Torino, le mummie del Museo egizio tornano in ospedale

Ricoverata alle Molinette la mummia della signora della casa di Shepsestaset, ritrovata ad Assiut nel 1908 da una missione italiana

Dopo otto anni le mummie egizie sono tornate all'ospedale Le Molinette di Torino. Oggi, all'Istituto di Radiologia universitaria è stata effettuata una tomografia computerizzata (TC), utilizzando un'apparecchiatura di ultima generazione, del corpo intero della mummia della signora della casa Shepsestaset, di epoca tolemaica, appartenente alla collezione del Museo Egizio di Torino, in deposito temporaneo presso il Museo del Territorio Biellese a Biella. La mummia proviene dal sito di Assiut, dove operò ai primi del Novecento la missione archeologica italiana diretta da Ernesto Schiaparelli, al quale è dedicata la sala egizia del Museo Biellese. Alla stessa missione partecipò in seguito Giovanni Marro (1875-1952), medico antropologo fondatore del Museo di Antropologia. Per la prima volta in Italia i risultati della TC e la ricostruzione 3D della mummia saranno esposti al pubblico nel Museo del territorio biellese.
Riprende così la collaborazione interdisciplinare per lo studio medico, antropologico ed egittologico sulle mummie egizie, che vede coinvolti la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo delle antichità egizie, il Museo universitario di Antropologia ed Etnografia e il Dipartimento di Scienze della vita e Biologia dei sistemi dell'Università di Torino e l'Istituto di Radiologia dell'Università di Torino. «Questa ricerca - spiega una nota diffusa dalle Molinette - prosegue l'ampio progetto di studio sulle mummie egizie che da alcuni anni coinvolge le istituzioni sopra citate con l'obiettivo di migliorare le conoscenze in ambito scientifico e di valorizzare il ricco patrimonio in beni culturali che esse rappresentano».
L'attività di ricerca sulle mummie, conclude l'ospedale, non interferisce in alcun modo con quella di tipo assistenziale ed è effettuata fuori dall'orario di servizio.
Nell'antico Egitto Assiut, la città dove nel 1908 la missione archeologica italiana trovò la mummia ora «ricoverata» alle Molinette, era la capitale della 13° provincia ed era un importante centro commerciale oltre che il centro più importante fra quelli dedicati al culto di Wepwawet, il dio con la testa di lupo vendicatore di Osiride. Sorgeva sul crocevia delle strade che portavano le carovane verso le oasi del deserto occidentale e nel centro del Sahara. Ora non è fra le località più gettonate dai turisti internazionali che visitano ogni anno l'Egitto ma è sede della terza università del paese ed è rinomata anche per la produzione di tappeti.