Dai violini alle galline, così sono nati i 3mila gemellaggi dei Comuni

L'Aiccre (la sezione italiana del Consiglio dei<BR> Comuni e delle Regioni d'Europa) promuove<BR> i legami internazionali delle comunità locali,<BR> una realtà culturale ed economica importante<BR> che pesa poco sulle casse municipali, perché<BR> le risorse sono a carico dell'Unione europea

Ci sono città e paesi che condividono il nome. Altri hanno la musica o la cucina per comun denominatore. Altri ancora devono la loro amicizia alla storia o addirittura al caso. Sono innumerevoli e talvolta curiosi i motivi che hanno spinto i Comuni a stringere amicizia con omologhi esteri. E, secondo l'Aiccre, la sezione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa, sono oltre 3mila i gemellaggi tra i Comuni italiani e quelli di altri paesi europei.
Guardando a quelli più originali, non possono non stupire rapporti nati nel segno del destino. Come quello tra Spinadesco (Cremona) e Soyons, in Francia, dove durante una festa comunale furono lanciati in aria alcuni palloncini con dei messaggi di amicizia; uno di questi è arrivato fino alla cittadina lombarda, spingendo il sindaco a mettersi in contatto con il suo collega francese. Un copione simile anche quello che ha fatto nascere un gemellaggio tra Carisolo (Trento) e Daun, in Germania.
La musica è invece il filo che unisce Cremona e Kazanlak (Bulgaria) visto che nella cittadina balcanica si trova una fabbrica di strumenti musicali di nome, appunto, Cremona. Sulle note musicali è nato anche il gemellaggio tra Salle (Pescara), zona di produzione di corde armoniche, e Reghin (Romania), dove vengono fabbricate invece le casse di violino.
Così come il gemellaggio, nato nel 2004, tra Sochaczew (Polonia), dove è nato Federico Chopin, e Riese (Treviso), patria di Pio X, promotore della musica sacra.
La passione per la bicicletta ha segnato l'inizio del rapporto tra Ferrara, dove questo è mezzo più usato, e Saint-Etienne (Francia), patria di una delle principali fabbriche europee di bici. Tra Forlimpopoli (Forlì-Cesena) e Loubet (Francia) c'è di mezzo invece la cucina perchè nella prima è nato il padre della gastronomia italiana Pellegrino Artusi, nella seconda il re degli chef.
Unite fin dalla nascita, per via dello stesso nome, sono Celle Ligure (Savona) e Celle (Germania), in contatto già dagli anni Sessanta ma gemellate dal 2001. Così come Colfelice (Frosinone) e Villafeliche (Spagna), omofono e quasi identico nella grafica a una frazione del comune laziale.
Carpineto romano (Roma) e Wadowice (Polonia) hanno invece stretto amicizia per lo stesso vanto di aver dato i natali a due pontefici, rispettivamente Leone XIII e Giovanni Paolo II. Il legame tra le due abbazie benedettine ha invece spianato la strada al gemellaggio tra Frassinoro (Modena) e La Chaise Dieu (Francia) mentre ragioni storiche legano indissolubilmente Nardò (Lecce) e Hof Hacarmel Atlit (Israele), gemellate dal 2007: dal primo comune sono partiti, tra il 1943 e il 1947, migliaia di profughi ebrei diretti al secondo, dove era allestito un altro campo. Nel settembre del 1943, infatti, la Puglia divenne un vero e proprio rifugio per gli ebrei balcanici, all'epoca del cosiddetto Regno del Sud, quando la sede del legittimo governo italiano era Brindisi.
Il rapporto tra gli istituti professionali specializzati nel legno e fra le segherie ha spinto a gemellarsi San Giovanni al Natisone (Udine) e Kuchl (Austria). Muove i primi passi da un'amicizia tra squadre di calcio il gemellaggio tra Gattatico (Reggio Emilia) e Zierenberg (Germania), invece, i rapporti tra università hanno dato vita a quello tra Corciano (Perugia) e Pentling (Germania). Stessi settori economici di punta sono invece il motivo del gemellaggio tra Castiglione Garfagnana (Lucca) e Isola (Francia), entrambi dediti alla castanicoltura. La gallina di Polverara e il gallo de Moron sono, poi, il comun denominatore di Polverara (Padova) e Jimena (Spagna), noti appunto per le due pregiate razze ovicole.
Da nord a Sud sono numerosi i comuni italiani che hanno scelto la strada dei gemellaggi per gettare le basi di scambi culturali e anche economici. Sempre in base ai dati dell'Aiccre, che promuovere i gemellaggi come motore della cittadinanza europea, i rapporti più numerosi sono quelli con la Francia (888) e la Germania (435) ma se ne contano parecchi anche con l'Austria (101), la Polonia (95), la Grecia (92), l'Ungheria (75), il Regno Unito (68) e il Belgio (55).
«In passato, negli anni dell'emigrazione italiana nel mondo, i gemellaggi nascevano soprattutto tra i paesi di provenienza e quelli dove i nostri connazionali andavano a vivere per lavorare, soprattutto in Francia, Belgio, Olanda - sottolinea Emilio Verrengia, segretario generale aggiunto Aiccre -. Ora la Commissione europea privilegia i gemellaggi con altri Paesi, come i Balcani, Malta, la Croazia, la Romania. Abbiamo costruito l'Europa delle nazioni e ora, attraverso i gemellaggi, vogliamo costruire un'Europa dei popoli e cementare l'appartenenza all'Europa».
Al di là dei Trattati, infatti, è importante creare un'osmosi alla base. E l'istituzione più vicina ai cittidini, si dice da sempre con ragione, è il Comune. Che attraverso il gemellaggio con una comunità straniera può creare preziose occasioni di incontro e di scambio, culturale, sportivo ma anche economico - per i suoi cittadini. Soprattutto, ma non solo, per quelli più giovani.
«L'Aiccre - spiega ancora Verrengia - promuove una serie di iniziative con i nostri enti associati: organizziamo per gli amministratori seminari di formazione in Italia e, due volte l'anno, all'estero». Questi incontri servono soprattutto per far conoscere ai Comuni un'opportunità che incide poco sui conti perché, conclude Verrengia, «le risorse sono per la gran parte a carico dell'Unione europea».