La danza che richiama l’armonia perduta

Rivolgersi alla natura, anzi all’anima della natura e delle cose terrene, per ripristinare l’antica complicità perduta nel corso dei secoli: terremoti che sconquassano la terra, eruzioni vulcaniche, epidemie di peste ad Atene. Partendo dai fenomeni atmosferici che esplodono senza preavviso, e che l’uomo non può controllare, il coreografo Virgilio Sieni ha cesellato le emozioni dando corpo e cuore ai movimenti in L’ultimo giorno per noi, in scena oggi e domani al Palladium. Qui la danza diventa strumento d’indagine e riflessione sulla realtà odierna. Ideato e diretto dal coreografo toscano, protagonista della danza contemporanea dagli anni '80 e formatosi ad Amsterdam, New York e Tokyo, L’ultimo giorno per noi è l'ultimo atto della trilogia ispirata al De rerum natura di Tito Lucrezio Caro (i precedenti di Sieni furono La natura delle cose e Oro). Mette al centro della scena la storia di cinque gemelli destinati a una morte immatura, i quali inventano i loro ultimi balli per provare a sostenere i loro genitori in uno slancio di vicinanza e in una reciproca richiesta di conforto. Cercare rifugio per donare sollievo, quindi. I cinque bambini immaginati da Virgilio Sieni si muovono sul proscenio per l’«ultimo giorno» quasi si trattasse di un unico corpo che si sostiene dall’interno: un corpo morente, riversato e doloroso, ma capace di moltiplicare lo sguardo e il tatto. Un corpo capace persino di osservarsi da fuori. Sono proprio queste creature danzanti, impastate di atomi vuoti e dolore acuto, che suggeriscono di riscoprire la felicità nella dolcezza del momento e nella responsabilità personale.
Per la creazione dell’opera, danzata sulla musica di Robret Schumann, Trio op. 110 eseguita dal vivo dal trio Voces Intimae, Virgilio Sieni spiega di essere stato influenzato da due distinti fatti di cronaca: la storia del gommone di Malta naufragato la scorsa estate, quando 5 eritrei furono respinti in mare senza ricevere soccorso da una motovedetta maltese, e la celebre fotografia della Madonna di Bentalha, cioè la donna che perse l’intera famiglia nell'esplosione di una bomba durante la guerra civile algerina del ’97 e che un reporter immortalò durante il suo pianto, trasformandola nell'icona del dolore.
Per la Compagnia Virgilio Sieni danzano Ramona Caia, Massimiliano Barachini, Jacopo Jenna, Csaba Molnàr, Daniele Ninarello.