Cure più efficaci per l’artrite

Le cure biologiche ottengono la scomparsa dei sintomi ma sovente anche la remissione totale della malattia

Oltre 13mila reumatologi si sono ritrovati a Parigi per il congresso annuale dell'European League against rheumatism (Eular) che si è svolto da mercoledì a sabato scorso. Sono giunti da tutti i Paesi europei, ma anche dagli Stati Uniti e dall'Asia. Il prossimo anno questo mega incontro si terrà a Copenaghen, a Roma nel 2010. Nel passato i reumatologi non avevano efficaci armi terapeutiche per contrastare l'evoluzione di queste patologie che sono sempre più diffuse per l'invecchiamento della popolazione, oltre che per fattori genetici e ambientali. Ricorrevano ai corticosteroidi e agli antinfiammatori non steroidei che riducevano temporaneamente i segni e i sintomi tipici: dolore, gonfiore e rigidità articolare. La vera rivoluzione terapeutica è avvenuta con i farmaci biologici, anticorpi monoclonali che inibiscono l'azione del fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-alfa), una proteina sintetizzata dal sistema immunitario che svolge un ruolo centrale nel processo infiammatorio associato alla malattia. In tutto il mondo si intensificano le sperimentazioni di nuovi farmaci, sempre biologici, di maggiore efficacia e con minori effetti collaterali. A Parigi Joseph Smolen, direttore del dipartimento di reumatologia dell'università di Vienna, coordinatore di un importante trial, ha presentato uno studio clinico controllato che dimostra l'azione di un nuovo anti TNF attivo anche quando altri agenti analoghi non agiscono. Questa nuova molecola (golimumab), di origine umana, porta anche in pazienti già trattati con scarso successo ad un miglioramento clinicamente rilevante per almeno sei mesi della funzione fisica e dell'attività della malattia.
Questo nuovo farmaco - ha affermato Marco Matucci Cerinic, direttore della divisione reumatologia dell'università di Firenze, che lo ha sperimentato - può essere iniettato sia endovena sia sottocute e quindi gestito a livello domiciliare con la supervisione medica. Essendo completamente umanizzato non induce reazioni da parte del sistema immunitario del paziente. In alcuni casi queste nuove cure hanno determinato non solo un miglioramento dei parametri della malattia, ma anche ad una remissione totale della stessa. I trattamenti con associazione di più farmaci hanno aumentato le risposte anche nei pazienti più difficili, ha precisato Edward Keystone, del Mont Sinai Hospital di Toronto, sperimentatore principale dello studio.
Tra le malattie reumatiche più comuni vi è l'artrite reumatoide, che affligge nel mondo 9,7 milioni di persone, 400mila in Italia: è una patologia infiammatoria cronica che provoca dolore, tumefazione, rigidità e perdita della funzionalità a livello articolare. Se non monitorata e trattata il prima possibile questa malattia può provocare gravi deformità articolari nel 70-80 per cento dei pazienti, i dolori articolari influiscono sulle capacità del paziente di svolgere le normali attività quotidiane e limitare le opportunità di lavoro. Molti pazienti affetti da artrite reumatoide manifestano depressione, ansia, senso di impotenza. Altrettanto gravi sono la spondilite anchilosante, che colpisce soprattutto la colonna vertebrale e porta alla fusione delle sue articolazioni, e l'artrite psoriasica, una malattia autoimmune che si verifica quando il sistema immunitario attacca i tessuti sani dell'organismo.