Dai centri di ricerca una molecola contro il reflusso gastro-esofageo

Avanzano, in ambito gastroenterologico, innovative soluzioni terapeutiche che offrono sollievo prolungato e duraturo dalla pirosi gastrica. Ovvero da quella fastidiosa sensazione di bruciore che, dallo stomaco o dal basso torace, risale verso il collo, con reflusso di acido dall’esofago e sintomi che spesso alterano la qualità della vita. Basti pensare che si manifesta anche di notte, causando forti disagi sul riposo notturno. Circa 8 milioni le persone colpite in Italia, per lo più donne, con un rapporto di 1 a 2 e di età media intorno ai 41 anni.
Ora un farmaco, a base di pantoprazolo (già disponibile in 13 Paesi europei ed ora in Italia nelle farmacie senza prescrizione medica e in altri 13 Paesi Europei), agisce all’origine del problema, bloccando la «pompa protonica», vale a dire la struttura presente nelle cellule dello stomaco che produce acido cloridrico, la causa del bruciore di stomaco. La molecola, distribuita dalla multinazionale Novartis, promette con una sola compressa al giorno da 20mg, di ridurre l’eccessiva acidità e liberare per 24 ore dal problema della pirosi. «Si tratta di un farmaco inibitore di pompa protonica (PPI), la cui efficacia antisecretiva è stata ampiamente documentata in numerosi studi di fisiofarmacologia e clinici nel corso degli ultimi anni», commenta Vincenzo Savarino, professore ordinario di gastroenterologia all’università degli Studi di Genova. «La durata d’azione antisecretiva degli inibitori di pompa, come il pantoprazolo, è molto più lunga rispetto ad altri farmaci, come gli H2 antagonisti e gli antiacidi. Spesso, un’unica dose giornaliera è sufficiente per ottenere l’efficacia terapeutica desiderata. Il vantaggio maggiore del pantoprazolo rispetto agli altri PPI è rappresentato dalla minore interazione con altri farmaci, che vengono comunemente usati nella terapia di molte malattie cardiologiche, neurologiche e psichiatriche».
La pirosi gastrica insieme con il rigurgito acido sono i principali sintomi del reflusso gastroesofageo, una condizione che nel tempo può evolvere in una vera e propria patologia. Fattori collegati allo stile di vita, come lo stress, possono favorire il bruciore di stomaco. I numeri parlano chiaro: nel Paese il disturbo riguarda prevalentemente persone che lavorano (70 per cento), sposate (55 per cento) e con una famiglia numerosa (67 per cento). Anche la cattiva alimentazione gioca un ruolo cruciale. In merito gli esperti suggeriscono di eliminare gli alimenti speziati-grassi, l’alcol e le bevande gasate.