La vera storia degli Arditi raccontata da un vero ardito

"Le truppe d'assalto italiane" di Salvatore Farina, in edicola con il Giornale (a 9,50 euro più il prezzo del quotidiano)

Gli Arditi raccontati da un Ardito. Questo troverete nel volume Le truppe d'assalto italiane di Salvatore Farina e da oggi in edicola con il Giornale (a 9,50 euro più il prezzo del quotidiano). Salvatore Farina, tenente di complemento della seconda Compagnia del XX Reparto d'Assalto, durante la cruenta azione per la conquista del monte San Gabriele, avvenuta il 3 e 4 settembre 1917, subì una grave ferita che gli costò l'amputazione della gamba destra. Per il coraggio dimostrato venne insignito della medaglia d'Argento. Quella di Farina non è però una narrazione strettamente autobiografica, semmai una narrazione dall'interno.

Il racconto di Farina, edito la prima volta nel 1938, ha il merito, non scontato per un libro dell'epoca, di spiegare benissimo le motivazioni psicologiche che favorirono dal basso la nascita di questi reparti. Già a partire dal 1916 gli Stati maggiori delle nazioni in guerra avevano iniziato a chiedersi come rompere lo schema dell'assalto frontale, e di massa, contro le trincee. Gli anglo-francesi, più ricchi di risorse, si orientarono verso lo sviluppo dei primi rudimentali mezzi corazzati, in grado di vanificare il «muro» delle mitragliatrici. I tedeschi per primi si orientarono, in modo sistematico, alla creazione di unità speciali d'assalto armate di mitragliatrici leggere, di bombe a mano e addestrate a operare di sorpresa, talvolta addirittura durante il fuoco delle proprie artiglierie, per rapide infiltrazioni atte a scardinare i nodi chiave del sistema difensivo nemico. In Italia i primi esperimenti di questo tipo avvennero quasi spontaneamente con la creazione di compagnie autonome di volontari, chiamate informalmente «compagnie della morte». E solo più tardi la prassi venne istituzionalizzata. Per usare le parole del generale Francesco Saverio Grazioli (1869-1951) che scrisse la prefazione originale al volume: «Le truppe d'assalto sorsero fra noi, nei giorni più aspri della Grande guerra, come espressione viva dell'insofferente volontà dei più strenui combattenti delle primissime linee, ansiosi di uscir dalla stasi penosa e mortificante della squallida guerra di trincea. Ci fu chi, vivendo le terribili ore di quella guerra a stretto e diuturno contatto con i più animosi fra i fanti, seppe interpretarne virilmente l'ansia e la passione guerriera». Farina racconta questo percorso ricollegandolo anche alla tradizione garibaldina.

L'attuale edizione del libro è corredata anche di una «Premessa» del generale Umberto Calamida e di una ricca appendice documentale di Angelo Luigi Pirocchi.

Commenti

czlsha

Sab, 05/08/2017 - 13:01

Mi dispiace dire questo ma risulta dalla storia Italia nella prima guerra mondiale e la seconda sempre interpreta un ruolo emarginato,forse questo si compensa con la sua natura straordinaria artistica .