Cunego ammalato: è allarme Tour

Dopo un Giro disastroso gli esami scoprono il virus della mononucleosi. Il suo ds Martinelli: «Per andare in Francia deve essere al massimo»

Pier Augusto Stagi

Un virus l'ha messo fuori Giro, e adesso Damiano Cunego, il «Piccolo Principe» del ciclismo italiano, vincitore un anno fa della corsa rosa, rischia il Tour. La notizia uscita ieri dagli ambienti della Lampre-Caffita, la formazione diretta dal duo Saronni-Corti, è di quelle che spiegano molto più di mille altre interpretazioni. Gli interrogativi si sprecavano. Come mai Cunego va così piano? Cosa gli è successo? È mai possibile che un anno fa Damiano triturava gli avversari e adesso si limita a rincorrerli? Domande, interrogativi, che hanno trovato risposte in una serie di analisi alle quali il corridore si è sottoposto nei giorni scorsi. Damiano Cunego non sta bene. Lo si era sospettato durante il Giro, vedendolo andare troppo piano rispetto alle attese, ora è diventato certezza. Gli esami clinici svolti il 31 maggio scorso, hanno permesso di riscontrare un altissimo movimento anticorpale, cinquanta volte superiore alla media, causato dalla presenza di virus, il principale dei quali è stato individuato nell’epstian-barr (ebv), responsabile di infezioni da mononucleosi. Cunego si sottoporrà a dei nuovi accertamenti clinici il prossimo 20 giugno all’Ospedale San Raffaele di Milano e dall’esito di quegli esami, soprattutto dal calo o no di quel valore altissimo di movimento anticorpale, dipenderà la partecipazione del «Piccolo Principe» al Tour de France.
Cosa si può dire adesso come adesso? Che il campioncino veronese, che soltanto lo scorso mese di dicembre era il numero uno del ciclismo mondiale, e ora, a soli 23 anni, si trova a vivere probabilmente il primo momento difficile della sua carriera, può perlomeno tirare un sospiro di sollievo: una ragione ai suoi patemi c'è. Il dottor Carlo Guardascione, responsabile sanitario della società, può però al momento dire ben poco: «Dobbiamo valutare bene le cose, tutti assieme, in maniera collegiale - ci ha detto -. Noi medici, con lo staff tecnico e il corridore, dobbiamo valutare un po' tutto. Al momento sappiamo che ci sono delle alterazioni e dobbiamo riverificare la situazione nei prossimi giorni, prima di prendere una decisione in merito. Dire adesso se Damiano parteciperà o no al prossimo Tour de France è perlomeno sconveniente e prematuro».
Stesso discorso con Giuseppe Martinelli, il tecnico della formazione lombarda. «Sospettavo che qualcosa non andasse perché Damiano al Giro aveva faticato troppo, ed è certamente un bene che sia stato evidenziato questo stato di cose, ma adesso vediamo come si evolverà la cosa. Probabilmente il peggio è anche passato, ma nei prossimi giorni, con nuovi esami in mano ne sapremo qualcosa di più. Il Tour? Sarebbe bene farlo, anche solo per andare a fare un'esperienza oltre confine, ma una corsa così difficile e importante la si può correre solo se si è a posto: fisicamente e psicologicamente».