Dall’Argentina il «filetto alla cocaina»

Filetti di pregiata carne argentina alla cocaina. Cinque corrieri di droga sudamericani stavano per introdurne in Italia 15 chili, per un valore complessivo pari a 8 milioni di euro, così puri da poterne ricavare più di 100mila dosi da vendere al dettaglio, per rifornire la crescente richiesta del «mercato» nazionale. A fermare i corrieri e ad arrestarli in tempo, prima ancora che riuscissero a varcare la soglia della dogana italiana, all’aeroporto di Fiumicino, sono stati i militari della guardia di finanza, in collaborazione con gli uomini dello Svad dell’agenzia delle dogane. Nel giro di poche settimane gli investigatori dell’apposita unità antidroga sono riusciti a individuare tutti e cinque i trafficanti, giunti a Roma con voli provenienti da San Paolo (Brasile) e da Buenos Aires. Approfittando del notevole flusso di passeggeri in transito nello scalo romano nei primi giorni dell’anno i corrieri, mescolandosi tra i turisti, avevano escogitato un sistema davvero singolare per nascondere la droga, forse con la speranza di riuscire a eludere i severi controlli. I «panetti» di «polvere d’angelo» in cristalli erano in gran parte celati in alcune confezioni di carne di manzo rivestite di cellophane trasparente, di quelle generalmente in vendita nei banchi frigo dei supermercati; un’altra parte della droga, invece, era racchiusa in un sofisticato doppiofondo ricavato da una valigia. Lo stratagemma messo in atto dai trafficanti, però, non ha ingannato gli occhi esperti dei militari in forza nello scalo romano e a quelli degli investigatori delle dogane, i quali, dopo approfonditi controlli della merce e dei bagagli in possesso dei sudamericani, hanno scoperto la droga e arrestato gli uomini per traffico internazionale di stupefacenti.
Certo è che il primo scalo della capitale non è nuovo agli ingenti sequestri di droga. Alla fine di novembre scorso, sempre per mano dei militari della gdf ai comandi del colonnello Pino Colone, si concluse un maxi-operazione che portò al sequestro di 80 chilogrammi di cocaina (ai narcotrafficanti avrebbe fruttato 35 milioni di euro), e all’arresto di 13 persone. Soltanto nel 2008 l’intensa attività investigativa antidroga svolta dalle fiamme gialle e dallo SVAD, ha prodotto l’arresto di 120 persone e il sequestro di 350 chilogrammi di droghe «pesanti», soprattutto cocaina. Per gli investigatori, però, nonostante la loro notevole esperienza, non è sempre un lavoro semplice riuscire a individuare i «corrieri» che a più riprese tentano di introdurre droga, peraltro confondendosi tra le migliaia di turisti in transito ogni giorno. I metodi e gli stratagemmi adottati spesso sono impensabili: oltre ai cosiddetti «ovulatori» che riescono a ingoiare fino a 60-80 ovuli per volta, contenenti fino a un chilogrammo di cocaina, spesso la droga viene nascosta anche nelle panciere, cinte, in minuscoli doppifondi ricavati nelle valige, oppure mescolata tra i dolciumi e i liquori. Lo scorso anno addirittura fu rinvenuta nei corpi di un centinaio di scarafaggi morti, svuotati per l’occorrenza e quindi imbottiti di cocaina. Insomma un super-lavoro che farebbe girare la testa persino a un detective del calibro di Serpico.