Dall'Umbria a Sarzana L'estate comincia con i Festival

Jazz, musica classica, filosofia. E, perché no, scoprire Orvieto, tra i suoi vini e i colli

Alice Rosati

L'Umbria nei mesi estivi è una esplosione di cultura. Il Festival Dei Due Mondi di Spoleto alla sua 59esima edizione, in programma fino a domani è un intreccio di lirica, danza, musica e teatro che, con oltre 50 titoli, ne fanno una manifestazione a carattere multidisciplinare. L'Umbria Experience culturale continua a Perugia dall'8 al 17 luglio con Umbria Jazz che nell'Arena di Santa Giuliana ospita Mika, Massimo Ranieri, Buddy Guy, Diana Krall, Stefano Bollani, Chick Corea, Pat Metheny & Ron Carter, la reunion di Steps Ahead, l'inedita partnership John Scofield-Brad Mehldau-Mark Guiliana, Marcus Miller e il quartetto di Branford Marsalis con Kurt Elling. La musica si unisce alle suggestioni del centro storico della città con i palchi all'aperto dove il funky di Fred Wesley, i ritmi cubani di Pedrito Martinez, la classica vocalità di Alan Harris e lo swing-jive di Ray Gelato promettono di divertire. La musica classica va oltre la ristretta cerchia di appassionati con il Festival delle Nazioni a Città di Castello, dal 23 agosto al 3 settembre, omaggio alla Francia e ultimo tassello del progetto dedicato alla Grande Guerra e al fervore culturale di fine ottocento e inizio Novecento con 16 concerti in dodici giorni.

I festival possono essere anche l'occasione per scoprire l'Umbria, una regione non solo da visitare ma soprattutto da assaporare in una vera e propria «Umbria Experience». Ricca di castelli, borghi medievali, abbazie, è un luogo dove respirare la storia e trovare tranquillità, e che non ha nulla da invidiare alla confinante Toscana, per certi versi così uguale basta pensare alla Rocca del Leone di Castiglione del Lago sul Trasimeno, la cui forma pentagonale non corrisponde solo alla costellazione del leone, ma collima esattamente con la piazza della vicina Montepulciano - e per altri così diversa, a partire dal vino. Lo sanno bene i marchesi Antinori che oltre a produrre i rossi nel Chianti Classico, in Umbria al Castello della Sala a 20 chilometri da Orvieto, si dedicano ai bianchi con l'utilizzo di varietà miste di uve tradizionali come Procanico e Greghetto, da cui nasce L'Orvieto Classico Superiore San Giovanni, e vitigni non tradizionali come lo Chardonnay da cui viene ricavato il vino icona della tenuta, il Cervaro della Sala. Vivere l'Umbria vuol dire, infatti, provare le eccellenze enogastronomiche. Oltre all'olio e ai salumi ci sono dei prodotti poveri di campagna che sono stati rivalutati come la fagiolina, un legume che ha la forma di un seme allungato dal sapore delicato, coltivato lungo il Trasimeno e oggi presidio Slow Food. L'Umbria è anche terra di materie prime pregiate come lo zafferano di Città della Pieve che nel XIII secolo era utilizzato per tingere panni e filati. Oggi si gusta in cucina grazie a Il Croco di Pietro Perugino, il consorzio formato da 30 produttori che si occupano di tramandare e preservare questa tradizione riportata in auge dall'agronomo Alberto Vigano. A Città della Pieve, borgo del pittore Pietro Vannucci detto il Perugino sono state trovate di recente anche altre meraviglie: due tombe etrusche, di cui una ancora sigillata, e delle urne del III secolo a.c., scoperte per caso da un operario che stava arando il terreno e per ora custodite nel museo civico diocesano di Santa Maria dei Servi. Imprescindibile uno stop ad Orvieto, la cui rupe è visibile in tutte le direzioni a chilometri di distanza. Il racconto di Orvieto passa dal Duomo e dalla sua restaurata cappella di San Brizio con il ciclo di affreschi con Storie degli ultimi giorni completato dal Signorelli, e prosegue nel sottosuolo, nella città sotterranea scavata nel tufo in quasi 3 millenni con resti etruschi, medievali e rinascimentali.