Dalle antiche tradizioni edili ai cantieri della città futura

«Il futuro all'inizio è sempre un cantiere» recita lo slogan della scuola per festeggiare i suoi primi 140 anni di vita. E il Carlo Bazzi, Istituto Tecnico Industriale per Periti Edili fondato a Milano nel 1872 come scuola dei Capimastri milanesi, ne ha fatto una filosofia del fare, mai dimenticando, però le sue radici e tradizioni. Nella centrale via Cappuccio, le grandi aule e l'aula magna, trasudano quello stile mitteleuropeo austero e ieratico d'altri tempi, dove la formazione era al centro di ogni impresa. La scuola è una realtà forse unica nel panorama della formazione tecnica in Italia, gestita com'è da una pluralità di attori pubblici e privati e con il coinvolgimento diretto d'imprenditori e sindacati. «Oggi il Carlo Bazzi è una scuola paritaria - spiega il preside Salvatore Forte con un velato orgoglio - gestita da un Ente Morale senza fini di lucro che presenta una governance originalissima, esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato. Infatti il consiglio d'amministrazione è composto dai rappresentanti di Assimpredil Ance, associazione delle imprese edili e complementari delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza (che esprime il presidente), dei sindacati confederali di categoria (che esprimono il vicepresidente), del comune, della provincia , della camera di commercio e del collegio dei periti industriali (che comprendono anche i periti edili) e dell'Esem (la scuola Edile milanese).
In pratica imprenditori e sindacati uniscono le forze per realizzare una scuola che formi i professionisti del mondo dell'edilizia. E grazie anche al sostegno delle parti sociali e alle finalità non di lucro della scuola le rette annuali sono davvero contenute (si va dai 390 euro in prima ai 590 euro dalla seconda alla quinta). Sono previste inoltre agevolazioni in molti casi, per merito o per ragioni economiche. «Il perito edile, diplomato della nostra scuola (100 studenti e 23 insegnanti con un ottimo rapporto di 1 a 5) - continua Forte - è in grado di coordinare e gestire la complessa attività di un cantiere edile. Ma, se vuole, può continuare gli studi presso qualsiasi facoltà universitaria, anche se è consigliabile scegliere indirizzi come il Politecnico o Architettura. O può indirizzarsi presso i nascenti Istituti Tecnici Superiori per una formazione professionale post diploma di tipo non accademico. È uno specialista in grado di lavorare negli uffici o negli studi tecnici che ruotano intorno al mondo dell'edilizia e non solo. Ma, soprattutto diventa un professionista che acquisisce una visione della città e dell'ambiente urbano compatibili con un futuro sostenibile, che parte proprio dagli edifici, vecchi e nuovi, e dalle infrastrutture urbane, sociali e solidali. Il tutto declinato all'acquisizione di una mentalità e di un atteggiamento funzionali a garantire sicurezza per sé e per gli altri di cui si è responsabili».
Il Bazzi, come è chiamato dai milanesi, dà una formazione che prevede anche le lingue straniere e trai suoi allievi vanta anche delle donne - «sono le più brave» sottolinea Forte - che scelgono di lavorare di tablet e cazzuola. Perché ciò che caratterizza l'istituto, oltre agli strumenti elettronici simulativi all'avanguardia, è la pratica continua che gli studenti fanno. Nei primi due anni in un cantiere simulato dove imparano a impastare calce e cemento e a tirare su muri, colonne ed archi. Mentre nel terzo, quarto e quinto anno passano direttamente nei cantieri esterni, nel reale mondo delle costruzioni. «Attraverso questo sistema formativo - conclude il preside - i ragazzi acquisiscono una conoscenza profonda e complessiva della gestione dell'impresa edile e della complessa realtà che le ruota attorno. Chi ci sceglie lo fa per la fitta rete di relazioni con il mondo del lavoro e con i partner presenti in consiglio».