Il "virile" Voronoff, chirurgo che stupì Bulgakov (e il Duce)

"Se sei troppo vecchio per ballare procurati una ghiandola di scimmia". Solo una delle conferme extrascientifiche della fama planetaria del chirurgo ebreo russo Serge Voronoff

Nel 1925 i fratelli Marx lanciano a New York la commedia The Cocoanuts che quattro anni dopo diventa un film di successo per la Paramount, proposto in Italia con il titolo Ladri di gioielli. Una delle scene più apprezzate è il balletto di belle ragazze che cantano Monkey Doodle-Doo con un ritornello che tradotto fa: «Se sei troppo vecchio per ballare procurati una ghiandola di scimmia». Solo una delle conferme extrascientifiche della fama planetaria del chirurgo ebreo russo Serge Voronoff (1866-1951). Pensavano a lui Bulgakov quando immaginò l'endocrinologo Preobrazenskij, protagonista di Cuore di cane , l'Arthur Conan Doyle di L'uomo che camminava strisciando e forse anche l'Italo Svevo di La rigenerazione . Sempre nel '25 Voronoff si trasferisce da Parigi (dove era emigrato da ragazzo in fuga dai pogrom) in Riviera, al confine italo francese. Vuole creare qui una «fattoria di scimmie» con cui avere sempre a disposizione pezzi di ricambio, in particolare testicoli di cui innestare porzioni nei corrispondenti attributi di attempati signori in fuga dalla senilità: sconosciuti, insigni colleghi, nobiltà varia, vip. Tutti in fila per farsi operare dal chirurgo star. Intanto alle Folies-Bergère va in scena una rivista ambientata in un Istituto Voronoff dove floride infermiere soccorrono celebri vegliardi e il barman del Ritz inventa il cocktail Monkey gland a base di gin, succo di frutta e assenzio.

Se si imbocca l'Aurelia dopo Ventimiglia verso la dogana alta, nell'ultima curva prima della Francia ci si imbatte in un residence, un tempo villa maestosa, con un'antica torre. Qui, frazione di Grimaldi, Voronoff trascorre gli inverni dal '25 fino alle leggi razziali, quando ripara a New York. Nel parco si scorgono ancora le strutture delle gabbie: scimpanzé e babbuini da Sudan, Guinea e Abissinia, oranghi dal Borneo. Quanto al futuro dittatore, si era già definito «il Voronoff dell'Italia» in una Roma che andava «voronoffizzata». E in parlamento i deputati fascisti applicavano un ben più drastico concetto di rottamazione zittendo gli avversari in età al grido di «Vo-ro-noff!». Il sogno dell'eterna giovinezza. Vita e misteri di Serge Voronoff (Infinito) di Enzo Barnabà è la prima biografia in Italia sul personaggio, arricchita da una serie di fonti inedite, con la consulenza scientifica del professor Raffaele Cursio, chirurgo e trapiantologo all'università di Nizza, con momenti e dettagli di insostenibile precisione. Ma che svela anche l'affabulatore irresistibile, l'elegantissimo causeur , dotatissimo nella strategia della comunicazione. Insomma, non si trattava solo dell'eccellente chirurgo che con una serie di esperimenti s'afferma a livello mondiale: gli si può riconoscere la preziosa intuizione delle banche di organi, anche se non era in grado di risolvere il problema del rigetto. Quello che spiega un tale successo d'immagine, rispetto ai colleghi che lo avevano anche preceduto nella ricerca su xenotrapianti da animali all'uomo, è stata piuttosto la straordinaria abilità nel vendere un sogno. Voronoff muore durante una vacanza a Losanna: ha 85 anni. Ai maliziosi giornalisti ha sempre assicurato di non aver mai avuto bisogno di trapianti. Lasciandoli spettegolare sul fatto che avesse avuto tre mogli, di cui una giovanissima, ma mai un figlio.