Daniele Brottier

Nacque nel 1876 a La Ferté Saint-Cyr, una cittadina francese della diocesi di Blois. Sentendosi chiamato a vita sacerdotale, studiò in seminario a Blois e, dopo la parentesi del servizio militare, nel 1899 fu ordinato sacerdote. Fece per tre anni l’insegnante nel collegio di Pontlevoy ma il suo desiderio era la missione. Così, chiese e ottenne dal vescovo il permesso di entrare nella Congregazione dello Spirito Santo, che nel 1903 lo mandò missionario a Saint-Louis in Senegal. Ma il clima africano non era il più adatto per la sua salute. Rientrato una prima volta nel 1906 per un intervento chirurgico, nel 1911 dovette gettare definitivamente la spugna e tornare nella casa generalizia di Parigi. Qui si diede a raccogliere fondi per la costruzione della cattedrale di Dakar, capitale del Senegal. Scoppiata la Grande Guerra, si offrì come cappellano militare e presto il suo coraggio divenne leggendario perché il p. Brottier si fece, sempre in prima linea, tutte le battaglie più cruente del fronte occidentale, compresa quella di Verdun, uno dei carnai più spaventosi di tutta la storia bellica (v. il mio I santi militari, Estrella de Oriente). Alla fine del conflitto fondò l’Unione Combattenti di Francia e, su mandato dell’arcivescovo di Parigi, si occupò dei numerosissimi orfani, per i quali si dedicò soprattutto al reperimento dei mezzi finanziari. Per tutta la vita soffrì di spaventose emicranie, e fu sempre la testa il suo principale problema di salute. Nel 1934 venne colpito da congestione cerebrale. Sembrò riprendersi ma lo stroncò il tifo appena due anni dopo.