagina» gli permise un adattamento estremamente moderno di quei racconti, vicino per sensibilità e intuizioni al linguaggio delle moderne graphic novel.