Troppi scrittorie pochi lettori:ora basta libri?

Paolo Bianchi confeziona <em>Inchiosto antipatico</em>, un vero e proprio manuale di dissuasione dalla scrittura creativa. Ecco perché non c'è più bisogno (o quasi) degli scrittori...

"Ci troviamo davanti a una disfunzione narcisistica della società. Si scrive per dire al mondo che si esiste. Ma quelli che hanno veramente qualcosa da dire e lo mettono per iscritto sono un numero risibile. Forse solo uno su mille. Anche quelli che scrivono buone cose affogano in questo mare d’inchiostro". Con queste parole Paolo Bianchi - giornalista, scrittore e un tempo pure editor - ha spiegato, in una intervista, il perché del suo nuovo, divertentissimo libro Inchiosto antipatico (Bietti editore). Già il sottotitolo la dice lunga: "Manuale di dissuasione dalla scrittura creativa".

Per prima cosa è un manuale. Una sorta di vademecum per non incappare negli errori che solitamente gli scrittori (alle prime armi o professionisti che siano) fanno a bizzeffe. In secondo luogo è un testo critico. Dati ovunque, ben mischiato con una sana dose di ironia necessaria per denunciare un sistema in cui è il libro che cerca il lettore (e non viceversa). "Qualcuno ha calcolato, con un ampio grado di verosimiglianza, che se da questo momento in poi non venisse più pubblicato niente, un lettore che legga quattro libri alla settimana impiegherebbe 250mila anni per affrontare tutti i libri già scritti". Un paradosso? Macché. Una provocazione? Per nulla. Una sacrosanta verità. D'altra parte si sa fin troppo bene: nel nostro Paese, come in tutto il resto del mondo, i libri pubblicati sono tanti. Anzi, sono troppi. E i lettori? Beh, che dire, sono pochi, desolatamente pochi. Eppure la gente continua a scrivere ed è disposta a tutto per farsi pubblicare. Perfino pagare cifre cospicue per uno dei numerosissimi corsi di scrittura creativa, perfino farsi "spennare" da sedicenti case editrici a pagamento. Per quale motivo? Nel tentativo (consciamente vano) di dissuaderci dalla scrittura, Paolo Bianchi ci disvela con esempi, statistiche, aneddoti e citazioni una realtà – quella dell’editoria – ambita quanto ignota, con i suoi meccanismi nascosti, le trappole e le insidie.

Commenti
Ritratto di barbara.2000

barbara.2000

Gio, 07/06/2012 - 15:22

signor RAME ho letto moltissimo da bambina e da signorina . i libri erano brevi , raccontavano avventure reali , storie ben costruite . non ho mai letto le lagne delle storie d'amore , una barba unica . poi lo studio , la famiglia , mi hanno limitato nella lettura . ho letto tra i primi i libri degli esuli sovietici , i cui libri erano venduti quasi di nascosto . Oggi si scrivono libri di 800 pagine . personalmente leggo fino a pagina 100 in un giorno , poi c'è la ripetizione delle prime 100 pagine da pagina 130 . questi sono libri ? cosa raccontano ? nulla , sono noiosi . Riduciamo le pagine , vietiamo la ripetizione delle prime pagine . e vedrete che i lettori aumentano . preferisco leggere il giornale , libero , e corsera . riesco a ridere , incazzarmi , sorridere . un libro ? ho gettato i soldi nel cesso . bisogna avere libri di storia antica , scritta in italiano non in lingua becera . salutoni