Darcy, Cyrano, Rhett: i bastardi che fanno impazzire le lettrici

Per il fisico pensiamo al Paul Varjak di Capote Ma, tutto sommato, chi meglio di monsieur Bovary?

Per poter essere ricordato e albergare in eterno nel cuore di una donna, un eroe letterario deve dare quella sensazione: entrando in una stanza, sposterà l'aria per il solo fatto di essere presente. L'unico a poter aspirare a questo ruolo deve essere cupo, orso, eppure romantico. Puro, eppure contraddittorio. Al di sopra di ogni materialità, eppure ricco da generazioni.

Fatto così c'è solo Darcy. Fitzwilliam Darcy, per la precisione, l'eroe più riuscito generato dalla penna di Jane Austen per Orgoglio e pregiudizio. Umiliata, afflitta e piena di rimorsi, «pur non sapendo precisamente neanche lei per cosa», desiderosa della stima di lui nel momento in cui non ci può sperare, certa che quello è l'unico uomo con cui potrebbe essere felice, nel momento in cui è sicura che non potrà più incontrarlo: ecco il ritratto di una donna innamorata. Ed ecco come Darcy riduce Elizabeth. Le qualità di Darcy tuttavia sembrano appartenere a una precisa età del maschio e non si può sperare durino con certezza dopo il matrimonio. Inoltre mancano di quella confortante poesia che mostra la vie en rose.

Un uomo che ci faccia innamorare dovrebbe avere in eterno la parlantina e l'inventiva del corteggiamento, come il Cyrano di Rostand. Cui però difetta la prestanza. Che potrebbe chiedere, a credito purtroppo, allo scrittore senza un soldo ma con il corpo da favola di Paul Varjak di Colazione da Tiffany di Capote. Anche a un tale splendido ibrido, però, difettano almeno due qualità che fanno sciogliere le viscere di una ragazza: quella ruvidezza e quel cinismo che vengono da una vita difficile, molti nemici, muscoli sodi e cavalcate all'alba, che ritroviamo in Rhett Butler di Via col vento. Il bastardo esemplare, che non ti fa dormire la notte, per un motivo o per un altro. Che ti fa ingelosire anche se guarda la gamba di un tavolino. Che potresti attendere per anni persino al tempo degli smartphone. E, seconda dote ma non meno importante, quella capacità di non scocciarsi se tu hai già un altro, ma anzi di considerarla una delle prove del destino, una faccenda più alta, insomma, su cui tu, povera ragazza, non hai poteri decisionali: è il caso del solitario, intellettuale, sognatore protagonista delle Notti bianche di Dostoevskij.

Certo, poi si invecchia, dicevamo. E una donna adulta ha anche altri desideri. È qui che ci vengono in aiuto due protagonisti inappuntabili. Il primo noto per la sua abilità nel comparire e sparire al momento giusto, ovvero il guardacaccia Mellors della tenuta di Lady Chatterley. Il secondo, un maschio troppo sottovalutato: Monsieur Bovary. Mettersi accanto un uomo senza qualità alla lunga fa danni, ma immaginatene uno che abbia tutte le doti dei maschi sopra descritti e che sia però anche in grado, quando richiesto, di avere - o mostrare: in fondo la verità qui non è così importante - il necessario grado di stupidità dell'antieroe flaubertiano: l'uomo perfetto.